Gli occhi di Gerusalemme est sulla Domenica delle Palme
Un fiume di persone scende dal Monte degli Ulivi, canta, ride, batte mani. Le palme verdi sovrastano la folla in festa, la Porta dei Leoni apre la strada per la Città Vecchia. La festa non è solo cristiana: dalle finestre e le terrazze del quartiere di Gerusalemme Est le famiglie arabe salutano e sorridono ai partecipanti. Ma agli angoli delle strade, i soldati israeliani e i loro fucili riportano la folla sulla terra: la giornata di festa non cancella l’occupazione. Ecco i tanti occhi, diversi e contradditori, di Gerusalemme. “Controllano ogni aspetto delle nostre vite: espulsioni, umiliazioni quotidiane, colonizzazione e violenze, manipolazione dei credi religiosi e della narrativa storica, leggi e regolamenti che supportano l’oppressione, un uso della forza militare tirannico e capillare, la costruzione del Muro nei nostri quartieri, assedio, impoverimento, blocco della mobilità e negazione del nostro futuro”. Questa è Gerusalemme Est nelle parole di Hind Khoury, ex ambasciatore palestinese in Francia.
Data: 14 luglio 2011
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Le mani tese degli attivisti israeliani
Gerusalemme Est è divisa ma non mancano le mani tese. E con loro arrivano anche le buone notizie. Le mani tese sono quelle degli attivisti israeliani, impegnati in una battaglia per loro ancora più dura: sfidare il loro stesso governo in nome dell’uguaglianza tra arabi ed ebrei. È il caso del Sheikh Jarrah Solidarity Movement, un gruppo misto israelo-palestinese che lotta contro la colonizzazione del quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. Dal 1990 i coloni israeliani hanno iniziato ad occupare terre e espropriare le case dei seimila palestinesi residenti. Dove sta la bella notizia? Ad aprile il giudice israeliano Chiam li-Ran ha imposto alla polizia di Gerusalemme di risarcire con oltre 7mila dollari quattro attivisti israeliani arrestati a febbraio durante una manifestazione a difesa di Sheikh Jarrah. La polizia li aveva rilasciati solo dietro la condizione di non partecipare più a dimostrazioni anti-governative. Il giudice non è stato dello stesso avviso: uno Stato che aspira a definirsi democrazia deve garantire libertà di espressione.
Gerusalemme Est è divisa ma non mancano le mani tese. E con loro arrivano anche le buone notizie. Le mani tese sono quelle degli attivisti israeliani, impegnati in una battaglia per loro ancora più dura: sfidare il loro stesso governo in nome dell’uguaglianza tra arabi ed ebrei. È il caso del Sheikh Jarrah Solidarity Movement, un gruppo misto israelo-palestinese che lotta contro la colonizzazione del quartiere di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est. Dal 1990 i coloni israeliani hanno iniziato ad occupare terre e espropriare le case dei seimila palestinesi residenti. Dove sta la bella notizia? Ad aprile il giudice israeliano Chiam li-Ran ha imposto alla polizia di Gerusalemme di risarcire con oltre 7mila dollari quattro attivisti israeliani arrestati a febbraio durante una manifestazione a difesa di Sheikh Jarrah. La polizia li aveva rilasciati solo dietro la condizione di non partecipare più a dimostrazioni anti-governative. Il giudice non è stato dello stesso avviso: uno Stato che aspira a definirsi democrazia deve garantire libertà di espressione.
Fonte: Caschi Bianchi Apg23
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Foto di C. C., Israele/Palestina, 2011
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