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La Mastelleide

Mastella, sii Clemente...

Forse si ferma un giro.
6 dicembre 2007 - Aldo Vincent

GIORNALI DI GUERRA : carroarmato

Scriveva il McLuhan: “ Leggere il giornale la mattina è come immergersi in un bagno caldo.” Intendeva dire che si apre il giornale cercando in un mezzo che rafforza e conferma le nostre idee il confort pari alla sensazione di una vasca succedanea di un liquido amniotico...
Se fosse vivo questo eminente massmediologico dovrebbe dire: “Sì, escluso (come sempre) l’italia dove per esempio ieri si poteva leggere (cito il Corriere per tutti):

PRIMA PAGINA

“Sindacati minaccia di sciopero...”
“Rai, schiaffo al governo...”
“Caporetto sulla tv...”
“Ricatto dei nanetti...”
http://img253.imageshack.us/my.php?image=montezpiangedo5.jpg
Dichiarazione di Montezemolo:
“Statali, troppo assenteismo costa al paese l’1% del PIL”

“Sconfitta di Padoa Schioppa...”
“Colpita la Gip per educarne cento...”

PRIMO PIANO

“Consiglio di stato contro il governo...”

POLITICA INTERNA

“E’ tornato lo scorpione...”
“Lite nella cosa rossa...”
“Sinistra contro D’Alema...”
“Tensione davanti alla Camera...”
“Lezione antistupro...”
“Immigrati, servono metodi da SS...”

Altro che bagno caldo!!
Qui sembra un bollettino di guerra!!
Per carità, nessuno incita a nascondere le notizie cattive, anzi, la notizia è quasi sempre una cattiva notizia, ma almeno che si usino toni civili e pacati per descrivere una situazione disperata ma non seria.

Veramente c’è da osservare che questi toni da tregenda finiscono tutti quando si arriva alle pagine finanziarie, dove tutto è rose e fiori, con Caltagirone che si ingoia Montepaschi e Generali, e Prodi riceve a palazzo Chigi Passera e tutti con le bocche cucite per i reali motivi della visita, il pregiudicato Geronzi dirige il riassetto di Mediobanca (cioè si pappa pure quella...) Gianni Letta consulente della Goldman Sachs, la Telecom smembrata e altre cosucce senza che nessun giornalista alzi il muso dal truogolo della redazione per chiedere, per chiedersi cosa realmente stia succedendo...

Poi c’è il mastelloide Mastella.
Ieri ci si mette pure Gian Antonio Stella, uno che come me archivia tutto in un file chilometrico ed ogni tanto apre i cordoni per farne uscire dati che tutti insieme impressionano.
Scrive:
mastello


VOGLIAMO QUI IL MASTELLA YANKEE

Mastella ricorda quando era bambino e si ammazzava il maiale e dato che lui era l’intellettuale di famiglia gli davano il compito di reggere la bestia per la coda, una cosa a rischio per via degli ultimi spruzzi della povera bestia...

“No ad una legge elettorale Erode che elimina alla nascita i partiti piccoli”
Quando piantè De Mita per unirsi a Martinazzoli disse:
“Come disse Aristotele...un momento, viene prima Aristotele o Platone? Vabbè, da vecchio professore di filosofia vorrei ricordare...”

“Non ho il complesso di Anchise...”

“I popolari non potranno fare come il conte Ugolino che mangiava la gente in torno a lui...”

“La sinistra arriva sempre in ritardo slla storia come l’uccello di Minerva...”

“Spero che abbiamo terminato la costruzione del muro di Gerico. Basta col muro del pianto...”

“Io e Cossiga non siamo Giove e Crono...”

“Basta con le guerre puniche!” un mito.

Accidenti, mi è venuta voglia di aprire anche il mio dossier-mastella tanto per rinfrescare un poco l’italicamemoria, così carente in questo Belpaese:
Ammastellato astronauta

Mastella

Se a Mastella “INTELLIGENTE”
Viene scritto sulla fronte
Tempo un giorno ed al Clemente
Leggerebbesi alcunche’.

SE IL TEMPO E’ CLEMENTE
All’inizio sospettavo si trattasse di un participio mentre Pierferdinando per me era il gerundio di Pierferdinandare, un altro modo per fare Casini.
Poi Mastella chiese una «quota fissa» di squadre del Sud in serie A per superare «un problema che appare lesivo della dignita' di tanti sportivi meridionali», pensando probabilmente di ricorrere alla Cassa del Mezzogiorno per comprare Ronaldo e passarlo all'Acireale, e li’ capii che il pupo avrebbe scalmanato per rimanere sulle pagine dei giornali.
Ricordo nel 2004, alla festa dell’Udeur a Telese, durante una tavola rotonda sulla Legge Gasparri, il segretario Udeur Clemente Mastella ha esposto il suo programma di governo: «Aridateci Pippo Baudo».
«Il popolo udeurrino e quello sannita rivogliono Baudo. Io non voglio entrare nel merito della vertenza, ma spero che torni in Rai, perché è un patrimonio dell’azienda».

Quando si fece male la coppia di contorsionisti cinesi che rappresentavano il clou del suo spettacolo, Moira Orfei chiese al Parlamento che le mandassero i loro due piu’ famosi contorsionisti, cioe’ Mastella e Buttiglione. Purtroppo non venne concessa la revoca dell’immuita’ parlamentare e i due poterono esibirsi tra i banchi dell’aula saltando da destra a sinistra e poi al centro e sopra e sotto con grande sollazzo degli astanti.
Come quella volta, vi ricordate? Che come la mosca cocchiera si agitava per far vedere che stava manovrando per l'elezione del Presidente di un Governo-che-non-c'era e che non ci fu mai. Che pero',gia' che ci siamo poteva valere anche per una eventuale corsa al Quirinale. Ottimo esempio di ottimizzazione delle dichiarazioni politiche: Dici uno e prendi due, come al supermercato. Purtroppo arrivo’ Berlusconi e mise tutti in linea, meno lui che si agito’ per far capire a tutti di essere disponibile ad un altro salto della quaglia.
Celebri le sue frasi, che verranno consegnate paro paro alla Storia di questo Paese. Disse, per esempio:
«Prima che a quelli internazionali io guardo ai mercati rionali» dando al corto e all'inclinata l'ampiezza della sua visione politica, che se ricordate, continuo’ cosi’:
«Ciampi non ci piace. (Pluralis Maestatis) E' in ritardo sulla storia. Come l'uccello di Minerva». (Chissa' a quale uccello si riferiva!)
E infatti, Ciampi e’ stato eletto.

Lui no, mai stato in ritardo con la storia:
Primo ad agganciarsi a Ciriaco De Mita ai tempi dell'irresistibile ascesa. Primo a mollare il padre putativo un attimo prima d'essere travolto. Primo a presentarsi alle riunioni pannelliane del Club delle Sette di mattina organizzato dai parlamentari timorosi d'essere mandati a casa. Primo a candidarsi al posto dell’ilare Martinazzoli: «spero che abbiamo terminato la costruzione del Muro di Gerico in ogni citta' italiana, basta col muro del pianto»: che si trova a Gerusalemme. Primo a fondare il Ccd per lasciare la Dc. Primo a fondare l'Udr per lasciare il Ccd e andarsene dal Polo con una frase storica: «Ma al simbolo non rinuncio: l'ha disegnato Giugiaro... »

Ma ahime’, quando la Storia bussa, bisogna andare ad aprire. E cosi’ il nostro Clemente, che in tutta la sua vita non ha mai saputo se era una Mastella mezza piena o mezza vuota, dopo aver rifiutato la carica di vice di Casini, per dignita’, dopo che gli hanno trombato la moglie (alle elezioni. Solo li’, speriamo) dopo che ha visto sgocciolare via i migliori dal suo partitino, l’uomo dalle mille gabbane, il politico che ha conteso a Buttiglione il primato di cambiamenti di schieramento, si ritrovo’ a dover contendere a Rutelli la perla del suo partito, quel famosissimo Agazio Loiero che non era il dipinto dell’Astatosta di Greggio, ma il meglio fico del bigoncio dell’Udeur.
Ma Clemente, con poca clemenza sibilo’ ai suoi fedelissimi:
“Alle prossime elezioni rideremo” e intanto preparo’ il congresso del partito, che si svolse nella cabina telefonica di Piazza Colonna…

Ma non fini’ li’.
La Storia, si sa, se continui a stare fermo, prima o poi ti passa vicino e Mastella si e’ preso la sua bella rivincita in quel di Benevento, metropoli sannita in provincia di Ceppaloni dove Lui si e’ presentato per fare il sindaco.
Se dovessimo tentare di spiegare la politica italiana ad un marziano di passaggio sulla Terra ( o piu’ semplicemente ad un corrispondente estero della stampa internazionale) credo basterebbe illustrare la campagna elettorale di Ceppaloni. Si presentava come candidato un certo Nino Rossi iscritto al partito dei DS. Ma dato che non si trovava d’accordo con il programma, si e’ presentato con una lista civica allargata ad AN. Mastella, da par suo, ha siglato un accordo con Forza Italia ed e’ stato eletto sindaco. Lui, conscio della grave responsabilita’ che lo attendeva, ha festeggiato l’avvenimento in piazza, al suono delle musiche del Ballo del Qua Qua.
Un presagio?

Da Il Diario, 15/1/05
IL COLLEZIONISTA DI POLTRONE/1 – VITA, OPERE E MIRACOLI DI CLEMENTE MASTELLA, IL MASANIELLO DI CEPPALONI CHE, CON L’1,3 PER CENTO, TIENE APERTO UN SUPERMERCATO DI POLTRONE, CARICHE E RAPPRESAGLIE…

Come se non avessero già abbastanza problemi, nel centrosinistra c’è chi corre dietro all’umorale Clemente Mastella. Ma alla Gad conviene davvero tenerselo? L’Udeur vale solo l’1,3 per cento ma crea problemi come se avesse il 10 per cento. La vera vocazione dell’ex portavoce di De Mita, si sa, non è certo il buon governo ma tessere intrighi e preparare imboscate ai suoi alleati. Allora perché perdere tempo con uno che se anche ti fa vincere poi ti rende impossibile la vita?

Da mesi il Masaniello dei ceti medi sta trescando in segreto con il Polo. Ma nella Gad c’è chi vuole Mastella perché senza di lui, dicono, si perderebbe. È davvero così? Alle ultime europee al Nord l’Udeur ha preso meno voti della Lista dei pensionati, 0,3 per cento contro l’1,5 per cento. In compenso i Pensionati non pretendono assessorati e presidenze. In Puglia e Sicilia è ininfluente e in Calabria lo danno in netto calo. La verità è che l’ex portavoce di De Mita conta qualcosa solo a Benevento dove ha il 22 per cento.

In Basilicata dove l’Udeur ha meno del 7 per cento e dove, ciononostante, pretende la presidenza della giunta, il centrosinistra supera il 50 per cento anche senza il boss del Sannio. In Campania i sondaggi danno Bassolino vincente anche senza Mastella, che è dato in calo dal 7 per cento al 4 per cento. E fuori coalizione il sindaco di Ceppaloni varrebbe ancora meno.

Lo stesso Clemente in fondo è una tigre di carta: non ha mai vinto nei collegi maggioritari, ed è stato sempre recuperato grazie al proporzionale. Per giunta, come ha detto Salvatore Lauro di Forza Italia, “in Campania la vera opposizione a Bassolino l’ha fatta l’Udeur e non la Casa delle libertà”. E Mastella faceva parte della coalizione di Bassolino.

Clemente infatti è meglio averlo come nemico che come amico. Tra il 1996 e il 2004 ha indirizzato ai suoi alleati 313 dichiarazioni conflittuali, tra minacce, richieste di crisi, pretese di poltrone, avvertimenti, diktat, provocazioni verbali. Stabilità e unità sono per Mastella come l’aglio per i vampiri: l’ex ministro di Berlusconi ha organizzato ribaltoni e congiure dappertutto, da Ceppaloni a Reggio Calabria e ribalta disinvoltamente anche le sue idee: era per il maggioritario e ora è per il proporzionale; era per il bipolarismo e ora rivuole il grande centro; era per la bicamerale e ne ha chiesto lo scioglimento dopo un mese; era per la federazione di centro e adesso è contrario; voleva sciogliersi nella Margherita poi al dunque ha cambiato idea; era favorevole alle primarie e poi all’improvviso: “Primarie? E che stiamo in America?!”; era un fan di Cossiga e dopo qualche mese lo ha definito “Er Piotta”; detestava D’Alema e lo ha votato due volte premier.

Quando era in maggioranza con l’Ulivo ha votato contro la riforma Bindi, contro la legge che estendeva le Rsu alle piccole aziende, contro la revisione dei contratti Tav assegnati da Necci senza gara europea mentre non è certo che abbia votato per Ciampi presidente come va dicendo. All’opposizione si è astenuto sulla mozione del governo Berlusconi sull’Iraq e anche su quella dell’Ulivo per il ritiro delle truppe. Ha votato a favore delle leggi antiterrorismo di Berlusconi. Ha chiesto la commissione d’inchiesta su tangentopoli con relativa amnistia, la revisione della legge sull’aborto, si è opposto alla legge sulla fecondazione assistita dell’Ulivo ed è favorevole al ponte sullo Stretto.

Inoltre ha disertato i vertici dell’Ulivo in tutto il 2003, dopo aver sbattuto la porta ogni volta che si avvicinavano elezioni. Per non parlare delle strampalate iniziative che prende. Una volta si voleva alleare con Sgarbi e Pannella, un’altra ha proposto un asse delle opposizioni a Bertinotti e un’altra ancora è arrivato a offrirsi finanche alla Lega nord: “Se ci uniamo sono cavoli per tutti” (Ansa 12.08.98).

Da scongiuri poi le sue previsioni: nel 2001 consultò due veggenti che pronosticarono la vittoria dell’Ulivo; nel 98 disse che non avrebbe scommesso sul futuro politico di Berlusconi, mentre nel 2001 profetizzò che il governo del Polo avrebbe avuto vita breve. Il Napoli Calcio invece secondo lui entro il 2003 si sarebbe quotato in Borsa. Se ormai sono mitici i ricorrenti annunci che il Sud sta per esplodere come il Vesuvio, altrettanto lo sono certe sue proposte, come Berlusconi senatore a vita, Gianni Agnelli candidato dell’Ulivo, l’immunità per i consiglieri regionali, un casinò in ogni regione e la nuova immancabile Cassa per il Mezzogiorno.

La verità è che Mastella è un pittoresco leader regionale sopravvissuto all’irripetibile stagione del demitismo. Ed è nella politica locale che si vede il vero Mastella. Dopo aver ribaltato la giunta Rastrelli di centrodestra, tra il 2000 e il 2004 ha provocato alla Regione Campania continue crisi. La penultima è stata ordita per nominare la moglie Sandra Lonardo alla presidenza dell’Azienda provinciale del turismo di Caserta, accontentandosi alla fine di quella di Capri e riuscendo a sistemare anche suo cognato Pasquale Giuditta come capo staff dell’assessorato all’Ambiente.

Giuditta era stato eletto anche presidente dell’Autorità territoriale ottimale Benevento-Avellino ed è stato poi rimosso dal Tar. Sua moglie, si sa, è un chiodo fisso per Clemente: dopo averla fatta correre senza successo alle politiche del 2001, ora la vuole candidare a sindaco di Benevento nel 2006 e ha affidato a Datamedia un sondaggio per conoscere il gradimento cittadino della consorte. D’altra parte la signora Mastella ama fare collezione di poltrone, ed è anche commissario regionale della Croce rossa e infine presidente dell’Associazione culturale Iside Nova.

Naturalmente anche Sandra tiene famiglia e suo cugino, Lucio Lonardo, è stato presidente dello Iacp di Benevento. Senonché nel 2003 la magistratura apre un’inchiesta su irregolarità amministrative dello Iacp, arrestando sette impiegati, per cui Lonardo si deve dimettere. Poi nel dicembre 2003 Mastella, in polemica col centrosinistra per le poche poltrone avute, si allea con la minoranza del Polo in Consiglio provinciale, fa rivotare Lonardo presidente e rimedia in più un’altra vicepresidenza.

Questo mercanteggiamento provoca la reazione del presidente Nardone dei Ds, che toglie la delega ai tre assessori mastelliani. Evidentemente le maniere forti con Clemente hanno successo e il cugino della moglie Lonardo si deve dimettere un’altra volta da presidente Iacp. Ora il ras di Ceppaloni come nuovo presidente Iacp vuole Carlo Camilleri, ex segretario provinciale Udeur e tanto per cambiare, padre della fidanzata del figlio. E se gli altri non vogliono Camilleri? Cade la giunta provinciale.

La morale di don Clemente: “E che siamo i più fessi, noi?”. Mastella è anche sindaco di Ceppaloni dove governa insieme al Polo e con un vicesindaco di Forza Italia. Dapprima don Clemente appoggia un sindaco diessino, Nicola Rossi, che trova le finanze del Comune dissestate da un decennio di reggenza mastelliana e le risana. Poi sorge qualche attrito e dopo aver dato la sua disponibilità a Rossi, aspetta che questi parta per una vacanza, convince quattro consiglieri della maggioranza a dimettersi e fa cadere la giunta Rossi.

Eletto sindaco nell’aprile 2003, dopo appena un anno e mezzo il piccolo Comune di 3.400 abitanti si ritrova un altro deficit di 500 mila euro. L’ufficio tecnico non esiste più, i geometri fanno i vigili urbani e le progettazioni vengono appaltate all’esterno, mentre il gruppo di lavoro dei Patti territoriali è stato sciolto e rimpiazzato da uno che prevede qualche tecnico di fede mastelliana.
Nel Sannio mastelliano accadono anche dei miracoli: alle ultime elezioni Ceppaloni si è ritrovata con 400 iscritti in più alle liste elettorali. L’opposizione ha chiesto una commissione d’inchiesta sull’episodio, ma don Clemente ha detto di no. C’è poi lo strano caso di Casalduni (Bn), un Comune dove alle europee su 1020 votanti, 916, pari al 90 per cento, hanno votato Udeur. Secondo Angela Zeoli dell’Italia dei valori, tutti e 19 i candidati della lista Udeur hanno preso esattamente ciascuno gli stessi voti, compresi quei candidati sconosciuti agli abitanti del piccolo paesino. Forse, si chiede la Zeoli “le famiglie si sono messe d’accordo perché nessun candidato dell’Udeur restasse a bocca asciutta?”.

Un gioco redditizio. La politica, si sa, per Clemente è soprattutto un mercato di poltrone e cariche, occupazione del potere. E per stare in questo mercato alza continuamente il suo prezzo politico, negando i propri voti agli alleati, minacciando rappresaglie e mettendo con le spalle al muro gli alleati. È un gioco che qualche volta gli riesce, come quando nel 2003 ha impedito l’insediamento della giunta provinciale di Benevento, dove il centrosinistra aveva appena vinto, fino a quando non ha ottenuto un assessore alla Provincia di Napoli strappandolo ai Verdi.

O come quando fa nominare personaggi sgraditi sia alla maggioranza che all’opposizione, vedi Tommaso Zerella, assessore mastelliano a Ceppaloni nel 1986 e fino all’agosto 2003 quando si è dimesso. Zerella infatti è stato nominato direttore sanitario della Asl 1 di Benevento nonostante per lui ci fosse una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio e falso. Secondo i giudici, in qualità di direttore sanitario del distretto 17 aveva accreditato un centro di riabilitazione oltre il limite temporale previsto, attribuendogli prestazioni specifiche che secondo i giudici il centro non erogava.

D’altra parte Mastella ha una predilezione per la Sanità. La Asl territoriale di Benevento è in mano all’uderrino Mario Scarinzi, contestato dal difensore civico perché, essendo un direttore didattico, non avrebbe i titoli per fare il direttore generale di un’azienda sanitaria pubblica. Nella stessa Asl 1, Mastella ha piazzato come direttore amministrativo Ruggero Cataldi, ex sindaco Udeur di Morcone, e come direttrice sanitaria Teresa Angrisano, sindaco di Apolloso e consigliere provinciale Udeur.

Tutte le direzioni della Asl 1 del capoluogo sannita sono dunque in mano ai mastelliani. Un monopolio. Al punto che l’unica direzione sfuggitagli diventa oggetto di attacchi furibondi da parte dell’Udeur. Capita alla direttrice degli Ospedali civici riuniti Rummo di Benevento, Loretta Mussi. La Mussi, che viene dal Niguarda di Milano e dal San Camillo di Roma, ha migliorato a vista d’occhio il dequalificato ospedale beneventano e nelle assunzioni ha privilegiato la competenza alle raccomandazioni, accusando pubblicamente l’Udeur di fare pressioni per raccomandare medici vicini politicamente. L’Udeur l’ha querelata e sta raccogliendo firme per costringere Bassolino a cacciarla. Due consiglieri comunali dell’Udeur, che riconoscono i meriti della Mussi, non hanno però firmato. Mastella inoltre controlla l’Azienda ospedaliera di Caserta con Pietro Alfano e Luigi Annunziata e quella di Salerno con Domenico Pirozzi, mentre a Napoli il direttore sanitario del Cardarelli Giuseppe Matarazzo è un suo fedele.

Mastella grazie a Pomicino ha amici giornalisti all’Ansa, dove il vicedirettore, la cui moglie era comproprietaria di due ex testate pomiciniane come Itinerario e Napoli City, è legato a Pomicino. Il Mattino è diretto da Mario Orfeo nipote di un pomiciniano doc come Vincenzo Maria Greco.

banana

AGGIORNAMENTI

13 gen 03
GRANDE SUCCESSO DEL CONGRESSO PPE A BERLINO
Sono riusciti a non far entrare Mastella.

4/2003
"Non cambio io, cambia la situazione".
Clemente Mastella, leader. Alla Repubblica.

2/2004
Paolo Cirino Pomicino lascia l’Udc di Buttiglione, e ha preso contatto con Mino Martinazzoli e Clemente Mastella che cercano di dare vita a un nuovo partito.

4/2004
I risultati delle prossime elezioni europee - profetizza Clemente Mastella - saranno disastrosi per Forza Italia e questo provocherà «una migrazione biblica di consensi» con lo spostamento dei moderati sull’alleanza Ap-Udeur, di cui ieri a Napoli si è chiusa la prima assemblea programmatica.

12/04
sulle tensioni innescate nella Gad di Romano Prodi dal modo in cui Clemente Mastella ha condotto i lavori d’aula. Il presidente di turno che boccia la richiesta d’inversione dell’ordine del giorno, mandando all’aria il blitz dell’opposizione ai danni di una maggioranza assente, gli insulti di Rosy Bindi a Mastella e le «parole irripetibili» di Mastella a Bindi. Poi le dimissioni del presidente dell’Udeur dalla vicepresidenza della Camera, la processione dei leader, da Fassino a Rutelli a Boselli, per rinnovare a Mastella «stima e amicizia», quindi le scuse della Margherita e la telefonata di Romano Prodi: «Ti prego Clemente, ripensaci».
Mastella:
Ho subito uno choc, un infarto politico. Ora bisogna valutare bene la qualità dei rapporti, l’ambiente che si frequenta... ho capito che hanno un retropensiero su di me

autoporco


8/04
S’ode a destra uno squillo di tromba
e a sinistra risponde una squillo:
Mastella: “non faro’ la zitella!”
Lo ha dichiarato nella cabina telefonica di Telese dove sta celebrando la Festa Nazionale del suo partito ( che lui dice che e’ partito, ma non parte mai).
Caro Clemente.
Participio presente del verbo Mastella. ( Nella politica italiana si trovano anche Pierferdinando che e' il Gerundio di Casini , Armando che nella forma imperativa fa Cossutta! E Burlando che sembra uno scherzo della natura ma e' stato uno sfigatissimo Ministro dei trasporti) )

Settembre 2004
SCIOPERI
Mastella ricorre allo sciopero della fame ( questa si’ che e’ una notizia…)
carroarmato


Gennaio 2005-
Mastella aveva rimesso (il mandato)
ma poi ha deciso di rimanere nel Gabinetto.
banana

Febbraio 05
«Nel cuore abbiamo un'idea di centro. E come dice una canzone, nun è peccato», Clemente Mastella

Maggio 05
Sabato prossimo Sandra Lonaro, presidente del Consiglio regionale della Campania andrà in visita ufficiale da Clemente Mastella, onorevole e sindaco di Ceppaloni, che poi e’ suo marito.
(Fonte: Repubblica)
Ora io dico, ma questi due, se avevano qualcosa da dirsi, non potevano dirselo a casa?

Ottobre 2005-
Non ho intenzione di rimanere nella coalizione dell'Unione. Lavoreremo per creare un centro più forte che poi tratta e si allea con l'Unione
Invito Fassino a prendere un caffè, qualora lui vorrà, e in quell'occasione gli farò un libro bianco di quanto avvenuto
Clemente Mastella torna sul caso delle "irregolarità" alle primarie e polemizza a distanza con il segretario dei Ds.

banana

LA PARACULAGGINE DI MASTELLA

Ricevo e frwrd:
da Feliciano Bechelli

Giovedì 13 ottobre, ore 19 -
Clemente Mastella, alla luce della votazione sulla nuova legge elettorale, scopre che forse per lui è conveniente abbandonare l'Unione e allearsi con la Casa delle Libertà.
Venerdì 14 ottobre, ore 15 -
Clemente Mastella, leggendo della manovra aggiuntiva di Tremonti, pensa che forse non è una brillante idea stare con la Casa delle Libertà e che magari è meglio rimanere nell'alveo dell'Unione, che tanto quelli basta alzare un po' la voce e si spaventano.
Sabato 15 ottobre, ore 8 -
Clemente Mastella, leggendo sui quotidiani che Forza Italia si è mobilitata per sostenerlo, realizza che quelli dell'Unione un po' stronzi con lui lo sono e forse è il caso di passare con la Casa delle Libertà che magari là lo trattano meglio.
Domenica 16 ottobre, ore 14 -
Clemente Mastella, vedendo che la grande affluenza alle primarie presumibilmente si tradurrà in un successo personale di Prodi, decide di rompere con l'Unione, ma di non passare per ora con la Casa delle Libertà in modo da poter alzare il prezzo.
Lunedì 17 ottobre, ore 12 -
Clemente Mastella, scoprendo che per lui le primarie non sono andate poi malaccio, decide di non rompere con la Casa delle Libertà, ma di non tornare per ora nell'Unione, in modo da poter alzare il prezzo.
Lunedì 17 ottobre, ore 13 -
Clemente Mastella, prendendo atto che incredibilmente, per la prima volta in tanti anni, nel centrosinistra non gliene importa una solenne ceppa delle sue minacce, decide di rompere con la Casa delle Libertà e pure con l'Unione, però senza rompere con la Casa delle Libertà e nemmeno con l'Unione che magari potrebbe fare comodo un'alleanza organica di sinistra-trattino-centro passando da una coalizione organica di centro-trattino-destra senza però la Lega, ma con l'Udc e comunque Prodi è il leader e Fassino se lo invitiamo a colazione forse si placa, sperando che Follini non si arrabbi e teniamoci buoni anche Casini e Fini che non si sa mai.
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Marzo 98
BOMBA NELLA MORGUE DI MONTECITORIO:
TRE RESUSCITATI
( L'ex presidente Cossiga ricuce con Mastella e Buttiglione. Questa si’ che e’ una notizia.)
Le tre vittime del sabato sera, si erano schiantate a bordo di una UDR tornando dalla Festa per la Costituzione del Partito. Ai primi soccorritori, tra i programmi contorti e fumosi si era presentata una scena raccapricciante: I tre politici, tutti e tre moribondi sul sedile anteriore stavano ancora litigando per chi dovesse stare alla guida.


Mastella: il "Che del "Sud"
di Matteo Tassinari

Clemente Mastella non si risparmia. Da quando è arrivato terzo alle Primarie poi è diventato è incontenibile. Non che prima non lo fosse, però la brocca non era mai stata così tracimante di vuoto. Cambiando cappello come Fregoli, nelle ultime settimane ha rilasciato una valanga d'interventi come se premier fosse lui: "Una volta al governo Rifondazione resterà all'interno dei suoi consueti paletti" è la minaccia del Masaniello terzo millennio. "Ora la Margherita non può far finta di niente" e siamo al solito soggetto politico di centro. E infine ai Ds: "E' giunta l'ora di pareggiare i conti". Urca! Domando: ma cos'ha vinto la controfigura di Verdone? Qualcuno l'ha proclamato re di Francia o dei Balcani e nessuno mi ha detto nulla? Ha fatto Bingo? Si è aggiudicato lo "Strega"? Se la fa con Afef? No... A sortire in quest'uomo tale effetto lisergico-paranoidale, è stata la banalissima terza posizione alle Primarie dell'Unione, che hanno dimostrato tutto ciò che già si sapeva anzitempo. A "Porta a Porta" faceva paura. Una Senna tracimante. Altro che Tsunami! E allora molti hanno iniziato a non capirci più niente. Lui pure. Non sapeva quello che diceva, però lo diceva. E' fatto così. L'importante è esternare e poi fare il finto tonto. E ci riesce come pochi nella finzione che quasi pare naturale. All'Unità ha detto vibrante: "Ho vinto su tutta la linea, ma non sono affatto appagato". Mastella, stacca la spina! Vuole un neurolettico? (...)



Nota di Vincent:

Lo sai, io ho sparato a palle catenate su Mastella e ho un ricco file dove ogni tanto, pubblicandolo, faccio ridere migliaia di persone.
Eppure…
Eppure, caro mio, questa volta, a malinquore, devo dire che questo participio (Mastella non e’ un participio, ma clemente si’…) ha forse ragione.
Si’, inzomma, quando dice che per le primarie devono esserci stati brogli…
Brogli non saprei, ma che i dati siano gonfiati nessuno me lo toglie dalla testa.
Dai, ragiona pure tu. Ma Mastella che prende il 4 per cento. Ma com’e’ possibile, se i dati non sono gonfiati?
Un po’ di logica. Suvvia…

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