Gruppi di tematiche

Riusciro' a scalfire questo muro di gomma? Io ci provo.

Scandalosa ONLUS a Cuba

Ci sono in giro per il mondo alcune onlus che gridano vendetta a Dio. Havana Ecopolis (ARCI e Universita' di Firenze) e' una di queste
7 ottobre 2007 - Aldo Vincent (CUBANO PER UN ANNO)

Questo e' il mio ultimo tentativo, poi mi arrendoi

Carissimi amici,

innanzi tutto scusate il disturbo: sto scrivendo ai giornalisti e vecchi amici che in qualche modo mi conoscono o hanno letto qualcosa delle mie corrispondenze. Mi trovo in Sud America per preparare la mia prossima missione umanitaria in Haiti e prendo a piene mani dal mio vecchio archivio.

Sono scomparso per un anno e mezzo perchè mi sono recato a Cuba nell’ambito di un’attività umanitaria che avrei dovuto svolgere con una onlus del posto raccomandatami dalla nostra Ambasciata all’Avana. In realtà è successo non solo che sono stato preso in giro con un finto programma di interventi, non solo mi hanno cuccato una considerevole somma di denaro, ma alle mie richieste di chiarimento, mi è pervenuta per errore una mail in cui si raccomandavano tra di loro di mettere tutto a tacere!

Per carità, io non ci ho perso nulla. Grazie agli accrediti ministeriali di cui ho goduto ho potuto inviare una regolare corrispondenza clandestina che è stata pubblicata in parte da www.affaritaliani.it e nella sua integralità ho pubblicato in vari Siti tra cui il mio di Supereva: http://guide.dada.net/satira/vincent_da_cuba/.

Mi hanno scritto in molti dicendomi: ma che cosa ci vuoi fare? D’altronde sappiamo tutti che alcune onlus ci marciano, lascia perdere….

Vabbè, lascio perdere, però mi ci arrabbio perché nell’anno di mia permanenza in quella onlus ho visto prendere in giro centinaia di allocchi e il non sapere se queste cose sono accadute per incapacità di controllare da parte delle varie ARCI, CRIC, Università ecc. (tutte sempre in viaggio per venire a Cuba a controllare, poi magari li trovavi di notte a bagordare) oppure solo per la disonesta del personale cubano, ripeto, mi fa inkazzare.

Quindi questo è l’ultima mia segnalazione: vi mando in allegato i vari documenti, così, a futura memoria.

Poi vediamo se anche questa vicenda va a finire come Sviluppo Italia, dove tutti sanno ma nessuno osa.

Se tenete d’occhio il mio Sito: http://guide.dada.net/satira/ tra poco potrete leggere delle mie nuove avventure in quel di Haiti.

Un abbraccio circolare a tutti.

Aldo Vincent

..........................................................................................................

.........................................................................................................

commerciale.ambavana@esteri.it

Messaggio per la signora Ivana Schiavo

Addetta commerciale dell’Ambasciata d’Avana

Gentile Signora,

è molto probabile che lei non si ricordi di me, anche perché abbiamo avuto solamente scambi telefonici, e per sua conoscenza, in calce le riproduco le due mail che ci scambiammo in occasione della mia venuta in Cuba per ragioni umanitarie.

Premetto che non le scrivo per lamentarmi di nulla, anzi. E’ una vita che giro per Ambasciate Italiane all’Estero e devo dire che è sempre stato e ancora lo sarà in futuro un sicuro punto di riferimento per me e per chiunque abbia bisogno di un aiuto.

Le scrivo solamente per indicarle che in seguito alle sue segnalazioni sono venuto in contatto con questa onlus HAVANA ECOPOLIS ma l’esperienza ahimè non è certo stata delle più entusiasmanti, a partire dalla presa in giro e un programma perditempo, fino alla sparizione dei fondi che alcuni miei sponsor mi avevano affidato per questo aiuto umanitario.

La cosa che maggiormente fa indignare è che malgrado le ripetute sollecitazioni a chiarire da parte della direzione italiana, sul come siano potuti accadere questi avvenimenti, sollecitazioni inviate anche da importanti esponenti del giornalismo italiano, non solo non abbiamo ricevuto nessuna risposta ma in una mail a me pervenuta per errore si poteva chiaramente leggere del passaparola interno alla onlus di mettere tutto a tacere, e questo, se mi permette, è doloroso, non solo per la mia vicenda ma per il danno che subiscono quelle oneste onlus che grazie al volontariato portano un poco di sollievo alla popolazione del Terzo Mondo.

Avevo solo questo da dirle: se le ricapitasse un ingenuo come me che volesse rimboccarsi le maniche per fare qualcosa, la prego, non si esponga nel raccomandare né HAVANA ECOPOLIS e nemmeno Marco Terreni, perché non ne vale la pena.

Con perfetta stima

Aldo Vincent Borderi

P.S.

Se volesse sapere di più su questa incresciosa faccenda, ho pubblicato tutto sul mio sito:

http://guide.dada.net/satira/vincent_da_cuba/.

..............................................................................................................................................................................................................................................

DAL DIARIO CLANDESTINO:
----------------------------------

Siamo ad una svolta.

Questa e’ la settimana in cui dovrebbero approvare il mio progetto per aiutare i giovani di un quartiere degradato.

Per il momento, sono in grado di darti poche ma illuminanti indicazioni.

La situazione economica del Paese la conosci: stipendio medio 10/12 dollari, nessuno paga l’affitto, il telefono con 300 chiamate al mese costa 3 dollari, la luce altri 3 dollari e l’acqua molto meno.

Io non pago l’affitto perche’ sono ospite di amici, ma se volessi, potrei affittare a nome della mia ragazza con una cinquantina di dollari al mese, ma questo - come certamente saprai - non mi e’ concesso perche’ al governo cubano “ no je gusta” (parole loro) che uno straniero viva a contatto con i cubani e mi obbliga ad affittare ad un “Aquilador” (1) riconosciuto dal governo. Bada bene, non ho diritto ad affittare un appartamento, bensi’ una stanza nell’appartamento dell’aquilador che deve avere una porta comunicante chiusa a chiave ma che lui ha il diritto di aprire quando crede e per le ragioni che crede piu’ opportune, con la privacy che va a farsi benedire. (Inutile dire che in detta stanza non ci puoi portare le ragazze...).

Ora, supponiamo che io convinca un gruppetto di amici a smettere di fumare e di mandarmi il corrispettivo di un pacchetto di sigarette al giorno per aiutare questi disgraziati. Con una ventina di “compagneros” potrei mantenere 150 famiglie.

In teoria, perche’ in pratica le cose andranno in questa maniera:

Affittero’ una stanza obbligatoriamente a 25/35 dollari al giorno (2); lavoro in un ufficio dove mi appiccicano 3 o 4 cubani governativi a controllare il mio lavoro piu’ 2/3 guardie affinche’ non mi rubino i computers. Il telefono costa 80 dollari al mese e altri 80 per sessanta ore di Internet. Logisticamente devo dividermi tra l’ufficio che mi assegnano loro nella zona residenziale e il barrio degradato, il che costa almeno 8 dollari al giorno di taxi.

A mezzogiorno potrei mangiare il panino delle guardie ( 1 dollaro) ma la sera non ho possibilita’ di prepararmi la cena da solo. Se mangio con la famiglia dell’aquilador 7/8 dollari, al ristorante 10/15.

Lascia stare la penna, per i conti ti aiuto io.

Sono circa 3.000 dollari al mese per riuscire a tenere qui me, in liberta’ condizionata, che vado ogni giorno a distribuire 10 dollari di aiuti.

Capito, come funziona?

NOTE

(1) l’aquilador e’ uun simpatico affittacamere con una simpaticissima famiglia. A chi viene qui per turismo consiglio una “Casa Particular” per condividere la loro vita quotidiana

(2) Ne trovai una da 50 dollari al giorno. Chiesi alla signora se non le pareva un po’ caro. Mi disse che aveva due appartamenti e uno era gia’ stato affittato ad un italiano. Pensa, questa signora, senza lavorare, guadagna ogni mese come 300 cubani. Viva la rivoluzione!!

.........................................................

2.

Dopo una settimana di agitazione, con uno arrivato dall’Italia e tre di qui, sono riusciti finalmente ad alloggiare una ventina di italianucci ARCI che venivano (forse) a controllare.

Sta di fatto che li hanno alloggiati in un hotel che la mia Guida (Routard, alla voce: Hotel Lido) definisce squallido, e deprimenti le stanze senza finestre. (Dice anche, state attenti che siete in una zona malfamata, …) Forse è un test attitudinale… boh

Non so cosa abbiano in effetti controllato, li ho incontrati per caso una notte all’Hotel Florida in una tavolata con quattordici puttane.

Dice, no guarda che quattro erano ARCitaliane e ce le siamo portate da casa. Vabbè, da come si agitavano con ho capito la differenza!

Speriamo solo che al ritorno si siano ricordati di dire agli Arcicapi che qui le cose non vanno affatto…

Capito, come funziona ?

...........................................................

E’ passato ormai più di un mese dalla mia sospensione e il mio isolamento è sempre più totale.

Ogni settimana faccio il giro delle sette chiese, tutti mi sorridono, mi trattano bene, ma non riesco a scalfire il muro di gomma che mi circonda.

Una signora gentilissima della direzione centrale del potere popolare (temutissimo organo politico che rappresenta il governo) nell’ultimo colloquio mi ha detto che secondo il loro metodo, una lezione consiste in un insegnante che detta con gli allievi che scrivono e che quindi io avrei dovuto consegnare alla commissione un documento dove ci siano scritte TUTTE le parole che dovrei dire durante il corso di formazione tecnica.

La parte libertaria del mio cervello avrebbe voluto rispondere che il metodo, sebbene degnissimo, è un po’ andato in disuso dopo il 1450 con l’invenzione della stampa ma la Sicilia che è in me mi ha suggerito: ‘’chinati giunco…’’ e così ho preparato un file di 256 pagine che ho consegnato alla rappresentante del governo che controlla il mio lavoro. Lei avrebbe dovuto stamparlo e consegnarlo. Poi avremmo aspettato l’esito della commissione.

E’ passato il tempo e solo da qualche giorno ho saputo, per vie traverse come sempre, che si è esaurito il serbatoio dell’inchiostro della stampante e che fin’ora non è arrivata l’autorizzazione per averne un altro.

Verità? Bugie? Chissachilosà. Sta di fatto che ora ci sono le feste e sono scomparsi tutti. Perché non basta che alla Cooperazione non lavorino dal venerdì al lunedì inoltrato (tu chiami il venerdì e scopri che la signora non c’è perché si è ammalato il bambino, ha accompagnato il marito per una visita, la mamma è morta… poi il lunedì arrivano in ritardo perché se la mamma è morta, qualcuno doveva seppellirla… cose del genere. Pensa che un venerdì in un giro di telefonate ho scoperto ben tre assenze perché la nonna era moribonda, cosa che mi ha fatto pensare che l’Avana è una città terribilmente pericolosa di venerdì…) poi, quando ci sono le feste scompaiono tutti.

Ci sono stati altri segnali che secondo me agiscono in mio sfavore: credo che dall’Italia sospettino che qui si stia facendo melina e sono arrivati in ordine sparso vari dirigenti e tutte le volte io sono stato dirottato dai cubani in luoghi sicuri dove non potessi incontrarli.

Questi fatti mi hanno fatto maturare l’idea che io sia una pecora segnata, che mi faranno perdere tempo e pazienza finchè scadrà il mio permesso di permanenza e mi spediranno a casa ed è un vero peccato perché qui ci sarebbe da fare, eccome!

L’alternativa sarebbe presentare al governo una nuova richiesta di collaborazione, questa volta indipendente da organi governativi e non.

.................

Eh sì, coniglietti miei. Qui sta il punto dolente. Di tutti i soldi che ho visto passare da queste parti (e sono TANTI ma TANTI) non un pesos va alla gente che ne ha bisogno. Ma vi posso spiegare anche il perché. Poniamo che voi andiate alla Banca del Soprammonte e gli diciate: dammi 500 Euro per comprare maialini ai disperati del Barrio. Che fanno loro, te lo danno? Certo che no. Ma se vai alla stessa banca e gli dici, dammi 350.000 Euro per costruire un centro giovanile culturale (bada bene, devono esserci sempre dentro le parole CULTURALE e GIOVANILE altrimenti non funziona) loro te li danno eccome! Se poi questo centro non funziona, non fa cultura ma per costruirlo ci hanno mangiato tutti i parassiti cubani che stanno attorno all’ operazione, non importa.

Invece, pensa: io ho regalato quattro porcellini. Due hanno figliato e li hanno ammazzati ora con un duecento chili di carne. Gli altri due sono ancora piccoli e se sopravviveranno alla fame di Natale (non la loro, coniglietti, ma a quella dei poveracci che li ingrassano) forse avremo altra carne. Pensa che tra tutte le restrizioni di questo governo, allevare un maialino non è un reato!

Ed ecco che al punto -6 di questa mia modesta proposta potreste lanciare una campagna di sottoscrizioni titolata: PENSIAMO A QUEL PORCO DI ALDO!

Ma forse non funzionerebbe.

Voi, che ne dite?

Io sono qui:

ALDO VINCENT
gelataldo@hotmail.com

°(1)

Mi scuso con i credenti, ma qui sono attorniato da divinità più o meno esotiche e pure con il mio dio, da qualche tempo mi trovo in posizione fortemente critica. Pertanto ho deciso di scriverlo tutto minuscolo, come merita.

Ah, dimenticavo. Quasi quasi al punto -7 ci metterei: E NIENTE AUTO!!

Perché il parco macchine è costosissimo, da comprare e mantenere.

Non sono forse tutti volontari che partono per aiutare popoli del Terzo Mondo? Che facciano qualche sacrificio allora, e vadano in giro con i mezzi, che sono anche più adatti per conoscere l’ambiente e la gente con cui si dovrà avere a che fare. Volete auto modernissime con aria condizionata e impianti stereo? Attaccatevi al tram! (e non solo in senso metaforico).

Che se poi uno se la vuole proprio comprare, che lo faccia! Proprio come farebbe a casa sua. Con i suoi risparmi, che se la paghi (massime agevolazioni possibili da parte della Collaborazione) se la mantenga con le stesse condizioni che avrebbe al suo Paese. Con in più una massima agevolazione per vendere il suo usato in caso di trasferimento.

Come mezzo di trasporto per le operazioni, sarebbe auspicabile un bel pulmino con uso di trasporto anche delle merci, e l’autista rigorosamente italiano! (Ho visto troppe malefatte da autisti autoctoni che si impossessano del veicolo e non lo mollano più.)


Eppure, far funzionare un tantinello la cosa non dovrebbe essere difficile.

Innanzi tutto a quelli che danno i soldi dovrebbe essere proibito di venire a controllare il lavoro svolto. Ci sono oggi mezzi come il Web dove si potrebbe documentare senza che partano dall’Italia pseudo commissioni che con la scusa di venire a controllare, poi li devi portare al ristorante ( la pasta è scotta, non c’è l’aria condizionata, da qui il telefonino non prende…) e la notte a puttane.

Poi i coordinatori, collaboratori, coadiuvatori e tecnici, per venire qui NON devono essere sposati e nemmeno fidanzati. Perché, per una inesorabile legge del contrappasso, più è abile il coordinatore, più è rompipalle la moglie, che deve avere un’auto personale, un’altra per portare i figli a scuola, qualcuno che le faccia la spesa, un autista a disposizione per lo shopping eccetera. Il tutto con un’aria disgustata come dire, io non ci volevo venire…

Le fidanzate rimaste a casa, distraggono l’operatore. Insomma immaginate che questo poveraccio le abbia detto: sai, vado a Cuba. -Ah sì? Risponde lei. Vai a divertirti con quelle puttane? Allora sai cosa faccio? Mi faccio scopare dal primo che passa. E stacca il telefonino, e lui giorno e notte a passeggiare come un pazzo in ogni luogo dell’isola nel tentativo di parlarle per telefono, con conseguente perdita di tempo e di concentrazione.

Che poi, non è che qui manchi la materia prima. Anzi. Succede spesso che l’operatore, adattandosi agli usi locali, si faccia l’amante con tutte le complicazioni operative che ne conseguono.

Terzo punto: è proibito a TUTTI i cubani che partecipano al Progetto di venire in Italia.

Eh sì, perché tra tutti gli italiani che arrivano e devi andare all’aeroporto a prenderli, e i cubani che sono in partenza perché ti sei inventato un’invito ad una pseudo conferenza o pseudo corso di specializzazione, con tutta la trafila di documenti necessari all’espatrio, qui più che un’organizzazione umanitaria, pare un’agenzia di viaggi. A scopo benefico.

Senza dimenticare le rogne che danno poi quelli che approfittano del viaggio e non fanno ritorno…

…e tutte le spese a carico del Progetto…

Che poi, controllare non è facile.

Ti faccio un esempio.

Mettiamo che il Progetto preveda il contributo a costruire case di mattoni in un Barrio invivibile con case di legno o peggio di lamiera.

Tu metti su un cantiere e ci metti sabbia cemento e fai costruire mattoni o blocchi per i muri.

Il governo si fa bello con i tuoi soldi e dice: Questa è la battaglia per le idee! Ogni capo famiglia che lo richiede avrà il materiale necessario e una minibrigata che lo aiuterà nella costruzione!

Ci vogliono mille blocchi piccoli o 350 grandi per costruire un nuovo locale. Ammetti che ti arrivino 40 richieste a cui dai il 70% della tua produzione ( il 30% te lo hanno rubato all’origine).

Bene, alla fine dell’operazione scopri che solo 10 capi famiglia hanno eseguito i lavori. Gli altri

o perché incoscienti, o perché tanto affamati da non ragionare, si sono venduti il materiale che al mercato nero vale un centinaio di dollari.

Come giustifichi a chi viene a controllare che ti mancano le 30 case preventivate? Facendo salti mortali, facendogli vedere il sole per la luna o portandoli a puttane.

E invece, non c’è nulla da nascondere! Perché quei blocchi non sono spariti e nemmeno se li sono mangiati. Solo c’è stato un altro capo famiglia che a costo di sacrifici ha trovato i cento dollari e SI E’ COSTRUITO UNA CASA! Solo in un altro luogo dell’isola, che non è dentro il perimetro del tuo progetto, ma perlamadonna (non ti preoccupare, la Cassazione ha detto che non è una bestemmia) la casa c’è! E abbiamo contribuito a costruirla. Capisci?

Ma come glielo fai capire, a quelli?

Aldo Vincent

..............................................................................................................................................................................................................................................

Ho scritto al mio direttore...

Gent. Direttore

Angelo Maria Perrino

AFFARITALIANI.IT

Forse la disturbo, ma contrariamente al solito, questa volta non le invio una delle mie noterelle un po’ così (ho scoperto che lei le chiama mollichine) che lei di tanto in tanto mi fa l’onore di pubblicare sul suo quotidiano. Le scrivo invece per segnalarle una vicenda che mi ha visto protagonista e il cui esito non mi va giù.

Si tratta di questo: lei sa della mia avventura cubana. Sono partito più per curiosità personale (e dei miei amici di Delucide.com) e grazie alla segnalazione della nostra Ambasciata, sono venuto in contatto con una onlus che operava sul luogo con vari progetti. Non sto a dilungarmi troppo sulla faccenda. A chi fosse interessato a conoscere come andarono le cose, ho messo tutto sul mio Sito: http://guide.dada.net/satira/.

Per farla breve, mi proposero di sviluppare un programma di corsi di formazione tecnica audio visiva per giovani disadattati che vivevano in un barrio denominato “insalubre” (in verità, questi barri sono semplicemente invivibili) con un contributo di 10.000 Euro che sarebbero serviti per l’acquisto di una telecamera, macchina fotografica, proiettore per conferenze, cancelleria ecc.

Inutile dirle che di questi corsi non ho visto nemmeno l’ombra (e pure i soldi versati sono spariti) ma la cosa che più mi ha amareggiato è stata la continua presa in giro, per un anno, mandandomi a fare cose inutili o convocandomi in un luogo o in un altro per ragioni futili, tanto per farmi perdere tempo.

Nell’anno trascorso in questa maniera però, ho scoperto che non sono l’unico ad essere preso in giro da questa onlus, ma frotte di ingenui venivano invitati a Cuba (eh sì, perché più che un’organizzazione d’aiuti pareva un’agenzia di viaggi, con tutto quell’andirivieni) e tutti sistematicamente portati a vedere il Sole per la Luna e poi tutti a scoprire l’Avana di notte!

Dopo un anno di questo andazzo mi sono trasferito ad Haiti ed ho scritto alla direzione di questa onlus che si chiama Habana Ecopolis e che (leggo dal loro prospetto) lavora in collaborazione con “el Grupo para el desarrollo integral de la ciudad de la Habana” e in Italia fa capo al CRIC di Reggio Calabria, che fa sponda con il Cospe di Firenze, che dipende da Terra Nuova di Roma, che è legata da Legambiente e al Lapei di Firenze e (sempre leggendo il loro prospetto) sarebbero finanziati dal Ministero degli Affari Esteri DGCS e raccoglierebbero fondi dalla Regione Toscana, Regione Veneto, Provincie di Siena, Arezzo, Mantova, dal Comune di Roma, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Firenze, Alfonsine, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e altri.

Università di Firenze e di Venezia, nonché circoli di Legambiente, ARCI e UISP e Associazione Amici Italia-Cuba, e altri.

Non solo non ho avuto alcun riscontro, ma da una e-mail inviatami per errore, ho potuto leggere il consiglio che dava un collaboratore di mettere tutto a tacere. Perché, mi chiedo io? Quali saranno mai le ragioni per non far luce sull’operato di questi signori che operano all’Avana?

Ecco perché mi rivolgo a lei per un aiuto. Non certo per recuperare i miei soldi. Se facciamo quattro conti, a me è convenuto pagare “il pizzo” per avere un permesso ministeriale di lavoro che mi ha consentito di muovermi liberamente (diciamo così) per l’isola e vedere con i miei occhi come vanno le cose e riferirle ai miei amici (e i suoi lettori).

A me disturba il fatto che non dando riscontro alle mie rimostranze, la direzione di questa chiacchieratissima onlus non mi permette di dare a lei, ai suoi lettori ed ai miei amici la loro versione dei fatti, privandoci della sacra regola giornalistica del controllo delle fonti e della pubblicazione di tutte le versioni.

Ecco perché, direttore, io le invio gli indirizzi di queste persone pregandola, se le fosse possibile, di intervenire con il peso del suo prestigio per chiedere in nome del suo giornale alle persone interessate la loro versione dei fatti, col fine di ottenere una vera e propria inchiesta con tutti i crismi del giornalismo d’antan.

Le chiedo troppo?

Chissà. Gli indirizzi sono questi:

cricit@tin.it , laurenzi@cospe-fi.it , md5921@mclink.it , raffaele@unifi.it ,

presidenza@arci.it , arcs@arci.it , internazionali@arci.it

La ringrazio anticipatamente.

Aldo Vincent

Cordialità

...........................

Ricevo da Luca Spitoni di Habana Ecopolis – Cuba - :

O dove sei finito? Sparisci tu adesso?

Ho parlato con il tipo ARCI che sponsorizza il progetto video. Sembra che la cosa si fa. Ci mette a disposizione una piccola somma per le spese più grandi. I tempi non sono tanto lunghi però la cosa sembra interessante. L'obbiettivo finale sono dei prodotti video: cortometraggi. Ogni centro juvenil un corto; mi sembra un bel tavolo di confronto: cinque municipi, cinque centri giovani, cinque prodotti a confronto.

I corti andranno al festival di Siena e di Lucca di settembre.

Io pensavo che il prossimo mese possiamo cominciare a selezionare i partecipanti di ogni centro giovani e cominciare a discutere dei temi da affrontare. Un mese ci vorrà per scrivere una specie di storyboard, un'altro mese per girare visto che disponiamo solo di due telecamere che i gruppi dovranno alternarsi. E poi un altro mese per il montaggio.

Tutto il progetto va affiancato di una parte didattica per la quale, io vorrei che tu riprendessi il discorso dei corsi, magari un po' più concentrato; non so: una volta a settimana in un municipio tipo centro habana in cui possono venire tutti i partecipanti. I gruppi sono 5. Vabbè mi sono stufato bisogna che ne parliamo a quattrocchi davanti a un caffè. Fatti vivo, mi dicono che sei a Haiti. Non ci credo. Quando torni?

L


.............

Carissimo Luca,

scusa innanzi tutto il ritardo con cui rispondo. Ho ricevuto il permesso per lasciare il paese con dieci giorni di ritardo che poi era il Venerdì Santo, data in cui non si trovava un aereo per Haiti. Con un paio di scali intermedi e tre giorni di viaggio, sono riuscito finalmente ad arrivare a destino esattamente due giorni dopo che mio figlio era ripartito per l’Europa. Questo fatto, apparentemente disdicevole, in realtà mi ha fatto aprire gli occhi sul mio anno trascorso presso di voi in attesa di scoprire se avevo a che fare con una fazzolettata di imbroglioni o solamente di incompetenti. Perché io me ne stavo con gli occhi puntati sul danaro che il Gatto e la Volpe mi avevano sottratto, e invece ho scoperto improvvisamente che in realtà quello che mi stavano rubando era il tempo, la vita stessa. E così sto riflettendo se tornare o meno.

Se ti chiedessi, come fece Marco l’ultima volta che ci vedemmo: ^Ma che cosa ci fai ad Haiti^ la risposta è di una semplicità impressionante: ^Faccio quello che non fate voi a Cuba, cioè aiutare la gente^. Chiaro, no?

Per quanto riguarda il nuovo progetto finanziato dall’ARCI ancora una volta mi chiedo come sia possibile che questi tizi – che come sai non sono mai riuscito ad avvicinare perché ogni volta che arrivava qualcuno dall’Italia riuscivano a farmi sparire come nei giochini di Hudini – dopo tutti questi anni di risultati controversi per non dire risibili – riescano ancora a farsi prendere dall’incontenibile ansia di buttare i soldi dalla finestra. Perché, io lo so, tu forse un po’ meno, queste attività dei centri giovanili sono tutte sulla carta, ma poi nella realtà, di fatto non esistono, come ho potuto constatare personalmente recandomi sul posto ogni volta che qualche furbetto millantava iniziative culturali notturne, in orari in cui i cubani sono certi che nessuno andrà a controllare. Perché voi lavorate fino alle cinque e quando è buio col cavolo che vi avventurate nei barri cosiddetti insalubri ma che in realtà sono semplicemente invivibili. Io invece ci sono andato eccome! E ti posso garantire che da quelle parti non succede nulla di quello che Habana Ecopolis millanta.

Nell’anno in cui sono stato preso in giro, ho scoperto che l’unica cosa che Habana Ecopolis sa far funzionare egregiamente sono gli arrivi e le partenze, come se invece che una Onlus si trattasse di un’agenzia di viaggi. E fai partire gruppi di sfaccendati cubani per partecipare a conferenze e corsi di formazione, vai all’aeroporto a prelevare dirigenti che vengono a controllare (poi una notte ne ho trovati dieci all’Hotel Florida tutti accompagnati da generose jinetere, tanto per dire la vera natura dei controlli) accompagna la fazzolettata di imbecilli che pagano una quota credendo di venire a dare una mano… cose così.

Ti dico con estrema sincerità che a me, tutto questo tuo entusiasmo per un nuovo progetto che pare più una pezza che altro, visto che la tua capacità e competenza dovrebbero essere impiegate in maniera diversa e tu lo sai, mi pare fuori luogo. Ho sempre sentito paroloni e obiettivi fantastici, nelle quattro volte che ho incontrato Marco: la prima volta abbiamo messo a punto il progetto da sottoporre alla dirigenza italiana e alle autorità cubane. Con il contributo da parte mia di 10.000 Dollari avrei finanziato l’acquisto di materiale didattico, tra cui proiettore, telecamera, lavagne magnetiche, riproduttore DVD eccetera (l’unica cosa che ho visto di tutto questo materiale didattico è stato un pennarello e una bic, il che mi fa pensare che i miei soldi siano da qualche parte in attesa di essermi restituiti) Non ti ripeto l’indegna storia del computer che ho dovuto comprare da Maria Elena, perché la conosci bene. Volevo invece dire che dopo il secondo colloquio e il versamento della prima trance di danaro, Marco è scomparso per cinque mesi, da luglio a dicembre, data in cui è rientrato, ma non ho potuto incontrarlo perché, giustamente, c’erano le vacanze di Natale e il Nostro aveva diritto ad una sana pausa lavoro. L’ho incontrato a Febbraio e mi ha detto che dovevo reiterare il progetto, perché in quella forma non veniva accettato. Poi l’abbiamo incontrato in pizzeria e come Hudini ha tolto dalla manica questa nuova iniziativa. Come fare a farmi prendere dal tuo facile entusiasmo?

Per il momento rimango qui. Sono certo che non ti mancherò perché con la tua competenza e l’assidua ricerca del bello e della perfezione, ti aiuteranno nel lavoro.

Se non è la solita bufala.

Comunque, auguri.


..................

Ricevo per conoscenza la mail del Megadirettore Galattico della Cooperazione:

caro luca

come tu dici meglio lasciar cadere questa incresciosa cosa.
io però ho bisogno di sapere, per eventuali cenni che altri mi faranno, chi mi ha inviato questo messaggio l'8 maggio, prima del tuo che mi annunciava la cosa. chi lo ha inviato a tutto il consorzio.
da qui sembrerebbe lo stesso aldo v.
oppure sei stato tu per sbaglio o qualcun altro per "cattiveria"

fammi sapere.

per il resto ti scriverò dopo il 22 per concordare su antigua

a presto

rp


.....................

Gentilissimo signor Raffaele,

Scusi la poca prontezza nel rispondere ma ho serie difficoltà a collegarmi.

Innanzi tutto mi pare di capire che in Italia non siate al corrente della mia vicenda e mi dispiace, perché a me Marco Terreni aveva lasciato intendere che le lettere d’accordo che ci scambiammo fossero state inviate anche a voi per l’approvazione. Che mi disse arrivata quando mi chiese il versamento dei primi 3.000 Euro in biglietti da cento.

Per non sbagliare comunque le invio le lettere che vennero stampate e inviate in italiano a voi ed in spagnolo al ministero per il mio permesso di lavoro.

A Luglio lasciai il paese perché mi era scaduto il permesso turistico, e al mio ritorno, non ho trovato Marco che era partito per le ferie, ma non ho trovato nemmeno Renè una dei tanti miracolati da Havana Ecopolis, che ha lavorato qualche tempo – e conosceva i dettagli del nostro progetto - , poi è andata in gita aziendale in Italia (coi soldi dei progetti) e quindi ha deciso di rimanere costì.

Io mi ritrovai senza alcun riferimento escluso le cortesi attenzioni di Luca Spitoni che in qualche modo sostituiva Marco e le interessate premure di Maria Elena Ortiz che mi assicurò che il mio progetto sarebbe continuato a condizione che avessi versato almeno 3.000 dollari per anticipare le prime spese organizzative e l’acquisto del primo materiale didattico tra cui una macchina fotografica digitale, una telecamera digitale, un proiettore, un lettore DVD ecc.

Ho versato la somma pattuita al BFI il giorno 16 Agosto 2006 alla cassa numero 3 – operazione n. 2622800043 per un valore di 2.850 CUC (conservo ancora la ricevuta) ma purtroppo per me non solo non ho visto comprare nulla, ma è cominciata una pantomima per confondermi, con questa signora che mi ha preso in giro in modo indegno, mandandomi qua e là senza ragioni o significato alcuno se non quello di farmi perdere tempo. Ho già detto dell’impossibilità di prendere contatto con qualsiasi dirigente che venisse dall’Italia perché li facevano sparire come con i giochi delle tre carte. L’unica persona con cui ho in qualche modo parlato è stato un giovane molto motivato, che si chiamava Manfredi e che era venuto a Cuba per preparare il soggiorno ad un gruppo di innocenti che venivano sull’isola credendo di dare una mano e invece erano solo un altro gruppuscolo di mammalucchi che venivano presi in giro (chieda informazioni più precise e vedrà che la sorprenderanno).

Le risparmio i dettagli di questa mia infelice esperienza che però potrà trovare sul Web firmate con il mio nickname: Aldo Vincent. Le potrà trovare qui: www.affaritaliani.it dove il mio direttore ha pubblicato qualcosa del mio diario clandestino che invece si trova nella sua interezza qui: http://guide.dada.net/satira/ .

Come avrà modo di constatare, eccetto alcuni accenni trattati con mano leggera e lievemente satirica, non ci sono attacchi frontali alle vostre iniziative perché mi sono reso conto che avrei potuto danneggiare tutto il fronte della Cooperazione, e le garantisco che cose da dire ce ne sarebbero tante! Pensi solo che dal 6 al 16 gennaio u.s. sono venuti a Cuba alcuni dirigenti della banca svizzera che finanziavano il mio progetto E CHE NON SONO NEMMENO STATI RICEVUTI DA MARIA ELENA. Si immagini la mia situazione. Che fare? Millantare inesistenti iniziative come fanno loro, portando la gente a vedere il Sole per la Luna e poi tutti a puttane? Ho preferito dir loro la verità e cambiare i nostri programmi che per il momento mi hanno portato ad Haiti.

Però, adesso che ne ho l’occasione vorrei poterne parlare con Lei, visto che mi parete tutti in perfetta buona fede.

Il vostro lavoro a Cuba si potrebbe sintetizzare in poche parole: di tutto il danaro che confluisce in questo bailamme di iniziative più o meno cervellotiche NON UN PESOS arriva alla gente che ne ha bisogno. Chi usufruisce dei benefici di questo vorticoso giro di danaro sono invece quella fazzolettata di parassiti cubani che girano intorno alle vostre iniziative. Le faccio solo un esempio per non far diventare questa lettera un fiume incontenibile di parole.

Prendiamo l’autista, il Pici.

E’ un ex poliziotto a cui è stato affidato il pulmino con cui dovrebbe espletare alcuni servizi. Quest’uomo lavora (mioddio, lavora è una parola grossa) senza obblighi di orario, né di itinerario, senza scheda carburanti e per arrotondare il suo magro stipendio è autorizzato a portarsi a casa il mezzo per espletare alcuni lavori suoi personali, ma le spese di manutenzione del mezzo sono tutte a carico di Havana Ecopolis. Bene, alla Corea, il Barrio Insalubre in cui avrei dovuto lavorare io, è stato aperto un cantiere dove si costruiscono blocchi in cemento, mattoni e materiale vario per costruzione con lo scopo di aiutare la gente che volesse rimodernare le proprie povere case. Bene, i risultati di questa iniziativa sono miserelli e controversi, ma il poliziotto/autista si è costruito una casa di due piani che affitta agli stranieri. Dove abbia preso il materiale e con quali mezzi abbia finanziato la costruzione – visto che ufficialmente guadagna 10 dollari al mese - , lo lascio indovinare a Lei.

Ci sarebbero molte e molte altre cose da dire, ma io potrei essere influenzato dalla mia triste vicenda e dal trattamento subito dalla Gioiosa Macchina da Guerra ( così abbiamo benevolmente ribattezzato Maria Elena, perché con la sua iper attività ricorda quella meravigliosa creatura di Occhetto che venne spazzata via in un pomeriggio) però io sono certo che se lei chiedesse meglio ai suoi collaboratori, da essi potranno uscire brandelli di verità.

Per il momento spero solo che il mio caso serva a voi per aprire gli occhi e prendere le dovute misure precauzionali, per troncare l’indegno andazzo che contraddistingue le vostre iniziative.

Cordialità.

Aldo Vincent

http://guide.dada.net/satira/

Note:

http://guide.dada.net/satira/vincent_da_cuba/

Powered by PhPeace 2.5.5