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Questo sito e' un contenitore di materiale vario senza nessuna organizzazione logica. L'artigiano di questa fabbrica di parole e' Carlo Gubitosa: scrittore compulsivo, sedicente ingegnere, appassionato di cause perse e tecnofilo cronico.

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La mia terra la difendo

La mia terra la difendo
Un ragazzo, una protesta, una scelta di vita

La mia terra la difendo

La rabbia e la speranza di un ragazzo che amava la sua terra. La storia di Giuseppe, il ventenne di Campobello di Licata che ha affrontato "il pregiudicato Sgarbi" con una telecamera, due amici e un pacco di volantini.
Carlo Gubitosa

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12 febbraio 2011 - Carlo Gubitosa

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Mi scrive il segretario del Partito Pirata

Dopo la mia lettera aperta sul difficile rapporto tra la sinistra e il diritto alla comunicazione, arriva la risposta di Alessandro Bottoni, candidato per "Sinistra e Liberta'" alle europee.
15 maggio 2009 - Alessandro Bottoni

 

Rispondo qui di seguito alla gradita lettera di Carlo Gubitosa di Peacelink. Trovate la lettera di Carlo qui:

http://ilprogettoarancione.wordpress.com/2009/05/12/lettera-aperta-di-carlo-gubitosa/

Caro Carlo,

al di là della cortesia di situazione e della piaggeria, sono davvero felice di ricevere Tue notizie e leggo con grande interesse le Tue riflessioni su questa mia candidatura. Ti rispondo qui di seguito come posso.

“Quando ho scritto “elogio della pirateria” non avrei mai immaginato che qualcuno avrebbe fondato di li’ a poco un “partito pirata’… “

Nemmeno io. Come Athos ed i miei amici del PP possono ben testimoniare, sono stato tra gli ultimi ad abbracciare l’idea di creare un capitolo italiano del Pirat Partiet Svedese. Ho anche sostenuto con forza l’idea che questa struttura dovesse essere una associazione e non un partito. Le ragioni di questa mia apparente resistenza sono due.

Da un lato, ho sempre pensato che questa tematica non potesse avere nel nostro paese la stessa, entusiastica risposta sociale che ha avuto in Svezia. Purtroppo, i fatti mi hanno dato ragione: è difficilissimo parlare di queste cose agli italiani. Di questo siamo tutti quanti ben consapevoli. Sappiamo di lottare contro l’indifferenza, la diffidenza e, molto spesso, l’ignoranza del nostro pubblico naturale.

Se continuamo a portare avanti questa battaglia è solo perchè è necessario. Lo è dal punto di vista morale e lo è dal punto di vista pratico. Non possiamo vivere nel mondo che ci prospettano Nicolas Sarkozy e molti suoi amici. Io, almeno, non posso farlo.

Personalmente, se fossi stato alla ricerca di facile consenso per crearmi una mia carriera politica, mi sarei iscritto dove c’erano soldi da spendere e gente capace di sfruttare questa mia natura “folkloristica” sulle televisioni. Mi sarei iscritto a Forza Italia ed ora mi troverei a Porta a Porta tra molte graziose ballerine a parlare serenamente del “ritorno della canotta”. Non starei certo qui, in qualche oscuro “hacklab”, a discutere di traffic shaping con coriacei amministratori di rete più che quarantenni, solitamente sovrappeso e spesso accaniti fumatori.

Dall’altro lato, ho sempre creduto che aggiungere ancora un altro partito al panorama politico italiano fosse un atto semplicemente immorale. Il nostro sfortunato paese ha bisogno di tre o quattro partiti di grosse dimensioni, in grado di aggregare con intelligenza le migliaia di diverse istanze del paese. Non ha bisogno di polverizzazione. Soprattutto, non ne ha bisogno a sinistra. Le istanze specialistiche, di nicchia, o fortemente locali devono trovare rappresentanza nelle associazioni e solo in seguito, attraverso le associazioni stesse, all’interno dei partiti.

Questo è ciò che abbiamo fatto: abbiamo creato una associazione che rendesse visibile, comprensibile, persino tangibile l’esistenza di una vasta area di interesse per questi temi e l’abbiamo portata all’attenzione della politica. lo abbiamo fatto prima partecipando attivamente ai tavoli di discussione istituzionale, come è avvenuto per il progetto di riforma della legge sul diritto d’autore voluto da Prodi e gestito dal Professor Alberto Maria Gambino. Ora ci hanno offerto la possibilità di farlo all’interno di una lista europea ed abbiamo accettato. Ho accettato. Faremo ciò che sta nel nostro progetto politico di sempre: daremo voce a chi sulla Rete ci sta davvero e ne vive sulla propria pelle tutti i problemi e tutte le dinamiche.

“Mi piacerebbe chiederti tante cose, ma anziche’ farti domande ti do’ un suggerimento: non essere una “avanguardia esperta”. Nella sinistra le avanguardie esperte sono durate sempre poco. “

Dureremo poco anche noi. Durerò poco anch’io. E va bene così.

Le istanze che noi cerchiamo di portare a conoscenza dell’intero mondo politico sono cose che, in un mondo civile, non dovrebbero richiedere una “task force” specifica per trovare rappresentanza politica. In un paese democratico, la difesa del diritto alla riservatezza delle comunicazioni, la difesa del diritto di accedere alla conoscenza, dovrebbero essere valori fondanti di qualunque movimento politico, di qualunque schieramento. Questi sono i valori fondanti della democrazia stessa. Credo che troveranno rapidamente rappresentanza presso tutti i principali partiti italiani ed europei, così come hanno trovato rappresentanza presso di loro (persino dentro AN!) i valori dell’antifascismo. La storia lo impone.

Noi staremo qui, con questa bandiera in mano, soltanto finchè la situazione lo richiede. Abbiamo già tutti quanti la nostra vita, il nostro lavoro e la nostra famiglia. Io, personalmente, sarò ben lieto di tornare da mia moglie quando questa assurda guerra tra cittadini e corporation avrà finalmente fine. Fino a quel momento, però, starò qui. Staremo qui, sotto questa bandiera, e denunceremo cosa si cerca di fare, nell’ombra, ai danni di noi tutti e, soprattutto, dei nostri figli.

Fiorello Cortiana, Semenzato ed altri meritano il nostro rispetto e la nostra stima. Hanno portato avanti queste tematiche quando ancora nessuno, nemmeno io, le riteneva degne di un’attenzione specifica. Il loro lavoro è stato importante non tanto per i risultati concreti che possono aver ottenuto (più o meno scarsi, non sta a me deciderlo) quanto per il fatto di aver creato una cultura dei diritti digitali che è sopravvissuta alla loro figura politica e che è ora patrimonio comune della nostra intera società.

Noi muoriamo (politicamente e, a volte, persino fisicamente) per permettere alle nostre idee di vivere. Le idee di Semenzato e Cortiana sono qui, vive e vegete, dovunque siano ora i loro creatori. Queste idee, almeno in una certa misura, sono entrate persino a far parte di proposte di legge presentate da persone dichiaratamente di destra, come Roberto Cassinelli. Queste loro idee sono alla base di numerosi movimenti associativi e politici in tutta europa. In Svezia potrebbero persino dare vita al quarto partito del paese,

Voi come lo chiamate questo risultato? Dalle mie parti si chiama “vittoria”.

Che la sinistra riesca a capire queste cose o meno, è irrilevante: é il mondo a capirlo. Che io sia ancora qui, alle prossime elezioni europee, è irrilevante: ci sarà qualcun’altro a difendere ancora questi princìpi.

“E da qui il mio suggerimento: oltre al tuo ruolo di “avanguardia esperta” e di “vedetta” su certi temi, prenditi anche il compito di far circolare informazioni e cultura tra i tuoi compagni di schieramento, perche’ certe questioni sono talmente cruciali che non possiamo piu’ abbandonarle agli addetti ai lavori.”

Questo è uno dei punti centrali del mio progetto politico: informare e sensibilizzare i politici, di tutti gli schieramenti, su questi temi. Lo faccio da sempre, attraverso le pagine del mio blog, attraverso le pagine dei giornali per cui scrivo, ed attraverso contatti diretti, come è successo con Gambino ed altri.

Continuerò a farlo, con la mia piccola lobby, al parlamento europeo, se avrete la bontà di eleggermi.

Và detto che in questa battaglia ho già trovato molti compagni, tra cui Umberto Guidoni e lo stesso Gennaro Migliore (che ha voluto la mia candidatura). Il team si è già formato. Collaboriamo già su questi punti e continueremo a farlo (qualunque cosa succeda). Abbiamo iniziato a collaborare anche con persone che provengono da altre realtà, come Erik Josefsson, che si candida al parlamento europeo in Svezia, e con Paolo Brini, che rappresenta il suo contatto in Italia. Paolo, ad esempio, pur essendo il portavoce di una associazione che si trova alla nostra sinistra (Scambio Etico), ha sempre accettato con grande gentilezza di mantenerci informati e di spiegarci i dettagli che non capivamo. Di sicuro raccoglieremo altri compagni lungo la strada.

Noi ci siamo. Stiamo già lavorando.

“Prenditi sottobraccio l’amico Mussi e spiegagli perche’ la prossima volta e’ meglio che non si facciano tante feste a Bill Gates, e che col software libero si potrebbe risparmiare tanto denaro pubblico, valorizzare i nostri professionisti dell’informatica e far circolare ricchezza che resta in Italia anziche’ fuggire a Redmond o a Seattle. Prendi i “compagni che sbagliano” e aiutali a capire passo dopo passo, perche’ ne sanno poco di tecnologie.“

Fabio Mussi provvederà da solo a spiegare le ragioni che lo hanno portato a prendere certe decisioni. Io stesso ascolterò attentamente le sue parole, nella speranza di capire.

Di sicuro, io non sono Fabio Mussi. Le persone che ruotano attorno a me in questo progetto sono persone che da sempre difendono certi valori e li mettono in pratica. Siamo gente che usa Linux, non Windows. Siamo gente che rilascia tutto quello che può sotto GFDL o CC. Siamo gente che lavora in questo settore da anni, a volte decenni. Siamo gente che mette in pratica ciò che predica. Da anni. Da sempre.

“Prima ancora di proporre provvedimenti e iniziative fai in modo che tutti i tuoi compagni di strada capiscano fino in fondo le ragioni profonde delle tue proposte. Insomma, il lavoro da fare sui temi della cultura e’ “prepolitico” e per farlo dovrai essere uno scomodo grillo parlante che ricordera’ a tutti, ogni giorno, che i brevetti sul software, la criminalizzazione della condivisione di conoscenza, le tante, troppe cessioni fatte anche a sinistra allo strapotere delle multinazionali del software e dell’intrattenimento sono un cancro silenzioso che avvelena la societa’ dell’informazione.“

Lo sto già facendo. Come tu ben sai, non è facile. Continuerò a farlo. Continueremo a farlo insieme, noi del PP e tutti coloro delle altre associazioni amiche che, da sempre, ci aiutano in questa difficile opera. Continueremo a farlo anche sapendo che verranno prima le sconfitte e le umiliazioni, anche pesanti. Solo dopo, forse molto dopo, avremo la soddisfazione di vedere i nostri valori accolti all’interno di documenti ufficiali e di leggi. Sappiamo che tipo di cammino ci aspetta. Non ne abbiamo paura.

“Conto su di te per questa opera preziosa di alfabetizzazione: al di la’ dei nostri elogi della “pirateria”, c’e’ bisogno di gente seria che sappia rinnovare la sinistra.”

Per quanto riguarda questa opera di alfabetizzazione, puoi contarci. Hai qui, nero su bianco la mia parola. Un impegno che assumo entusiasticamente, senza nessun tentennamento, e sul rispetto del quale vi chiedo di misurarmi. Misuratemi per ciò che ho detto, fatto, scritto e tramato finora. Misuratemi per quello che farò dopo, se me ne darete l’occasione.

Farò di tutto per rendere misurabile questo impegno rendendo visibile (“fruibile”) anche dall’esterno tutto quello che faremo per informare e sensibilizzare i parlamentari europei ed i normali cittadini. Per fortuna, non occorre possedere sei o sette televisioni per mandare su internet uno stream video di una conferenza o di un meeting da Bruxelles. Per fortuna, oltre alle TV ci sono anche YouTube e molti siti simili.

Per quello che riguarda il rinnovamento della Sinistra, invece, non posso prendere impegni. Non posso salvare la Sinistra da sé stessa. In particolare, non posso salvarla dalla sua tendenza suicida alla polverizzazione. Posso sottoscrivere (come ho già fatto) il progetto “unire la sinistra” di Umberto Guidoni. A suo tempo avevo già abbracciato un progetto simile, anche se portato avanti da qualcuno molto diverso da me (L’Ulivo, di Romano Prodi). Quando si tratta di unire la Sinistra, ridarle dignità e rifondare su basi più moderne la sua struttura ideologica e politica, potete sempre contare su di me.

Tuttavia, io posso solo portare l’oca al fiume. L’oca, però, deve bere da sé. Io non posso obbligarla.

“PS Questa lettera aperta non rappresenta in alcun modo una dichiarazione di voto… ci sto ancora pensando su !”

Nemmeno per me rappresenta una parola definitiva. Credo che su questi temi sia ancora necessaria molta riflessione e molto confronto tra persone diverse. La complessità tecnica e legale di questi temi, come pure le sottili implicazioni che molte di queste decisioni hanno sulla libertà e sulla democrazia, ci impongono di essere cauti e professionali. Spero che vorrai aiutarmi nello sviluppare proposte ed interventi che salvaguardino nel miglior modo possibile i diritti dei cittadini e la salute dell’intero sistema socio/economico in cui ci troviamo a vivere.

Grazie ancora del tuo contributo alla discussione.

 

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

www.alessandrobottoni.it

 

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