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Berluminchiate

Non avrei mai immaginato di dover riaprire il file con le minchiate di $ua Emittenza, ma...
17 febbraio 2008 - Aldo Vincent

BERLUMINCHIATE
si inglobano


Non avrei mai pensato di riaprire il file con le minchiate di Berlusconi, che tante soddisfazione mi diede in passato, compreso il primo (credo) libro pubblicato in Italia per i tipi di Scipioni.
http://guide.dada.net/satira/interventi/2006/03/247100.shtml

Il mio libro

In realtà, escluso LA BERLUBIBBIA, non avevo fatto nient’altro che riportare le cose che ha detto o fatto, perchè $ua Emittenza fa tutto da solo e non c’è nemmeno bisogno di scrivergli contro, perchè Lui E’ LA SATIRA.

Adesso che in nome del rinnovamento si presenta per la quinta volta alle elezioni (caso unico nelle democrazie contemporanee) riapro la raccolta ben sapendo che la Storia si presenta sempre due volte: la prima come comica finale, la seconda come tragedia.

Poichè il popolo italiota ha la tendenza a dimenticare, mi permetto un piccolo riepilogo, tanto per rinfrescare la memoria:

SMENTITE:

La casa agli italiani.
Sorrento, 11 novembre 2005, Berlusconi lancia il suo progetto davanti ai giovani di Forza Italia: “Daremo una casa a tutti gli italiani in difficoltà. Sono il 19% della popolazione, ma abbiamo un piano fattibile”. Ieri ha precisato: “Non ho detto a tutti gli italiani, ma solo a quelli sfrattati”

Pensione a 68 anni.
3 novembre 2005: “Un orizzonte che non dobbiamo precluderci, l’innalzamento dell’età pensionabile a 68 anni”. Il 15 novembre spiega: “Io non ho proposto di spostare l’età pensionabile a 68 anni”

Bush e le elezioni italiane.
31 ottobre 2005. A Washington, parlando con i giornalisti dopo l’incontro con il presidente Usa, dice: “Bush teme un cambio di governo in Italia”. Vittorio Zucconi di Repubblica, gli chiede: “Presidente, a scanso di equivoci, lei ci sta dicendo che il presidente Bush ha espresso a lei una preferenza elettorale contro il centro sinistra?”. Il premier, allora, precisa: “Non mi ha detto esattamente così Bush, ma è evidente che sentendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall’Iraq, basta fare uno più uno per capire come la pensa il presidente americano. Come sempre gli Stati Uniti non interferiscono nei problemi interni di altri paesi, specialmente nei periodi elettorali e pre-elettorali”.

Centristi traditori.
16 agosto 2005. Intervistato dalla Stampa, riferendosi ai centristi della Cdl, dice: “C‘è chi pensa di salvarsi offrendosi al vincitore, ma parte da una valutazione errata”. Immediata la reazione di Follini: “L’evocazione di doppigiochi, tradimenti e passaggi di campo nei confronti di un partito coerente e sicuro come l’Udc è semplicemente miserevole. Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio una smentita chiara e netta”. E la smentita arriva puntuale, affidata a Boniauti: “Nessuno in Forza Italia, tantomeno il presidente Berlusconi, ha pronunciato parole legate al concetto di tradimento o di traditore nei confronti dei nostri alleati”.

Risanamento Alitalia.
29 aprile 2005: Berlusconi annuncia che il piano di risanamento dell’Alitalia è stato accettato dalla Commissione europea. Immediata la smentita di Bruxelles: “Nessuna decisione è stata presa”.

Andare a Nassiriya.
“Non sento alcun bisogno di andare a Nassiriya, sarebbe solo una operazione dimostrativa e retorica” (26-3-2004). Il 10 aprile Berlusconi va in visita a Nassiriya.

Unto e bisunto.
“Io unto del Signore? Non ho mai pronunciato questa sciocchezza” (9-3-2004). “Io sono l’unto del Signore, c‘è qualcosa di divino nell’essere scelto dalla gente. E sarebbe grave che qualcuno che è stato scelto dalla gente, l’unto del Signore, possa pensare di tradire il mandato dei cittadini” (25-11-1994).

Lifting forzato.
“Io il lifting non lo volevo fare. Sono stato tirato dentro a farlo. È stata Veronica a spingermi a fare il lifting” (27-1-2004). Poi Veronica lo smentisce: “Il lifting è stata un’idea sua”.

Fascismo buono.
“Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino” (intervista a ‘The Spectator’, 4-9-2003). Il 17 Berlusconi cerca di smorzare l’intervista allo ‘Spectator’: “Eravamo alla seconda bottiglia di champagne”. Ma gli intervistatori lo smentiscono: “Abbiamo bevuto solo tè freddo” (19-9-2003.).

Giudici matti.
Nella stessa intervista a “Spectator”, il premier disse anche che i magistrati: “Per fare i giudici bisogna essere dei disturbati mentali”. Protestarono un po’ tutti: dall’Anm, alle sorelle di Falcone e Borsellino. Fini parlò esplicitamente di “gaffe”. Allora spiega: “Io non sono un politico, non bado alle critiche. Dico quello che pensa la gente”.

Legge Gasparri.
Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d’accordo sulla legge Gasparri. Il Quirinale smentisce: “Non ne abbiamo mai parlato” (2-8-2003). Berlusconi deve rettificare dando la colpa ai giornalisti.

Lodo Maccanico.
“Io non c’entro nulla con questo Lodo: è stata un’iniziativa autonoma del Parlamento, sostenuta dal presidente della Repubblica” (30-6-2003). Immediata la smentita del Quirinale, cui segue la precisazione del sottosegretario Paolo Bonaiuti: “Il lodo Maccanico è una iniziativa parlamentare. E a questa proposta il presidente della Repubblica è ovviamente estraneo”.

Conflitto di interessi.
“Il conflitto d’interessi sarà risolto nei primi cento giorni del mio governo” (5-5-2001). “Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana” (19-12-2003). La legge sul conflitto d’interessi non è stata ancora approvata.

Condono per gli altri.
“Mediaset non farà alcun ricorso al condono fiscale” (30-12-2002). Cinque mesi dopo ‘L’espressò scopre che Mediaset ha regolarmente fatto ricorso al condono, risparmiando circa 120 milioni di euro di imposte. Un anno dopo accade di nuovo.

Armi sì, armi no.
“Credo che ormai in Iraq non ci siano più armi di distruzione di massa” (16-10-2002). “Non ho mai detto che Saddam non ha armi di distruzione di massa. Dico solo che ha avuto il tempo di distruggerle o di metterle da qualche altra parte” (17-10-2002).

Guerra senza Onu.
“Se Saddam non cede, l’attacco sarà a gennaio e sarebbe inutile una seconda risoluzione come chiede la Francia, sarebbe un nonsenso” (14-9-2002). “Siamo per una risoluzione dell’Onu che dia termini precisi a Saddam e stabilisca l’intervento militare se Saddam non dovesse accettare la risoluzione” (25-9-2002). “Con realismo bisogna dire che non c‘è alternativa alle due risoluzioni dell’Onu “ (16-10-2002).

Nesta mai.
“Comprare Alessandro Nesta? Sono cose che non hanno più nulla di economico, di morale. Nel calcio abbiamo sbagliato tutti, ora basta”(23-8-2002). L’indomani il Milan annuncia l’acquisto di Nesta.

Legge Cirami.
“Non capisco tutta questa fretta per la legge Cirami sul legittimo sospetto” (31-7-2002). “La legge sul legittimo sospetto è una priorità per il governo” (30-8-2002).

Ok dall’Europa.
“Ho fatto un’esposizione sommaria della legge finanziaria e ho trovato un’ottima accoglienza sia da Prodi sia dal commissario Pedro Solbes” (10-10-2001). Prodi cade dalle nuvole. Solbes lo smentisce. Berlusconi fa retromarcia: “Io ho illustrato l’azione del mio governo, Prodi e Solbes mi hanno ascoltato in silenzio”.

Scontro di civiltà.
“Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà... Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra sullo stesso piano… La nostra civiltà deve estendere a chi è rimasto indietro di almeno 1.400 anni nella storia i benefici e le conquiste che l’Occidente conosce.” (26-9-2001). Poi di fronte alla richiesta di scuse presentata da una serie di governi arabi dice al giornale ‘Asharq al-Awsat’:“Perché dovrei scusarmi? Per qualche cosa che non ho detto? Non ho detto nulla di sbagliato, loro (alcuni giornalisti, ndr) mi hanno fatto dire qualche cosa che non ho detto”. (2-10-2001)

(Pubblicato su www.repubblica.it il 15 novembre 2005)

Biancosilvio e i collab oratori

Gaffes

Tutto questo nel 2003 gli ha fatto vincere il premio «Miscommunicator of the Year», conferito dalla Foreign Press Association; per meriti acquisiti durante il semestre di presidenza italiana. Un semestre spettacolare, iniziato al Parlamento europeo con la sua risposta a Martin Schulz, deputato socialdemocratico tedesco che gli aveva fatto due domande provocatorie: «In Italia c’è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti, la proporrò per il ruolo di kapò». Scandalo internazionale, complessa marcia indietro, in margine sdoganamento del vicepremier ex missino Gianfranco Fini: la sua faccia sofferente mentre sedeva accanto al premier valeva quanto il successivo pellegrinaggio in Israele, per chi la ricorda.

Perché molti alleati di Berlusconi hanno sofferto per certe sue uscite. Gli alleati attenti alle buone maniere coi francesi: il premier ha cantato davanti a Jacques Chirac, si è vantato di aver messo fuori gioco i comunisti con Lionel Jospin che aveva cinque ministri comunisti nel governo, e altro. Gli elettori del Polo non proprio su posizioni leghiste: due settimane dopo l’attentato alle Twin Towers, in visita a Berlino, dichiarò che l’Islam è inferiore, «quelli sono rimasti indietro di 1400 anni». E poi: al matrimonio della figlia del premier turco Erdogan baciò la mano alla sposa, e non si fa secondo le regole islamiche. Durante un’intervista allegra con due giornalisti dello Spectator spiegò agli inglesi che «Mussolini non ha mai ammazzato nessuno»; al massimo «mandava la gente a fare vacanza al confino». In visita a Wall Street, dove molte donne hanno ormai posti importanti, invitò a investire in Italia «dove ci sono le segretarie più belle»; aggiungendo, «il mio governo ha abolito l’imposta di successione», per cui «l’invito potrebbe essere: venite a morire in Italia».

Più seria la gaffe (una delle molte, i due si sono visti spesso) sulla politica di Vladimir Putin. Nel novembre 2003, durante una conferenza stampa congiunta, disse che la Russia era un modello di diritti umani, che in Cecenia non era successo granché, «ci sono attentati della guerriglia ma Mosca non ha mai risposto». Seguiva condanna della Commissione e del Parlamento europei, seguivano altre gaffes meno gravi. Fino a ieri, al capolavoro di Mosca.
Non è finita, probabilmente. Le esternazioni di Silvio B. hanno un ritmo ciclotimico, a volte tace per settimane o mesi, poi parla a ruota libera per periodi più o meno lunghi. Ora sembra in forma: un giorno ha ammirato la bellezza di Tony Blair, quello dopo si è esibito sulla Piazza Rossa. Forse vincerà un altro premio, prima del 2006.

Maria Laura Rodotà
www.corriere.it/rodota
11 maggio 2005

Di seguito vengono riportate alcune delle sue battute memorabili in questi anni di governo:

APR 2006 -- "Ho troppa stima per gli italiani da pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che voteranno contro i loro interessi", ha detto commentando la proposta della Cdl di abolire l'Ici sulla prima casa se vincerà le elezioni.

MAR 2006 -- "Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi", ha detto parlando ad un comizio elettorale a Napoli.

GEN 2006 -- Berlusconi promette di astenersi dal sesso fino alle elezioni generali di aprile. "Grazie Padre Massimiliano" dice ad un predicatore televisivo che lo ha elogiato per la difesa dei valori della famiglia . "Cercherò di non deluderla e le prometto due mesi e mezzo di completa astinenza sessuale fino al 9 aprile".

AGO 2005 -- "Neanche l'economia va così male. Dalla mia villa ho una vista panoramica che si distingue anche quest'anno per i numerosi yacht... Nessuno può vantare più cellulari, più automobili, più televisioni degli italiani. Sapete quante delle nostre donne possono permettersi dei trattamenti di bellezza?" dice Berlusconi in un'intervista al "La Stampa".

GIU 2005 -- Berlusconi dichiara di aver usato il suo charme maschile per persuadere il presidente finlandese, Tarja Halonen, a lasciar cadere la richiesta del Paese di ospitare la nuova Authority europea sulla sicurezza alimentare.
"Ho dovuto ricorrere alle mie capacità di playboy, anche se era da un po' che non le usavo" dice. L'ambasciatore finlandese ha protestato ufficialmente.

SET 2004 -- "Mussolini non ha mai ucciso nessuno. Mussolini mandava la gente in vacanza al confino" dice Berlusconi alla rivista Spectator, rispondendo "sì" quando gli viene chiesto se pensava che il dittatore fascista fosse stato "mite".

LUG 2003 -- "Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta girando un film sui campi di concentramento nazisti. La proporrò nel ruolo di kapò. Sarebbe perfetto" dice Berlusconi al parlamentare socialista tedesco Martin Schulz che l'aveva attaccato nel corso della presentazione della presidenza italiana dell'UE di fronte al parlamento europeo.

GIU 2003 -- "Tutti i cittadini sono uguali (davanti alla legge) ma forse il sottoscritto è un po' più uguale degli altri, visto che il 50 % degli italiani gli ha dato la responsabilità di governare il Paese" dice in un'udienza del processo per corruzione a Milano.

MAG 2003 -- "Ho una barca, ma negli ultimi due anni l'ho usata una sola volta per riportare la mia famiglia a casa. E non vado più nella mia casa alle Bermuda da circa due o tre anni... La mia vita è cambiata, la qualità è diventata terribile. Che lavoro tremendo" dice in un'intervista al New York Times.

DIC 2002 -- "I più svegli riusciranno sicuramente a trovare un secondo lavoro, anche non regolare" dice Berlusconi, incoraggiando i lavoratori licenziati della Fiat a cercare un lavoro in nero.

OTT 2002 -- "Rasmussen non è solo un grande collega, ma anche il primo ministro più bello d'Europa" ha detto Berlusconi della sua controparte danese, Anders Fogh Rasmussen, in una conferenza stampa congiunta. "E' così bello che sto addirittura pensando di presentarlo a mia moglie", riferendosi ad un pettegolezzo secondo cui sua moglie aveva una relazione extraconiugale.

SET 2002 -- "In certi casi i pedalò sono utili. Nessuno (dei cadaveri) si è lamentato" ha risposto alla domanda sul perché la polizia avesse usato delle imbarcazioni a pedali per recuperare gli immigrati affogati.

FEB 2002 -- Durante una fotografia di gruppo al termine di un vertice informale dell'Ue in Spagna, Berlusconi fa le corna dietro la testa di Josep Pique, ministro degli Esteri spagnolo.

OTT 2001 -- Berlusconi fa scoppiare una polemica nel mondo islamico quando dichiara che l'Occidente dovrebbe essere conscio della sua "superiorità".
"Dovremmo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che consiste in un sistema di valori che ha dato alla gente un benessere diffuso e garanzie di rispetto per diritti umani e religione" ha detto.
"Questo rispetto certamente non esiste negli Stati musulmani.

Fonte originale: CaniSciolti.info

Il Cavalier gaffe: sciocchezzario del 2003
di Marco Travaglio – da «Avvenimenti» nr.50 gennaio 2004

Chiamarle gaffes sarebbe sbagliato. Lui pensa davvero come parla. «Berlusconi è l’unico bugiardo sincero che io conosca», diceva di lui Indro Montanelli, che lo conosceva bene: «Crede davvero alle scempiaggini che dice e che fa». Spesso si tratta di parole in libertà, pronunciate soprattutto all’estero, quando l’uomo sfugge al controllo dei suoi consiglieri e parla a braccio, lontano dai ghost writer.
Più spesso ancora sono forzature volute, per alzare il livello dello scontro e abbassare sempre più quello di reazione. O magari per minacciare vergogne impossibili allo scopo di farne accettare di un pochino meno impossibili. In ogni caso, quest’anno il Cavaliere ha superato se stesso. E non era facile.

Gennaio. Comincia bene, il 2003. La legge Lunardi sulle opere pubbliche, all’articolo 28 (edificabilità nelle zone limitrofe ad aree cimiteriali), riforma la legge napoleonica che vietava di seppellire i morti fuori dai cimiteri: Berlusconi potrà finalmente dare degna sepoltura ad amici, parenti e infine a se stesso nel celebre mausoleo del Cascella, liberamente ispirato alla tomba di Tutankamen nel giardino della sua villa di Arcore. Il premier ipotizza un “condono creativo” per gli abusi edilizi: anziché abbattere gli eco-mostri, basterà abbellirli con «giardini e parchi giochi». Ai funerali di Gianni Agnelli, Berlusconi si presenta a bordo di una fiammante Mercedes e protesta perché non gli hanno riservato una poltrona in prima fila nel Duomo di Torino: fischi dalla folla. Solo il Tg3 dà la notizia. La Cassazione respinge la richiesta di trasferire i processi “toghe sporche” da Milano a Brescia e condanna Berlusconi e Previti a pagare 1500 euro di spese processuali; il giorno prima il Cavaliere aveva assicurato «assoluta fiducia nella Suprema Corte»; il giorno dopo appare in tv a reti unificate per attaccare la Cassazione e la magistratura tutta («si giudica da sé e si autoassolve in ogni sede»), chiedere di essere giudicato solo dai suoi “pari”, invocare il ritorno all’immunità parlamentare.

Febbraio. Ultimi preparativi per la guerra all’Iraq. Berlusconi incontra Bush e, uscendo dalla Casa Bianca, preannuncia una «terribile strage con le armi di Saddam Hussein». Imbarazzo al Pentagono. «L’Italia è perfettamente allineata a Washington», garantisce il premier. Poi concede agli Usa basi aeree, strade, porti e ferrovie per trasportare armamenti e uomini in Iraq. I pacifisti manifestano a Roma in 2 milioni, ma la Rai oscura l’evento («potrebbe influenzare il voto del Parlamento», spiega il dg Rai, Agostino Saccà). Per Berlusconi, «i pacifisti fanno il gioco di Saddam». E per il ministro della Difesa Antonio Martino «l’Italia è con gli americani anche fuori dall’Onu». Ma il premier, alla Camera, riesce a schierarsi contemporaneamente con Bush, il Papa, l’Onu, l’Europa e Pannella (che chiede l’esilio di Saddam). Il governo vara un decreto per sanare i debiti delle società di calcio (fra le quali il suo Milan), fra le proteste dell’Unione europea. Berlusconi riunisce in casa sua i leader della Cdl per decidere il nuovo Cda Rai. Ma poi Pera e Casini ne nominano un altro.

Marzo. Fuoco di sbarramento polista contro Paolo Mieli presidente della Rai. Alla fine la spunta Lucia Annunziata. Maggioranza spaccata alla Camera sull’indultino: Lega e An contro, Fi e Udc a favore. Berlusconi annuncia il lodo Maccanico per abolire i suoi processi. Gli angloamericani invadono l’Iraq: l’Italia di Berlusconi è “non belligerante” e viene esclusa sia dal vertice dei paesi pro-guerra sia da quello degli anti-guerra.

Aprile. La Corte dei Conti boccia come «irrealistiche» le previsioni di crescita
formulate dal governo. Berlusconi si presenta il Venerdì Santo in tribunale per chiedere di essere sentito e interrompere la contumacia: ma manca un avvocato, e prima che venga sostituito il premier se ne va: «Ho un impegno a Roma». Dopo la Santa Pasqua e un’ultima raffica di ricusazioni, Previti viene condannato a 11 anni per corruzione dei giudici nel processo Imi-Sir/Mondadori. Il Cavaliere la prende male e strilla ai «giudici golpisti» e alla «sentenza politica».

Maggio. Berlusconi torna in tribunale e stavolta parla, per accusare Prodi di «svendita della Sme» e addirittura di tangenti da De Benedetti. Poi, nervosissimo, chiede ai carabinieri di identificare un cittadino che in tribunale gli ha detto: «Buffone, fatti processare». Berlusconi annuncia che chiunque lo contesterà sarà denunciato da Palazzo Chigi per vilipendio delle istituzioni: subito i casi di contestazione si moltiplicano in tutta Italia. La commissione Telekom Serbia estrae dal cilindro Igor Marini e manda una delegazione a Lugano, subito arrestata in blocco appena passata la frontiera. Berlusconi inventa gli «impedimenti istituzionali» più impensati (compreso un vertice col prefetto di Belluno sulla criminalità nel Mare Adriatico e la finalissima di Champions League) per disertare il Tribunale. Poi invita i suoi a insidiare le mogli dei magistrati. Persino gli avvocati delle Camere penali scioperano contro il governo.

Giugno. Nuovi disperati tentativi del premier di fuggire al processo, compresa una visita a sorpresa in Lussemburgo, seguita da un lungo incontro con la stampa e da un’imbarazzante ammissione: «Non scappo dalla giustizia, semmai dall’ingiustizia». Comunque scappa. Il giorno 9 la Cdl tracolla alle amministrative, dal Friuli a Brescia. Il 17 Berlusconi torna finalmente in aula, seconda puntata delle dichiarazioni spontanee (85 bugie in 115 minuti). Il 18 passa il lodo Maccanico che abroga il processo. Il 19 Berlusconi comunica: «Io ero contrario il lodo, l’ha voluto Ciampi». Imbarazzo al Quirinale.

Luglio. Comincia bene il semestre europeo a presidenza italiana: nella seduta inaugurale a Bruxelles, Berlusconi insulta il socialdemocratico tedesco Shulz che aveva osato porgli due domande («la proporrò per il ruolo di kapò nazista») e l’intero europarlamento: «Siete dei turisti della democrazia». Proteste corali di tutte le cancellerie e dell’intera stampa continentale. Altre proteste per un’uscita del sottosegretario al Turismo Stefano Stefani sui tedeschi «famosi per la birra e le gare di rutti». Stefani si dimette. Berlusconi è costretto a scusarsi con Schroeder. Poi annuncia che la mafia è sconfitta perché «tutti i mafiosi sono in carcere». I giudici antimafia smentiscono. Dossier dell’Economist con le domande a cui il premier italiano non risponde: lo staff del premier parla di «spazzatura» e annuncia una querela al settimanale britannico.

Agosto. Berlusconi, uscendo dal Quirinale, annuncia che Ciampi è d’accordo sulla legge Gasparri. Ciampi smentisce: «Non ne abbiamo mai parlato». Il Tribunale di Milano deposita la sentenza Imi-Sir/Mondadori e parla del «più grave caso di corruzione della storia d’Italia e forse non solo». La commissione Telekom si riconvoca d’urgenza per ridare la parola a Igor Marini, che accusa anche Rutelli, Veltroni, Mastella, Bordon. Il premier diserta la “prima” dell’Arena di Verona, dove avrebbe dovuto incontrare Prodi e Schroeder, perché corre voce che i “disobbedienti” vorrebbero contestarlo armati di terribili fischietti. In compenso partecipa alle nozze del figlio del premier turco e si produce in un baciamano della sposa che, essendo musulmana, è coperta di veli e non può essere neppure sfiorata. Imbarazzo ad Ankara.

Settembre. Intervista a puntate a due giornalisti dello Spectator. Berlusconi afferma che i giudici italiani sono «matti, mentalmente disturbati, antropologicamente estranei alla razza umana»; che Montanelli e Biagi l’hanno criticano perché «sono invidiosi di me»; e che «Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino». Ciampi esprime «piena fiducia nella magistratura», ricorda gli orrori del fascismo e rammenta che la Repubblica è nata dalla Resistenza. L’Italia viene esclusa dal vertice Francia-Gran Bretagna-Germania-Spagna sull’Iraq. Berlusconi parla a Wall Street e invita a investire in Italia dove «non ci sono più comunisti», ma in compenso «abbiamo segretarie bellissime». Poi tiene un messaggio a reti unificate per magnificare la sua riforma delle pensioni, che non piace e nessuno, nemmeno agli alleati.

Ottobre. Mentre Giuliano Ferrara definisce «omicida» l’Unità e accusa Furio Colombo e Antonio Tabucchi di essere i «mandanti linguistici del mio prossimo assassinio», Berlusconi minaccia le elezioni anticipate per sedare le risse ormai quotidiane fra Lega da una parte e An e Udc dall’altra. Fini propone di far votare gl’immigrati e la Lega minaccia la crisi. Attacchi al governo anche da Bankitalia e Confindustria. Un telesondaggio di Domenica In chiede agli italiani a che cosa dicono basta. Vince la risposta «Basta con Berlusconi e con i politici che dicono e poi non fanno». Ma viene letta in diretta una sola volta: dalla domenica successiva la Rai cambia la domanda e proibisce quelle politiche.

Novembre. Previti condannato ad altri 5 anni di galera (totale: 16 anni, in primo grado) per corruzione dei giudici nel processo Sme-Ariosto. Condannato anche Squillante, assolto il giudice Verde: il centrodestra, incredibilmente, esulta. La Rai censura RaiOt di Sabina Guzzanti per aver raccontato la legge Gasparri. La Rai vieta a Bonolis di intervistare Enzo Biagi e Paolo Rossi, che vorrebbe leggere un passo di Tucidide sulla democrazia ateniese. Riesplodono in tutte le piazze d’Italia i girotondi. Berlusconi, reduce da un imbarazzante viaggio in Cina, comunica: «La situazione in Iraq sta migliorando molto. Si parla molto di attentati terroristici che prevalgono sulla immagine globale della situazione. Ormai l’Iraq sta andando verso la normalità e la democrazia». Pochi giorni dopo, a Nassiriya, la guerriglia irachena fa strage di carabinieri italiani. Il Cavaliere riceve l’amico Putin e, in conferenza stampa, risponde per lui: giurando che la Russia è un modello di diritti umani, in Cecenia non è successo niente di grave, «ci sono attentati della guerriglia, ma Mosca non ha mai risposto». Cancellati 200mila morti per i bombardamenti russi su un milione di abitanti. L’indomani la commissione e il parlamento europei condannano quei deliri, ma i telegiornali oscurano la notizia. Berlusconi annuncia al New York Times che bisogna abbattere tutti i regimi non democratici nel mondo, anche con le armi, modificando il concetto di sovranità nazionale. Poi dice che l’hanno frainteso.

Dicembre. «Se fossi un dittatore, sarei il più sfigato», spiega il Cavaliere a fine anno. In effetti, nel giro di pochi giorni, gli tornano sul muso tutti i boomerang lanciati durante l’anno: Igor Marini incriminato per calunnia ai danni di Prodi, Fassino & C; archiviata l’inchiesta di Brescia sui pm Colombo e Boccassini per il fascicolo 9520/95; fallita miseramente la convenzione europea, ultima debacle del semestre italiano; contestata da un milione di persone a Roma la riforma delle pensioni; bocciata financo da Casini la legge finanziaria, parzialmente priva di copertura finanziaria; colossi come Parmalat e Cirio che affondano nei trucchi contabili dopo la depenalizzazione del falso in bilancio; prezzi più alti che nel resto d’Europa; crescita ridotta allo zero virgola qualcosa; un paese che si sente sempre più povero (fonte Istat); scioperi selvaggi nel settore dei trasporti; bocciata da Ciampi la legge Gasparri per manifesta incostituzionalità; rischi analoghi per il lodo Maccanico, trascinato dinanzi alla Consulta dal Tribunale di Milano. Sempre più nervoso e impopolare, Berlusconi se la prende con la carta stampata («è obsoleta, superata da internet, e pende per l’85 per cento a sinistra: il vero regime è quello»). Poi, alla conferenza stampa di fine anno, si supera: «Il conflitto d’interessi è una leggenda metropolitana... Ciampi non ha firmato la Gasparri per le pressioni dalla lobby degli editori... Gli aumenti dei prezzi sono colpa dell’euro... Chi lavora all’Unità dovrebbe vergognarsi...». E minaccia: «Governerò per altri 10-15 anni». Il suo augurio per un sereno Natale a tutti gli italiani.

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