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La Libertà, cos'è la libertà?

Io l'ho imparato dal mio criceto...
3 aprile 2008 - Aldo Vincent

LA LIBERTA’, COS’E’ LA LIBERTA’ Medusa di Gericault


La lezione più significativa che ho ricevuto a proposito del concetto di libertà, me l’ha data il mio criceto.
Sai come vanno certe cose, tuo figlio si innamora del criceto, tu lo compri, lui ci gioca tre giorni e poi te lo ciucci tu per un anno e passa, finchè muore pasciuto e rimpianto.
Bene, se ne viveva in una gabbietta piccola piccola, con la sua ruota, metafora della vita, dove correva correva e stava sempre nel medesimo posto, finchè un giorno per distrazione lasciai aperta la porticina e lui fuggì andandosi a cacciare in un remoto angolodella cucina.
A nulla servirono i tentativi per stanarlo da lì, finchè il mattino dopo, al rumore della scatola del suo mangime contro le sbarre, eccolo arrivare pimpante e fresco e piazzarsi da solo dentro la prigione.
Accidenti, mi dissi, vuoi vedere che la libertà si può barattare per una manciata di semini?

La seconda lezione mi venne quando cambiai la gabbietta con una più grande lui felice correva qua e là per la libertà ritrovata. Vuoi vedere, mi dissi, che la libertà altro non è che una serie di gabbie, più piccole o più grandi, qualcuna addirittura d’oro o d’argento, ma sempre gabbie sono?

Ed io a dire al criceto, guarda che la libertà è là fuori, dove c’è l’incognita del gatto e l’incombenza di procurarsi il cibo... ma lui nulla. Gli piaceva la sua libertà e se la tenne.

Perchè vi dico questo, coniglietti miei?
Mah, sapete, è un po’ di tempo che mi frulla in testa l’idea che il pensiero all’ammasso abbia come obiettivo quello di criminalizzare una parte del mercato e dei nuovi movimenti commerciali. Proprio l’altro giorno persino lo stortignaccolo Tremonti, ospite da Piero Di Pasquale di Italia News, affondava il pensiero molle sugli aspetti negativi di questi nuovi equilibri economici, tra i quali il fatto che lo sviluppo stia arrivando proprio da Paesi che non hanno limpido il concetto di Libertà cos’ come invece lo abbiamo acquisito noi con secoli di Civiltà.

Il concetto europocentrico della Storia viene da lointano. Dai Barbari, coloro cioè che “balbettavano” il latino, ai Russi che mangiavano i bambini ed ora lo fanno gli islamici...
Siamo andati con le nostre croci a massacrare gli inermi, abbiamo invaso, ucciso, colonizzato, espropriato, umiliato, imprigionato popoli in nome della nostra presunta civiltà che veniva da lontano senza renderci conto che per loro, i popoli di altre culture, siamo noi che nella loro storia veniamo DOPO...

Insomma, per farla breve, tra i tanti fenomeni rilevanti di questo ultimo scorcio di nuovo secolo, brilla un avvenimento epocale: da quattro anni a questa parte è diminuito il numero dei poveri nel mondo. Praticamente una notevole massa di persone che non riuscivano ad accedere al minimo per la sopravvivenza, hanno visto migliorato il loro tenore di vita e questo è successo grazie al lievitare delle economie di Cina, Vietnam Corea ed India.
Ecco, questo è il primo punto: alla prima occasione di benessere una parte dell’Asia ha pensato ai propri poveri, mentre noi saccenti occidentali, dal Medio Evo in qua non siamo mai riusciti a combinare una beata fava di nulla.
Alla faccia delle libertà.

Cina ed India stanno mettendo al lavoro le loro migliri menti per studiare nuovi metodi per investire sui poveri!!
Banche stanno mettendo a punto strategie per concedere crediti a chi non possa offrire solide garanzie, e udite udite, stanno pensando ad un’automobile per i poveri!!

Mi soffermo solo su qyest’ultimo punto per non entrare nel merito di argomenti che non mi competono: se leggete le memorie di Giovanni Agnelli (il nonno) scoprirete che quando lui portò a Torino la catena di montaggio, la sua prima vettura in serie (non ricordo se fosse la 18BL o la Balilla) costava 15.000 lire e di questo importo ben 10.000 lire erano il profitto dell’azienda!!
Ecco andatevi a leggere le cronache di Torino e scoprirete che quello fu pure il periodo più sconquassato dalle protreste sindacali perchè gli operai non solo chiedevano (inutilmente) le 48 ore settimanali, ma pure un migliore trattamento economico!!

Una bella differenza con le economie emergenti che ci fanno storcere il naso per la loro mancanza di libertà.
O no?

Aldo Vincent
GODERE CON LA LINGUA
Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani
(Tu, invece, cos’avevi capito, porcellino?)

http://guide.dada.net/satira/

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