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Anche Veltroni non scherza...

Le Camarille 3

Continua l'andazzo
27 febbraio 2008 - Aldo Vincent

Le Camarille 3
(...e l’andazzo continua...) Veltroni Mose'

Continua glorioso il reclutamento di nomi nuovi della politica italiana da parte di Valzer Weltroni. E’ di oggi la notizia che ha caricato sul carrozzone Livia Zaccagnini, figlia del leader DC off corse, Sandra Zampa, Paola Carloni, moglie di Bassolino, Maria Falcone, eminente sorella, Luigina Di Liego nipote di don Luigi e Giovanni Bachelet, notissimo figlio di...

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La carica dei cognomi illustri
Da Colaninno a Benetton e Mondadori, in attesa degli sconosciuti
La scommessa Il leader Pd tra celebrità e giovani del Paese «normale»

Uolter, insomma Veltroni, ha avuto una bella idea. «Per un’Italia nuova» non troppo vecchia, ma anche per segnalare che la solita casta non farà piazza pulita dei seggi in Parlamento. Metterà under 40 e under 30 in lista; ma anche come capilista, prima di lui. Dei giovani, ha detto al Tg1, che si sono distinti «nella vita economica, politica, sociale del Paese». Ottimo. Molto Obama. Unico guaio, sono già uscite voci sui nomi in lista. Nomi distinti, pure troppo; di rampolli della classe dirigente. Per dire: Benetton-Mondadori-Sensi-Colaninno. Tutte persone eccellenti, per carità; ma più che candidati innovativi sembrano una comitiva da aperitivo all’hotel Posta di Cortina. Almeno elencati così insieme. Poi si vedrà. Poi non sono casi accomunabili, evidente.

Prendiamo Matteo Colaninno, presidente dei giovani di Confindustria. È persona seria, gran lavoratore (bonus: l’unica festa a cui lo si ricordi è quella del suo matrimonio). Il tipo di imprenditore-candidato poco entusiasmante ma affidabile (gli elettori si fiderebbero ancor di più di un altro imprenditore ipercorteggiato, Ivan Lo Bello di Confindustria Sicilia; ma non sarebbe meglio aiutarlo da Roma nella sua battaglia anti-pizzo invece di mandarlo a Roma a spingere bottoni in Aula? Forse sì). Altri casi sono più strani, e non per colpa di chi è tirato in ballo. Come quello di Martina Mondadori, ventiseienne dal cognome illustre. È bella e culturalmente vispa; non sono notissime le sue imprese politico- economiche. Più che altro, è nota a noi gentaccia che soccombe al piacere di studiare i Cafonal (serie di foto mondane rivelatrici e deprimenti, del balzacchiano Umberto Pizzi) sul sito Dagospia (vabbè, ormai si sa che il web è importante). Creativa ma problematica è poi l’idea di candidare Rosella Sensi.

La piccola Thatcher giallorossa (di britannico ha anche la somiglianza con l’amica di Hugh Grant in Quattro matrimoni e un funerale) governa da anni calciatori-dirigenti-giornalisti- tifoserie; roba più complessa e rischiosa di un medio ministero. Sarebbe quindi qualificata. Ma, al di là dei possibili conflitti di interesse causa affari familiari: se una Sensi si candida, come la mettiamo con lo swing vote dei laziali? Molti biancocelesti di destra, indignati per la fusione di An nel Pdl e tentati dalla ripicca pro Veltroni, finirebbero per preferire l’altrettanto romanista ma perlomeno nero Storace, va da sé. Alessandro Benetton è un’altra storia ancora, probabilmente improbabile (e lì il Pd può perdere voti delle fans di Deborah Compagnoni; non l’ha ancora sposata, chissà perché). Ma smettiamola con la battutacce, e speriamo di venire smentiti.

Speriamo che i giovani capilista, e altri candidati sicuri, non siano solo gente con bei cognomi. Sarebbe un segno di scarso spirito innovativo e di insicurezza identitaria. Speriamo che ci siano ragazzi/e che si sono distinti nell’economia e nella ricerca, magari scappando all’estero per riuscirci; che organizzano cooperative antimafia, o per aiutare i più poveri, gli immigrati e/o (anatema?) le donne in difficoltà, i precari; gente brava e basta. Tra l’altro, Veltroni dovrà crescere un obamino/obamina come suo successore. Dovrà essere un Barack/Baracca che (come l’originale) abbia fatto i conti con la figura del padre (magari bancario e non banchiere, fresatore e non imprenditore, a chi non è classe dirigente votarlo/a mica dispiacerebbe) e abbia ben costruito se stesso/a. Questa è la scommessa vera; se ci saranno un po’ di vip benissimo; però, per tirar su il morale del Paese normale, che siano ben diluiti.

Maria Laura Rodotà
17 febbraio 2008

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“L’ESPERTA MARIANNA ARRIVA DAL NULLA… ANCHE TROPPO”
Lucetta Scaraffia per il “Corriere della sera” 26/2/08

«Porterò tutta la mia straordinaria inesperienza» ha detto spiritosamente Marianna Madia ai giornalisti che si precipitavano a intervistarla appena nominata da Veltroni capolista del Pd di Roma. Ma, benché giovane, Marianna ha già dimostrato esperienza nel gestire la sua carriera. Non ancora laureata in economia era già ricercatrice presso l'Ares di Enrico Letta, poi consulente della presidenza del Consiglio, collaboratrice di Minoli alla Rai dove conduce un programma su questioni ecologiche. Anche nella vita privata l'inesperta Marianna non scherza: il suo primo fidanzato è stato il figlio del presidente della Repubblica.Ma se avevamo ancora dei dubbi, ce li toglie l'abilità con cui sfugge alle domande vere. A chi chiedeva la sua opinione sull'aborto, ha risposto: «Voglio andare controcorrente e non rispondere», aggiungendo, con lessico veltroniano, che bisogna «ritrovare il tempo delle idee e dell'amore». Come candidata che «arriva dal nulla», Marianna ha già dato prova di saperci fare. Anche troppo.

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(Ansa) 28/2/08
- ’Molto mi duole che donna Bianca Berlinguer non abbia accettato la candidatura in Sardegna per il Pd. Forse hanno sbagliato a non offrirle la candidatura al Senato, per la quale a dispetto dell’apparenza donna Bianca l’eta’ canonica ce l’ha e da tempo. se non altro sarebbe stata un raggio di luce...’. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. ’E poi - rileva - cosi’ non sarei stato piu’ costretto a raccomandarla ai direttori di turno della Rai perche’ le trovassero una collocazione migliore o almeno, ma questo me lo concessero, le aumentassero lo stipendio’.

casini col binocolo

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