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L'informazione bacata

In due giorni abbiamo saputo tutto sulla puttana e il governatore USA...
15 marzo 2008 - Aldo Vincent

ELEZIONI
Finalmente un lucido articolo sul Corriere inerente le prossime, scandalose elezioni.
Parla di un popolo che va inutilmente alle urne, di riformisti che riformisti non sono, dei candidati imposti e non eletti, di una campagna elettorale fumosa ed ingannevole, e soprattutto del fatto che dopo questa costosa formalità, le cose continueranno come prima.
Bravi.

Purtroppo c’è un dettaglio: il lucido articolo si trova a pagina 13 di venerdì scorso, nella sezione Esteri e riguarda l’Iran.
Perché noi, pedissequi seguaci delle teorie di Carl Shmitt, guardiamo le storture che avvengono fuori dai nostri confini dimenticandoci le nostre.

Approfitto dell’occasione per segnalare che sempre negli esteri il direttore del Corriere ha dato incarico alla giornalista Alessandra Coppola di fare un articolo a proposito delle rivelazioni della Reuters che ha raccolto un’indiscrezione dal governo cubano in cui si dice che finalmente ci saranno alcune aperture di mercato.

Ora, io mi chiedo, ma in un giornale dove a proposito dello scandalo sessuale del governatore di New York in un paio di giorni si sono scatenate le nostre migliori penne giornalistiche aggiornandoci su ogni aspetto della cosa, tariffe, prestazioni, precedenti, interviste alla puttana, illazioni sulla troia italiana dagli occhi azzurri, sul numero progressivo della clientela, sui dettagli dell’albergo e la qualità dei preservativi (non del senatore che preferiva rapporti a rischio), come sia possibile che una notizia su Cuba venga trasmessa con la carta carbone senza nemmeno una verifica.

Possibile, mi chiedo, che in tutti questi anni, non ci sia stato un cornuto che abbia passeggiato per Ovispo, la via dei turisti, per andarsi a sedere su un a panchina là in fondo, in Plaza des Armas dove basta chiedere al primo che passa per capire come vanno le cose da quelle parti?
Possibile scrivere della liberalizzazione delle vendite di biciclette e di pentole elettriche per cuocere il riso il cui commercio non è mai stato proibito, ma che anzi, le cuocitrici sono state distribuite dallo Stato ai contadini che non avendo elettricità scendevano all’Avana e percorrevano le strade, vendendole?

Io ci scrissi sopra un paio d’articoli (anche a proposito della scandalosa distribuzione gratuita di condizionatori e frigoriferi) che ripropongo in calce, così a futura memoria.
A proposito della liberalizzazione delle vendite di computers, possibile che nessuno si sia mai chiesto come sia possibile per un cubano comprare un computer da 800 dollari (tale è il prezzo sull’isola) guadagnando 8 dollari al mese?

Ma si può fare giornalismo in questa maniera?

Aldo Vincent
GODERE CON LA LINGUA
Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani
(Tu, invece, cos’avevi capito, porcellino?)
http://www.giornalismi.info/aldovincent
http://guide.dada.net/satira/

Castro

3 Giugno 2006
Insomma, per farla breve: la bici l’ho comprata anch’io.
Ma non per me, che sono in un magnifico peso forma ( dovrei solo essere più alto di 18 cm.) ma per la mia Gioia, la studentessa di educazione fisica che allieta la mia esistenza col suo corpo d’Afrodite scolpita nell’ebano...
Noto che mangiare ogni giorno le ha arrotondato il pancino ( a dimostrazione della teoria hitleriana che non sempre mangiare fa bene alla linea) quindi abbiamo deciso di aumentare l’attività fisica.
La sua, ovviamente.
Andiamo al negozio che noleggia le bici e che al piano superiore ha una mostra di modelli di bici che la gente va a visitare come fosse l’Expo.
Sorpresa: la galleria è chiusa perché Lui (capiscimi ammè) ha deciso che scegliere tra diversi modelli è dispersivo, così ha imposto un solo modello, però puoi scegliere il colore che più ti piace. Scegliamo giallo ma non c’è, poi ciclamino ma non esiste. Così la compriamo blu, che è anche l’unico colore che viene importato.
Paghiamo e scendiamo al magazzino per la consegna: sorpresa! Ci danno uno scatolone imballato.
E la bici? È dentro, ma nessuno ha mai detto che ce l’avrebbero consegnata montata!
Cerchiamo un taxi capace di trasportare anche lo scatolone e raggiungiamo un “Taller” (1) di biciclette.
La montano ma mancano le gomme. Ovvio! Ci hanno venduto la bici ma le gomme le dobbiamo trovare noi!
Raggiungiamo un venditore di gomme per bici ( da non confondere col venditore di gomme per auto che è tutt’altra storia) e torniamo all’officina. Manca il cavalletto, il campanello e il lucchetto. Questi sono accessori e vanno comprati al negozio di accessori per biciclette che guarda tu, è proprio di fianco a dove abbiamo pagato la bici, ma non lo sapevamo.
Insomma, due giorni dopo, Gioia fa il suo ingresso trionfale all’Università.
In bici.

NOTA
(1) Taller sarebbe una officina o un laboratorio artigiano. La differenza con i nostri è che qui dentro stanno quasi tutti seduti a sbuffare per il caldo

1 Luglio

Quando la rivoluzione disse: “Üna pentola a pressione per tutti!” non era solo propaganda e l’oggetto lo ricevettero proprio tutti. Un po’ come sta succedendo ora con la campagna:
” Un bollitore elettrico di riso in ogni casa” che ancora una volta sta causando un fenomeno economico incomprensibile dalle nostre parti. Si tratta di questo. L’organizzazione è quella che è e il bollitore viene distribuito sì, ma non in modo sistematico. Qualcuno lo riceve prima, altri dopo, in qualche zona c’è già, altri dovranno aspettare tempi biblici. Insomma una distribuzione che i moderni sociologhi chiamano a pelle di leopardo e che noi in Italia conosciamo come: “Akazzodicane”.

Ne consegue che in alcune zone rurali il prodotto è già presente mentre in città tarda ad arrivare. Ecco che quindi orde di barbari scendono a valle e dalle strade gridano che vendono il loro bollitore.
Lo fanno un po’ per necessità ed un poco perché senza preparazione adeguata un prodotto ad alta tecnologia avanzata (un bollitore ELETTRICO!!) spaventa i semplici, così lo vendono per trenta pesos convertibili che verranno usati per altre necessità.
I cittadini che abbiano rubato o trovato per terra i trenta denari e che sono sensibili alle novità ma soffrono per non avere in casa il prodotto, lo comprano.
Quando il buon Dio o la rivoluzione decideranno di distribuire il bollitore anche in quella parte di città ci saranno contadini che andranno per le strade gridando che lo comprano e lo ridistribuiranno nelle case rurali che lo avevano a suo tempo venduto, ma che nel frattempo hanno maturato l’idea che il bollitore sia un prodotto indispensabile alla loro felicità e lo ricomprano, pagandolo più o meno gli stessi tranta pesos convertibili.

Si verifica così un grande movimento di danaro che non porta a nulla, un po’ come un sasso nello stagno.
È un flusso economico che io ho chiamato “ della ola”, che assomiglia cioè alla ola degli stadi. Sembra una grande produzione di energia, in realtà è solo un fenomeno ottico causato da un insieme di persone che sprecano pochissimo tempo per alzarsi, sedersi, e rimanere FISSI al loro posto.

16 Gennaio 2007

La storia della sostituzione dei frigoriferi, è finita piano piano nel silenziatoio. Già era un’operazione dal vago sapore propagandistico che secondo me con il socialismo ci sta come i cavoli a merenda. Perché una cosa – secondo me, badate bene – è se tu dici, da domani frigoriferi per tutti. E vai a consegnare i frigoriferi a chi non ce l’ha. Ma se tu sostituisci il vecchio, solido, immarcescibile frigorifero russo con un tenero e sbrinoso frigorifero cinese che già comincia a dare problemi, mentre chi non ha il frigorifero, ciccia, allora dimmi dove sta l’idea socialista.

E’ lo stesso che succedeva quando propagandarono il cambio di condizionatori d’aria vecchi con i nuovi. Ne approfittarono alti dirigenti e ladroni che avevano trovato per strada 450 dollari per comprarsi il condizionatore mentre il pueblo si moriva di caldo. E gli altri? Socialisticamente, ciccia.

Appropo’

Qualcuno mi reputa incapace di raccogliere notizie, dimenticando il mio passato di free-lance. Invece quando le notizie ci sono io uso ancora il mio vecchio naso tartufiere. Quei margniffoni dell’ufficio stampa della Ferrari di Modena, per esempio, lasciarono trapelare una notizia riservatissima di un certo Zhuang Yue – classificato da Forbes tra i 45 uomini più ricchi della Cina – che aveva invitato al suo paesello una fazzolettata di ricchissimi amici per un fine settimana in cui le più grandi marche del mondo avrebbero presentato i loro prodotti. Non solo Cartier, Rolex eccetera, ma persino le Ferrari che avrebbero sfilato nelle strade della contrada cinese (Changsha, Hunan) chiuse al traffico per l’occorrenza. L’inviato del Corriere ci fece sopra un bellissimo articolo di colore che mi incuriosì, molto.

Chi è insomma questo tizio? Pensa un po’, altri non è che il titolare della Broad Conditioning una delle maggiori fabbriche mondiali di condizionatori d’aria che tra gli altri, ha come cliente il nostro Komandante che, poveraccio, sta svenando il suo paese in nome di una collaborazione tra l’ideologico e il volemose bene e che in nome dell’Internazionalismo Socialista, non si è accorto che in Cina è diventato quella cosa che permette ad un titolare di impresa di diventare ricchissimo. Non lo trovate sinistramente grottesco? No? Vabbè.

Gli altri articoli su Cuba li trovate qui:
http://guide.dada.net/satira/vincent_da_cuba/

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