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Gubi visto da Flaviano

Benvenuti!

Questo sito e' un contenitore di materiale vario senza nessuna organizzazione logica. L'artigiano di questa fabbrica di parole e' Carlo Gubitosa: scrittore compulsivo, sedicente ingegnere, appassionato di cause perse e tecnofilo cronico.

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La mia terra la difendo

La mia terra la difendo
Un ragazzo, una protesta, una scelta di vita

La mia terra la difendo

La rabbia e la speranza di un ragazzo che amava la sua terra. La storia di Giuseppe, il ventenne di Campobello di Licata che ha affrontato "il pregiudicato Sgarbi" con una telecamera, due amici e un pacco di volantini.
Carlo Gubitosa

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Guerra, razzismo, P2 e marchette: un atto d’accusa ai giornalisti VIP

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Se siete a caccia di pennivendoli famosi con le mani sporche di guerra, marchette, p2 e razzismo anziche' di inchiostro, questo e' il libro che fa per voi. Il consiglio e' disinteressato: io non ci guadagno niente sul venduto perche' mi pagano a forfait, lo dico per quelli che hanno problemi di schiena a tenere in mano un pesante tomo di Travaglio e vogliono qualcosa di piu' agile da leggere in bagno.
12 febbraio 2011 - Carlo Gubitosa

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Testimonianze

La malasanita' e' anticristiana?

Il "partito della vita" si dimentica dei vecchi: a una certa eta' non e' il caso di insistere troppo con le cure. E poi non ci sono abbastanza soldi.
2 marzo 2009 - Carlo Gubitosa

Vignetta di Mauro Biani

Di fronte allo sciacallaggio mediatico compiuto ai danni di un padre sofferente e di una ragazza incapace di reagire alla strumentalizzazione della sua agonia, mi sono vergognato di essere giornalista.

Delle due l'una: o i direttori dei grandi giornali e TG sono solo dei pupazzi incapaci di definire l'agenda dei media, oppure hanno deliberatamente rinunciato all'esercizio del loro potere. Un potere che avrebbe permesso di spostare l'attenzione dal "caso" Englaro al "problema" del difficile rapporto tra vita, morte, tecnologie mediche, principi morali, precetti religiosi, coscienza individuale e leggi collettive.

Per togliere i riflettori dalla vicenda Englaro e allargarli a problemi che possono toccare tutti bastava davvero poco. Ad esempio raccogliere lo sfogo di Barbara L. che ha raccontato la sua esperienza sul blog del vignettista Mauro Biani, a conferma del fatto che nella stagione del pensiero unico e totalizzante gli unici spazi disponibili per il dubbio e l'articolazione del pensiero sono quelli dei satiri e dei comici.

Barbara racconta la storia del padre: "90 anni, rottura del femore, intervento riuscito, dopo due giorni iniziano le complicazioni. Lui supplica di essere salvato e lo salvano; ma a noi dicono in continuazione che è inutile sforzarsi per riabilitare motoriamente questo lucidissimo novantenne che ha il torto di voler continuare a vivere e volerlo fare nel migliore dei modi". Quella di Barbara e' una esperienza fatta di scontri tra la voglia di vivere del padre e una sanita' che decide di gettare la spugna se sei troppo vecchio. "Nessuno viene a fargli fare la fisioterapia leggera che prelude il trasferimento alla struttura riabilitativa motoria", racconta Barbara, e la frase "suo padre ha 90 anni" si ripete secca e lapidaria come una condanna a morte: "ogni volta che lamentavo il fatto che da sola non potevo muoverlo, ogni volta che chiedevo di cambiargli il pannolone che non veniva cambiato da 18 ore".

Quali saranno le prossime battaglie della galassia di movimenti, prelati, intellettuali e politici che hanno innalzato la difesa della vita sul pennone piu' alto della loro fortezza ideologica? Un buon punto di partenza per muoversi verso la coerenza e l'onesta' intellettuale sarebbe la pressione sul governo per ridurre i tempi d'attesa degli anziani che cercano di riabilitarsi dopo un incidente, e che vedono ricoprirsi di piaghe i loro corpi solo perche' la casta ha deciso che i soldi ci sono per le guerre ma non ci sono per loro, la sanita' ha deciso che la vita di un vecchio vale meno di quella di un giovane e i media hanno deciso che i vecchi non fanno notizia.

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