Gruppi di tematiche

Celebrare il Primo Maggio

Ognuno lo fa alla sua maniera...
2 maggio 2008 - Aldo Vincent

 

CELEBRARE PRIMO MAGGIO Saluto (a) Romano

Il democraticissimo Fini (lo ha dimostrato andando in Parlamento con i gemelli della camicia tricolori) di cui da una settimana si cantano alti peana, ha dichiarato che celebrare il primo maggio, festa dei lavoratori, è un dovere.

Minchia, dico io. Saranno mica ricominciate le adunate obbligatorie?

 

Scherzi a parte.

Non ho trovato sul Corriere della Sera on line il comunicato sindacale del Comitato di Redazione del giornale che ha chiesto a Paolino Mieli un incontro per confrontarsi sui temi della qualità e sul modello del giornale e ha scritto a Perricone (l’ad ) per sollecitare un chiarimento sulle dichiarazioni riportate in assemblea in cui si diceva soddisfatto del complessivo andamento del quotidiano, visto che le vendite sono in calo e la distanza da Repubblica sempre più esigua.

I giornalisti, ben rendendosi conto delle difficoltà che incontra la carta stampata,  sentono l’esigenza di un confronto con i naturali interlocutori di RCS Mediagrup  gruppo editoriale internazionale e multimediale che opera in settori diversi, settimanali, libri, radio e tv digitali e satellitari e new media, per cogliere le opportunità di questi diversi strumenti produttivi.

 

Al contrario ai giornalisti l’azienda appare spesso lenta ed inefficace nel trattare con il CDR e con la Redazione.

Forse questa situazione è dovuta alla natura anomala dell’azienda dove meno del 15% delle azioni è disponibile sul libero mercato, il 63% è inglobato in un patto di sindacato bloccato fino al 2011 e un altro 20% è in mano di azionisti “in attesa di entrarvi a tempo debito”.

Perricone ha inoltre affermato che verrà tenuta sotto strettissimo controllo anche l’area dei costi, e chi sa intendere, teme che questo voglia significare ulteriori tagli alle risorse per fornire adeguati mezzi di lavoro ai giornalisti, e non invece a colpire gli sperperi dovuti ad investimenti sbagliati.

 

Ecco coniglietti miei, ognuno celebra il 1° Maggio come gli pare.

Io mettendo on line il comunicato della Redazione dei giornalisti del Corriere.

Auguri.

 

 

VELTRONI, LO VOGLIONO TUTTI

Non solo quelli della sua fazione, ma strillano pure i cosiddetti “nemici”: Berlusconi, Fini, Bossi, Casini, Maroni… tutti quelli cioè che si sono visti spianare un’autostrada per vincere a piene mani.

Certo un avversario così, chi vorrebbe cambiarlo?

 

Eppure il tanto sbandierato cambiamento e rottura col passato, avrebbe un senso se Veltroni, come nelle democrazie compiute del mondo occidentale, dopo un’esame della sconfitta si tirasse indietro e lasciasse il posto a nuova linfa.

Non a Bersani o Baffettino D’Alema, altrimenti se non è zuppa è pan bagnato!

 

E INVECE DI PIETRO NON LO VUOLE NESSUNO

L’unico che in pieno tsunami elettorali sembra caduto in piedi, l’uomo che deve il suo successo non solo alla conquistata proprietà di esposizione dei suoi concetti ( lo prendono ancora in giro per il suo italiano incerto, e invece oggi parla meglio di quelli che lo denigrano) ma per il rigore – escluso qualche sbavatura – con cui porta avanti le sue idee di equità e giustizia.

 

Quando prima delle elezioni si ventilò il suo nome quale ministro della giustizia i primi ad insorgere furono proprio i duri e puri del PD. Oggi Veltroni lo tiene da parte perché la sua integrità rischia di minare gli inciuci sottobanco che stanno preparando lui e D’Alema.

D’altra parte, in un Parlamento dove ci sono 70 pregiudicati, un centinaio di avvocati tra cui una ventina di difensori del Cavagliere Bitumato, il suo commercialista, il capitano della finanza che andò a fare un’ispezione a Mediaset -che si chiamava Reteitalia - ed ora siede in Parlamento tra gli Eroi (chissà perché…) i suoi medici, quello che gli procura il Viagra dell’esistenza, la massaggiatrice, la visagista, il maestro di sci, la logopedista dei figli e altri rimasugli su cui non ci è stato concesso di esprimere un parere elettorale (però il suo giardiniere è stato rombato, poveraccio proprio l’unico proletario in questa massa di mediocri galleggianti), avere un intransigente come Di Pietro, romperebbe le uova nel paniere.

Dategli tempo, e vedremo chi ha ragione, se lui unico rimasto a difendere la morale o questa massa informe di amorali che frequentano persone amorali.

 

 

P.S.

Non so voi, ma tra gli eletti al parlamento per meriti diciamo così, servili, io vorrei essere quella fisioterapista che lo schiaffeggiava subito dopo il lifting facciale.

Dev’essere una bella soddisfazione…

 

 

 

LA FAME NEL MONDO

Mercoledì scorso Piero Di Pasquale durante l’approfondimento di Italia News (dovreste vederlo pure voi, sul satellite alle ore 13,00) ha detto una cosa che dovrebbe farci riflettere. Mao il Timoniere (il più grande Gatto degli anni ’60: pensate che aveva la testa a Pechino e i coglioni lo seguivano in Italia…) diceva che se vuoi sfamare un uomo non devi regalargli un pesce, ma devi insegnargli a pescare. Bene, i tempi sono cambiati e oggi non basta più mettere una canna in mano ai poveri del Terzo Mondo, ma occorre pure regolamentare la pesca…

 

Perché se l’agricoltura occidentale - che occupa il 3% della popolazione e gode di incentivi per non coltivare la terra contro il 75% della popolazione derelitta che vive di agricoltura nei Paesi meno ricchi – vuole davvero fare qualcosa non basta che finanzi enormi strutture che negli ultimi cinquant’anni hanno fatto proprio poco per la fame nel mondo,

ma occorre che riduca gli sprechi e tagli i privilegi.

Ma si sa che da questo orecchio…

 

Appropò

 

INDOVINELLO

 

Negli ultimi cinque anni la riduzione della fame e della povertà si è avuta solo come ricaduta dal benessere di Cina e India.

Le tre più grandi organizzazioni mondiali per la fame nel mondo, per gli aiuti all’agricoltura e la distribuzione delle risorse (escluso Cina e India) hanno sede a Roma.

Trovare il nesso.

 

 

 

Aldo Vincent

GODERE CON LA LINGUA

Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani

(Tu, invece, cos’avevi capito, porcellino?)

http://www.giornalismi.info/aldovincent

http://guide.dada.net/satira/


 

Powered by PhPeace 2.5.5