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La cosiddetta par condicio

analisi delle frotttole che ci raccontano
11 marzo 2008 - Aldo Vincent

PAR CONDICIO
Per non tornare sempre a scrivere le medesime cose, tanto non cambia mai nulla, ad uso e consumo di quei giovani virgulti che grazie ai potenti mezzi messimi a disposizione di Carlo Gubitosa, seguono le mie lezioncine sulla comunicazione, riposto le riflessioni che mandai in giro al momento dell’approvazione della legge.

Finalmente!!

Le notizie addomesticate:

Vi sarete chiesti, forse, perche’ in Inghilterra per esempio, alle ore 18 di ogni giorno – ora di massimo ascolto, poiche’ il lavoro finisce alle 17,00 - la televisione trasmetta UN SOLO telegiornale e poi piu’ nulla fino alle 22,00 all’inizio della seconda serata, mentre in Italia, per esempio, OTTO telegiornali nazionali inizino a dare le loro notizie dalle 18,50 fino alle 21,10.
Se poi ci fate caso, escluso i due telegiornali burletta STUDIO APERTO e STRISCIA LA NOTIZIA le notizie sono tutte uguali, e se fate zapping noterete addirittura che vengono date nello stesso momento, escluso il mitico Fede che piu’ di un giornale fa uno spettacolo di cabaret (che io seguo con grande sollazzo) e le notizie contrarie a Berlusconi o se le dimentica o le da’ in fondo, dopo i commenti sul tempo o i problemi della senescenza (la sua).

D’altra parte, per una sorta di autocensura dovuta piu’ alla paura che alla morale, i direttori dei TG si attengono pedissequamente ai lanci di agenzia che hanno degnamente sostituito le veline del Minculpop ma che non ne hanno cambiato l’effetto.
Se consideriamo poi che su alcuni avvenimenti c’e’ il trombone fisso che segue questo o quello 365 giorni all’anno, i corrispondenti dalle capitali estere che ci aggiornano sui raffreddori della regina o sul pericolo d’estinzine della foca ballerina, e che su avvenimenti clamorosi ci sono tre/cinque/sette giornalisti che si piazzano all’esterno di edifici e zoommando sui citofoni, portoni e numeri civici, auto scortate che passano con finestrini fume’, ci raccontano quello che hanno letto sui giornali del pomeriggio, e non e’ raro che il conduttore in studio abbia piu’ informazioni del pirlone di turno che sta facendo la sentinella sul luogo, e benevolmente lo aggiorni in diretta, davanti ai nostri occhi.
Ma non doveva avvenire il contrario?

E allora, perche’ tanto spreco?
La risposta e’ complessa e non c’e’ mai una sola ragione che muove le vicende della nostra politica, ma la principale e’ che i partiti sono diventati enormi macchine di consenso che hanno bisogno – per mantenere il proprio organico – di molti piu’ soldi di quanti vengano loro assegnati, e nel nostro caso la soluzione e’ semplice: basta far assumere nei telegiornali i giornalisti dei loro uffici stampa e il gioco e’ fatto! Il problema sorge quando detti giornalisti CONTINUANO a fare glu uffici stampa del partito, e i risutati si vedono.

Nei giornali di carta il fenomeno e’ ancora piu’ complesso ma non dissimile e il risultato e’ che poi ognuno legge le notizie come le vorrebbe sentire e l’obiettivita’ va a farsi benedire.
Faccio un esempio:
l’altro giorno il presidente della Repubblica ha SCRITTO che occorrerebbe applicare la par condicio PRIMA dello scioglimento delle camere, dichiarazione subito raccolta dalle agenzie.
I giornali riportano cosi’ la notizia:

La stampa:
«SPAZIO A TUTTI IN RAI ANCHE PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE»
Ciampi: subito la par condicio
Berlusconi: «E’ una norma ingiusta e illiberale»
Il Capo dello Stato interviene sul problema della «par condicio» con una inusuale lettera di richiamo al presidente della commissione di Vigilanza, Paolo Gentiloni, spedita venerdì ma resa pubblica solo ieri…

Il Corriere della Sera:
Ciampi: «In Rai par condicio da subito»
Berlusconi: «Seguiremo la legge, ma è un bavaglio»
Prodi: valga per tutte le tv
Il Quirinale: «Pari accesso anche prima dello scioglimento delle Camere»
ROMA - Ciampi torna a chiedere il rispetto delle regole in tv e fissa i paletti per impedire diluvi mediatici? Il richiamo del Quirinale, il secondo effettuato nel giro di poche settimane, non trova orecchie troppo attente nel premier Berlusconi…

La Repubblica
Par condicio, scontro Ciampi-Berlusconi
"Applicarla subito" "No, è legge-bavaglio"
ROMA - Sulla politica in tv, nuovo scontro Ciampi-Berlusconi. Per il capo dello Stato - che lo ha scritto nero su bianco al presidente della Vigilanza Gentiloni - la Rai deve garantire fin da ora una vera par condicio in tutte le trasmissioni radiotelevisive, senza attendere la data di scioglimento delle Camere. Ma è un invito che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non sembra intenzionato ad accogliere….

IL FOGLIO
CIAMPI: “irrinunciabile la data del 9 aprile per le elezioni, non rinviabile per le note esigenze costituzionali”. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso ieri dal Quirinale al termine dell’incontro tra il presidente del Consiglio Berlusconi e il capo dello stato. Il presidente della Repubblica ha anche convocato i presidenti del Senato e della Camera per sabato 11 febbraio. Lo stesso giorno il premier ha fissato il Consiglio dei ministri al fine di deliberare l’indizione, per il 9 e 10 aprile 2006, delle elezioni politiche. Berlusconi: “Non abbiamo ottenuto un prolungamento della legislatura, ma un minor accorciamento” dell’attività parlamentare, “perché la scadenza naturale della legislatura cade nel mese di maggio”.

Notata nessuna sottile differenza?

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