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Il Giornalismo di Piero Di Pasquale

Riflessioni dopo un'intervista televisiva...
16 novembre 2007 - Aldo Vincent

L’ANCHOR-MAN E L’INFORMAZIONE

Chi si ricorda di Antonio Russo?
Era uno dei tanti angeli invisibili che per Radio Radicale aiutava i profughi in Cecenia e mandava notizie. Attratto dalle sirene del Maurizio Costanzo Show, andò a mostrare la sua faccia e ad illustrare la sua meritevole attività. La conseguenza fu che al primo viaggio in Cecenia, lo catturarono e lo pestarono fino alla morte. L’Ordine dei giornalisti gli diede la qualifica di giornalista post-mortem e amen.
Ricordando questo episodio, quando la redazione di Italia News, il quotidiano con le notizie sul satellite, mi chiese una foto da far passare durante la mia intervista, io che ci ho ancora qualcosa da fare ad Haiti e non vorrei qualche speciale attenzione, ho mandato la foto di Carlo Gubitosa, alla faccia della corretta informazione. Vabbè...

Tecnicamente le cose si sono svolte così: mi hanno chiamato al telefono alle otto, l’ora americana della messa in onda (in Italia va alle 13,00) e dopo alcune prove tecniche mi hanno lasciato appeso al telefono in attesa di intervenire.
La trasmissione, più o meno è strutturata in questo modo: il conduttore Piero Di Pasquale che è anche il direttore del programma, apre fagocitando i titoli del TG1 e la notizia d’apertura (alla mezz’ora lo farà col TG2) poi dalla sua redazione passano le notizie dell’ultima ora, quindi a intervalli regolari sempre dalla redazione, le notizie dagli interni, esteri e regionali. L’ospite o gli ospiti in studio insieme con alcuni corrispondenti Rai collegati dalle varie sedi, sviluppano quello che Di Pasquale ha eletto il tema del giorno. La trasmissione risulta asciutta ed essenziale con qualche sbavatura dovuta probabilmente più a pressioni politiche per un minuto di visibilità, ma tutto sommato credo si possano considerare peccatucci veniali.

Certamente saprete che rimanendo appesi al telefono durante una trasmissione in diretta non è possibile rimanere accanto al televisore per non innescare un fastidiosissimo “effetto Larsen” che fischia dolorosamente nelle orecchie, pertanto ho seguito il tutto al telefono perdendo parti essenziali del discorso. Credo il tema del giorno vertesse attorno alla comunicazione e alle difficoltà del dare notizie dai luoghi “caldi”. In studio c’era un rappresentante di reporters sans frontieres.
A TRE MINUTI dalla fine del programma, finalmente la chiusa tanto necessaria in un buon pezzo giornalistico: “Ma esiste pure un’informazione alternativa costituita dai “bloggers” e ne abbiamo DUE in linea!”
Pensate, due bloggers (tra cui un neofita) che spiegano il Web e i blog in tre minuti!
Infatti, finiamo di declinare le nostre generalità e la trasmissione finisce.

E’ successo però un fatto che ha spiazzato Piero Di Pasquale: approfittando del minuto messomi a disposizione dichiaro che hanno “bucato” una notizia. Intendiamoci bene, questo è un colpo basso. “Bucare” una notiza – cioè non registrarla e lasciarsela sfuggire- è una delle cose che maggiormente irrita una redazione. Il direttore non si lascia sorprendere e mi sfida: “E allora ce la dia lei, la notizia!” ed io in una sintesi disperata parlo della tempesta tropicale che ha colpito l’isola (un centinaio di morti) mettendo in ginocchio la popolazione che non era stata allertata dal governo. Oso pure un paragone con il regime di Cuba che in casi analoghi si dimostra attrezzatissimo.
Questo mio intervento voleva dimostrare che noi del Web NON siamo l’informazione alternativa bensì l’informazione l’altra. E basta.

Vediamo di capirci meglio: ogni giorno “le agenzie” cioè le entità che in nome delle varie associazioni giornalistiche mettono in circolo le notizie, raccolgono circa 20.000 fatti più o meno interessanti di cui parlare e dirama un bollettino diciamo con le duemila notizie di rilievo secondo la nostra cultura e il nostro vissuto. Di queste duemila, contatele se ne avete il tempo, i giornali ne mettono una dozzina in prima pagina ed i telegiornali sono confezionati con una quindicina di queste.
E le altre? Chi ha detto che le altre non siano interessanti, almeno per qualcuno?
Ecco, nel Web succede proprio questo fenomeno: il commento (QUASI SEMPRE CONTRO CORRENTE) alle notizie ufficiali, la ricerca di vari approfondimenti (il Web ha una memoria lunghissima) e diffusione di alcuni fatti che non vengono trattati dalla stampa ufficiale.

Ma abbandoniamo il caso personale e vediamo di analizzare la funzione di Piero Di Pasquale alla luce del McLuhan.

Conservo ancora una lezione di Maurizio Costanzo che in un corso di comunicazione affermava: “Come chiaramente scritto dal McLuhan, la televisione è figlia della radio...”
Nulla di più sbagliato. Intanto perchè il massmediologo canadese non ha mai scritto una cotanta corbelleria, infatti se la radio è l’estensione dell’orecchio e deriva dal telegrafo e dal telefono, la televisione è una protesi dell’occhio e rappresenta l’evoluzione del fumetto, dell’icona e dei geroglifici!
La televisione in sè stessa non esisterebbe se non ci fosse la società che si rispecchia in essa, che è un flusso continuo di immagini senza approfondimento e senza profondità.

In questo flusso continuo si è inserito tra gli altri Piero Di Pasquale che prima con NEXT ed ora con ITALIA NEWS si è trasformato da “portatore sano di notizie” (la definizione è un po’ grottesca, spero mi perdonerete) ad anchor-man che è una figura prettamente televisiva di giornalista testimonial che con la sua faccia ed il suo lavoro in qualche modo GARANTISCE l’approfondimento che, badate bene, è sempre “viziato” dalle sue convinzioni personali.

Torniamo alla mia intervista. In pratica cos’ha fatto Di Pasquale? Ha raccolto tutto il mondo fuori da sè e FAGOCITANDOLO, lo ha restituito ai fruitori come televisione pura!
Ora, la domanda è questa: in un mondo dove predomina la polemica sul relativismo (anche storico) non sarà un’imprudenza lasciare che alcuni anchor-men abbiano la facoltà di indirizzare (influenzare?) con le loro opinioni il pubblico televisivo?
La risposta la lascio a voi, ma mi permetto di farvi notare che nella storia della moderna televisione, non esistono Anchor-men che abbiano tradito il loro mandato e quei pochissimi che sono stati scoperti ad alterare anche di un ette i fatti per derivarne vantaggi (anche d’opinione) personali, sono stati prima sbeffeggiati e poi si sono dissolti come nebbia al sole, scomparendo dal video.

Aldo Vincent

PRIMA APPENDICE

Approfitto dell’argomento per collegarlo al recente dibattito su Wikipedia, che lo dico subito mi trova in una posizione minoritaria, la qual cosa non mi preoccupa perchè ormai so per esperienza che chi ha ragione un’ora prima degli altri è destinato ad avere torto per un’ora e visto che tutti i posti erano occupati, come Bertold Brecht mi sono seduto pazientemente dalla parte del torto.

L’idea di un’enciclopedia universale aperta a tutti i contributi, senza una redazione preparata ed un illuminato direttore responsabile dell’opera non ha senso, o almeno non ha il senso illuminista dell’Enciclopedia.
E’ tutt’altra cosa. Così come il grande flusso di informazioni anche contradditorie che imperversano sul Web sono una cosa buona, ve lo dice uno che si batte da anni per questo. Però questa informazione perde molta parte della sua funzione se non cerca di interfacciare con l’informazione canonica, quella ufficiale che con tutti i suoi difetti rappresenta la parte essenziale del tessuto sociale.

Voglio dire, benvenuti i blog e l’informazione “altra” ma che non si chiuda in un circuito di adepti, cerchi invece di aprirsi collaborando coi professionisti dell’informazione. Magari non lasciandosi semplicemente fagocitare, come succede ora (...e adesso andiamo a vedere sul nostro sito le domande dei nostri ascoltatori....) ma sperando che seri professionisti dell’informazione come Piero Di Pasquale si accorgano di noi...

Aldo Vincent

SECONDA APPENDICE

Eppure, sul Web ed il fenomeno dei bloggers, nei avrei avute di cose da dire. Non certo per una rigorosa ricostruzione storica, che non spetta certo a me. Ma la mia esperienza arriva subito dopo le BBS, con gli eroici ragazzi di Arpanet, gli spocchiosi gestori di Fabula, l’elitario Granieri e il suo Amelia, primo tentativo di salotto letterario, il primo Golem gestito (a pagamento) da Umberto Eco e Gianni Riotta che in seguito insieme con Bartezzaghi pubblicarono per Einaudi un libricino scritto con i contributi del Web.
Il secondo Golem, questo della Rai con lo straordinario Nicoletti, e poi Punto Informatico e Affari italiani i primi quotidiani italiani sul Web, Rodrigo Vergara di Arcoiris il primo tentativo di televisione su Internet, Angie la spiritosissima casertana e le sue ricette. Il Dr. Zap, al secolo Prof. Antonio Zappulla, docente di una facoltà universitaria a Bologna che sta studiando la funzione terapeutica della risata e raccoglie tutte le spiritosate che girano sul Web catalogandole per aregomenti. Il mitico Davide Ruda di Firenze, con un percorso professionale che lo ha portato da Dada a Supereva, a Clarence ed ora vende via Web gingles per i telefonini...

A proposito di Davide Ruda, avrei ricordato che quando ero a Teheran e stavo organizzando una rete di bloggers che comunicassero col mondo in lingua inglese, si offrì per comprare un dominio e gestire a sue spese un Sito Web: www.ciaoteheran.com .Andatelo a visitare (se esiste ancora visto che con l’arrivo al potere di quest’ultimo presidente, non abbiamo rinnovato il dominio) e confrontatelo con www.italia.it che approssimatamente ha la stessa struttura di ipertesti.
Vi sembra quasi uguale? Sappiate che questo ultimo Sito sta per essere chiuso per sfinimento e che è costato al contribuente 40 milioni di Euro mentre Davide, ha fondato, progettato e gestito il nostro Sito con gli spiccioli del suo stipendio.

Avrei parlato anche della dolce Antonella, a suo tempo molto legata a Antonio Russo di Radio Radicale, che si è messa in testa di fare la giornalista e per pagarsi gli incerti inizi, suona il violino ad ore al Santa Cecilia e gestisce www.censurati.it .
Certo avrei citato Riccardo Orioles mitico giornalista siciliano che scrive ogni giorno contro la mafia, e a viso aperto attraversa il mondo con il suo cappellaccio, la pipa ed il mantello come un personaggio ottocentesco.

Mamma mia, quanta gente conosco!
Questa è la contraddizione del Web: va a finire che hai una pletora di amici sparsi per il mondo, tutti quanti con una @ nel loro indirizzo, poi magari non saluti nemmeno il tuo vicino di pianerottolo.
Eppure, tutte le volte che ho incontrato persone conosciute tramite il Web, non ho avuto sorprese, è stato un poco come conoscersi da sempre perché scambiarsi opinioni dai blog e sui blog scopre un poco l’anima, e quando ci si incontra è quasi un sollievo.

Avrei parlato della satira sul Web, la più feroce perché senza limiti, da Artefatti, a LiberazioneT, Boxer, Cartaigienica, Bastardidentro, Cactus, Godere con la lingua, Helios, Bengodi, Marc Bernardini che ci chiese contributi taroccati dei manifesti di Berlusconi, poi ricevemmo una lettera di diffida da Mursia perché dopo la pubblicazione su carta i tarocchi erano sotto copyright e ci veniva impedito di usare i NOSTRI lavori per non incorrere in non so quali sanzioni…

Avrei parlato di quella che Piero Di Pasquale ha definito “informazione alternativa”: Come Don Chisciotte, Luogo Comune, Antibufala, Disinformazione, Indymedia, Peacelink, Reporter Associati, Misna, Le notizie viste dal didietro, Ciccsoft, Haramlik…

Forse avrei parlato pure dei famosissimi, come Dagospia, Sabelli Fioretti, Votantonio, Gattomammone e forse avrei parlato pure di Beppe Grillo, e del botto che ha fatto stupendo il mondo con la mobilitazione dei suoi bloggers. Badate bene, quelli che parlano del fenomeno “grillino” non hanno capito quasi nulla. Il fenomeno non è il blog di Beppe Grillo ma Grillo stesso, che ha organizzato il più grande spettacolo italiano del dopoguerra. E il più redditizio, dopo l’invenzione dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore.
Grillo ha mobilitato tanta folla per quello che è lui, non il suo blog. La dimostrazione è Adinolfi che con gli stessi mezzi e lo stesso blog si è presentato alle primarie del Partito Democratico incassando percentuali da prefisso telefonico!!

Avrei parlato dei nostri politici, che hanno quasi tutti aperto dei blog ma che non riescono a gestire (primi fra tutti, D’Alema, Prodi e Rutelli) mentre il troppo sottovalutato Di Pietro (ricordo che fu il primo ad entrare nelle aule dei tribunali con i suoi computers) Franceschini, la Margherita, la famiglia Fo, Storace e pochissimi altri, si danno da fare.

Avrei parlato anche di…

Massì, perché sto perdendo tempo con i miei ricordi? Di noi, per il momento, si interessano solamente quelli che ancora ci definiscono “ il fenomeno dei bloggers”
Ma quale fenomeno?

Aldo Vincent

Il corso sul McLuhan lo trovate qui:
http://it.wikiversity.org/wiki/Corso:Scienze_della_comunicazione

Questa lezione e’ invece qui:

http://www.giornalismi.info/aldovincent/

Note:

http://it.wikiversity.org/wiki/Corso:Scienze_della_comunicazione

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