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Giornalismi

Russia, Cuba e Italia sempre più vicine
23 aprile 2008 - Aldo Vincent

Mitraglia

 

GIORNALISMI

 

Il giornale anti-Putin “mette la testa a posto”

Così titola scherzacchiosamente il Corriere della Sega segnalando come il Moskowskji Korrespondent, il giornale cioè la cui corrispondente fece quella domanda spinosa a Putin a proposito del divorzio dalla moglie per una presunta relazione con l’atleta venticinquenne Alina Kabayeva e Berlusconi rispose scherzosamente mimando il gesto dellla mitraglia, con grandi risa da parte di tutti meno la giornalista che pianse disperata temendo chissà quali ritorsioni.

Per carità, ma cosa cando andate dicezzo, Putin il democratico, l’amico di Berlusconi da cui succhia tolleranza, cosa volete che faccia l’ex capo del KGB? Via, un po’ di savoir vivre...

 

Infatti non è successo nulla, fuorchè il fatto che un editore, Sua Sponte, direbbero i latini, ha sospeso le pubblicazioni del quotidiano che per primo lanciò la notizia, e ha licenziato il direttore. Poi, dopo una dichiarazione della redazione a mezzo agenzia stampa governativa in cui si autoaccusano di non aver dovutamente controllato le fonti che davano imminente il divorzio di Putin, hanno avuto la promessa che forse si tornerà in edicola.

 

Faccio notare che Natalya Melikova, la giornalista che in Costa Smeralda ha fatto la domanda imbarazzante, lavora per la Nezavisimaya Gazeta che è un giornale piuttosto importante, mentre quello che ha sospeso le pubblicazioni è un fogliaccio popolare poco distribuito, tipo L’Occhio di Maurizio Costanzo (chi se lo ricorda?).

 

Allora, seguitemi. Putin non fa nulla contro il giornale la cui giornalista lo ha messo pubblicamente in imbarazzo, ma ha fatto pressioni sull’editore del giornale pettegolo che per primo ha diffuso la notizia che guarda caso è pure l’editore per cui lavorava Anna Politkovskaja la giornalista uccisa sotto casa perchè scomoda.

Sia l’editore che Putin sono due ex KGB e conoscono il linguaggio segreto delle minacce.

 

Notare che di tutto questo bailamme i russi non si sono accorti di nulla, perchè l’intervista televisiva non è mai andata in onda, il giornaletto tira poco e la Melikova non ha mai presentato il suo servizio.

Amen.

 

 

 

 

I soliti monellacci

 

La redazione di italia news (i soliti monellacci) hanno dato notizia di un’ennesima repressione cubana nei confronti delle Dame Bianche che protestano contro il regime per i detenuti politici.

Un minuto, e spero che qualcuno di voi l’abbia visto (mi dicono che ora il satellite si può vedere pure in Italia. Non ho notizie del digitale terrestre del fratello di Berlusconi, spero vada bene pure lui).

Io, come modesto contributo alla causa, riposto l’articolo che mandai a www.affaritaliani.it che pubblicava il mio diario clandestino dall’Avana.

 

 

Le dame bianche

 

Non ci sono prigionieri politici a C.uba.

Se ci fossero, sapresti dove sono incarcerati e invece, nessuno ma proprio nessuno, ti sa dire dove stanno.

Ergo, non ci sono prigionieri politici qui, altrimenti incontreresti i parenti che chiedono la loro liberazione. Invece, per quanto tu vada chiedendo in giro, salvo qualche velata insinuazione, non trovi nessuno che ti parli di un loro parente fermato in un luogo “speciale” tipo i sotterranei del palazzo di fianco al vecchio edificio Bacardi, di processi a porte chiuse senza il diritto dell’avvocato difensore, delle accuse assurde, delle condanne eccessivamente severe per poter essere esemplari…

 

Non ci sono prigionieri politici ne’ reati d’opinione, anche se quella signora ti racconta di suo padre giornalista che andato in pensione, passava il tempo raccogliendo ritagli del quotidiano nazionale, e quando gli articoli si contraddicevano tra di loro scoprendo clamorose bugie, li incollava insieme su di un foglio con una noterella e si prese diciotto anni di galera.

O il marito di Nemis (il nome è inventato) che ha preso quattro anni e poi sette – totale undici – e non ha ancora visto sua figlia che ha quattro anni, e lei fa la ballerina al Tropicana, e si vende per poterla mantenere…

Leggende, solo leggende. Chisme, dicono qui: pettegolezzi. Non ci sono prigionieri politici qui, altrimenti la gente ne parlerebbe.

 

Però c’è Marta.

Veste di bianco come le santere, le iniziate alla religione africana che dedicano la loro vita ad un loro santo e se qualche donna coraggiosa si rivolge a lei per reclamare la liberazione di un parente prigioniero politico, con una frettolosa iniziazione le nomina santere pure loro e tutte insieme, vestite di bianco, scendono in piazza a reclamare.

L’hanno pestata, imprigionata minacciata, e ricoverata in manicomio ma niente. Lei continua a protestare.

L’ultima volta fu l’estate scorsa al Vedado finchè intervennero i cosiddetti operai della Brigata Bla Roca Calderaio - che in realtà sono picchiatori del regime – che pestarono tutte a sangue e a martellate ruppero la telecamera della CNN che le stava riprendendo.

Chissà quali sono le ragioni perché Marta non scompaia in qualche sotterraneo, o forse è la sua forza morale che la protegge. Sta di fatto che è ricomparsa lunedì scorso al Parco Centrale, improvvisamente, con le sue dame bianche, con cartelli e colombe bianche liberate nel cielo al grido di libertà, libertà, per i prigionieri politici. Ma questa volta nessun pestaggio. Le hanno solo imposto di sciogliere l’assembramento e di non andare in piazza della rivoluzione. E lei, con tutte le sue dame bianche, se n’è andata.

Per questa volta.

Però, questa volta, ho visto una telecamera professionale ed un operatore scafato che non si è fatto sorprendere. Adesso sono qui ad aspettare che da qualche angolo del mondo, salti fuori un filmato che documenti la protesta di Marta, la dama bianca, mentre chiede la liberazione dei prigionieri politici cubani, che come sapete, qui non esistono…

 

Aldo Vincent

 

 

 

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