Gli occhi di Gerusalemme est sulla Domenica delle Palme
Un fiume di persone scende dal Monte degli Ulivi, canta, ride, batte mani. Le palme verdi sovrastano la folla in festa, la Porta dei Leoni apre la strada per la Città Vecchia. La festa non è solo cristiana: dalle finestre e le terrazze del quartiere di Gerusalemme Est le famiglie arabe salutano e sorridono ai partecipanti. Ma agli angoli delle strade, i soldati israeliani e i loro fucili riportano la folla sulla terra: la giornata di festa non cancella l’occupazione. Ecco i tanti occhi, diversi e contradditori, di Gerusalemme. “Controllano ogni aspetto delle nostre vite: espulsioni, umiliazioni quotidiane, colonizzazione e violenze, manipolazione dei credi religiosi e della narrativa storica, leggi e regolamenti che supportano l’oppressione, un uso della forza militare tirannico e capillare, la costruzione del Muro nei nostri quartieri, assedio, impoverimento, blocco della mobilità e negazione del nostro futuro”. Questa è Gerusalemme Est nelle parole di Hind Khoury, ex ambasciatore palestinese in Francia.
Data: 14 luglio 2011
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La lista nera delle scuole di Gerusalemme Est
Scuole arabe, libri di testo israeliani. È la nuova proposta del Comune di Gerusalemme: obbligare tutte le scuole di Gerusalemme Est ad utilizzare libri e materiale didattico del Dipartimento dell’Educazione Israeliano. Insomma, vietato insegnare la storia e la cultura palestinese, pena il taglio dei finanziamenti. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto il 30 marzo, Giorno della Terra, commemorazione dell’uccisione di sei giovani palestinesi per mano israeliana, ammazzati mentre cercavano di difendere la loro terra dalla confisca. Il Ministero dell’Educazione ha inviato i propri funzionari nelle scuole di Gerusalemme Est per redigere la lista nera degli insegnanti e gli alunni assenti. E ora una nuova legge vieta ad ogni ufficio pubblico, comprese le scuole, di commemorare il Giorno della Nakba (15 maggio): vietato ricordare la morte, l’espulsione e la fuga di migliaia di palestinesi dalle loro città e dai villaggi nel 1948, data di nascita dello Stato d’Israele.
Scuole arabe, libri di testo israeliani. È la nuova proposta del Comune di Gerusalemme: obbligare tutte le scuole di Gerusalemme Est ad utilizzare libri e materiale didattico del Dipartimento dell’Educazione Israeliano. Insomma, vietato insegnare la storia e la cultura palestinese, pena il taglio dei finanziamenti. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto il 30 marzo, Giorno della Terra, commemorazione dell’uccisione di sei giovani palestinesi per mano israeliana, ammazzati mentre cercavano di difendere la loro terra dalla confisca. Il Ministero dell’Educazione ha inviato i propri funzionari nelle scuole di Gerusalemme Est per redigere la lista nera degli insegnanti e gli alunni assenti. E ora una nuova legge vieta ad ogni ufficio pubblico, comprese le scuole, di commemorare il Giorno della Nakba (15 maggio): vietato ricordare la morte, l’espulsione e la fuga di migliaia di palestinesi dalle loro città e dai villaggi nel 1948, data di nascita dello Stato d’Israele.
Fonte: Caschi Bianchi Apg23
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Foto di C. C., Israele/Palestina, 2011
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