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Noi in Grecia, facevamo così...

26 maggio 2010 - Aldo Vincent

 

Ebbene sì, parlo della Grecia, dove ho vissuto una decina d'anni a cavallo...
Cos'avete capito? A cavallo tra l'essere fuori d'Europa ed esserci dentro. Non ne ho parlato fino ad ora perchè malgrado sentissi migliaia di kazzate sparate da gente che non ha visto nè sentito una beata mazza, poi non volevo intervenire anche su questo argomento, che poi pare che so tutto io e faccio la fine del nonno a tavola che parla parla e intanto non ha il pannolone...

Insomma, io arrivavo da Haiti e volevo sposare la madre di mio figlio. Per questo scelsi un Paese nel continente europeo dove non c'erano ancora le ferree leggi sull'immigrazione, e scelsi Corfù dove il console onorario era pure mio amico e mi facilitò la cosa.

Noi in Grecia vivevamo così: ogni famiglia aveva la sua pianta di limoni e arance fuori dalla porta principale, l'orto dietro, il vicino aveva le capre e faceva la feta il formaggio essenziale per la cucina greca, e sulla strada per tornare a casa i pescatori mettevano le cassette del pesce che avevano pescato. Carne di bue, molto rara, ma di capra e agnello ogni angolo di casa. Se uscivo di casa, trovavo tutte le erbe aromatiche nel boschetto di fianco, avevamo gli ulivi e andavamo al frantoio a fare l'olio, poi uniti in tre o quattro famiglie per volta, ogni autunno facevamo il vino che ci serviva per tutto l'anno. Le uova erano delle galline che razzolavano nei cortili. Ogni famiglia aveva anche un membro che lavorava per lo Stato o per il comune, in modo che un piccolo contributo in denaro c'era per tutti.

Quando la Commissione Europea (e non era Prodi) chiese alla Grecia di lasciare a casa 20.000 dipendenti dello Stato, Papandreu il vecchio chiese se non fossero impazziti tutti, perchè avrebbero messo a ferro e fuoco lui e tutta Atene. Così si entrò l'Europa lo stesso.

I Veneziani piantarono qui gli ulivi e ogni anno venivano e pagavano un bisante per ogni ulivo che trovavano in piedi. Ma all'Europa quegli ulivi non andavano bene perchè facevano le olive che erano troppo piccole per il loro bucodelkulo e così ordinarono di tagliare gli ulivi secolari e ripiantarne altri più adatti. I greci chiesero va bene, ma se i nuovi non attecchiscono, possiamo trasformare le aree in edificabili? Certo! Risposero le menti egregie dell'Europa e così vi fu un'ecatombe di ulivi, e poi guarda caso i ramoscelli che piantarono non crebbero e vi fu una speculazione edilizia da paura che compensò i grandi proprietari terrieri della svalutazione della moneta (25 più 10%) avvenuta per far entrare la Grecia in Europa. Poi ci fu la lotta ai parassiti, vennero con tank e DDT che fecero morire quasi tutte le colture. Però vennero pure i supermercati, che cominciarono a venderci la frutta, la verdura e l'olio e il vino che non avevamo più gratis nelle nostre case....

Mi fermo qui, perchè continuando mi viene da piangere.
Dite che in Grecia le tasse non le paga nessuno? Dite che un avvocato un dentista un professionista dichiara redditi ridicoli? E qui? Dov'è la differenza con l'Italia? Ditemela.
Scriveva Churchill che il buon Dio ha creato la Grecia affinchè gli italiani potessero guardarsi indietro e scoprire che esisteva un popolo peggiore di loro. Forse è vero.
Però se un avvocato greco (come qualunque cittadino) voleva comprarsi un SUV, un Mercedes o la villetta al mare, al momento del contratto doveva presentare un foglietto rosa che era rilasciato dall'ufficio delle tasse, che certificava che si era pagato tutto, non c'erano pendenze nemmeno giudiziarie, e si aveva un reddito per cui era consentito comprarsi non un Ferrari, ma anche solo un'auto più grande di quella che si possedeva....
Almeno, noi in Grecia facevamo così.
E voi, qui?

 

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L'immarcescibile scrittrice Antonella Boralevi, dopo la pubblicazione di alcuni capolavori della letteratura italiana contemporanea, in odore di Nobel, tra una comparsata televisiva e l'altra, è stata nominata già da un bel po' di tempo consigliere per la comunicazione dell' ambasciata d'Italia a Parigi. Insomma la grandissima scrittrice è stata scelta per promuovere la cultura ed il meglio dell' Italia in Francia.
Allora a cosa serve l'Istituto di cultura a Parigi ?

Sul Corriere della sera del 29 agosto 2009 si legge : << Tuttavia, a Parigi approda già quella che sarà la sua sostituta, Antonella Boralevi, fiorentina, scrittrice e animatrice di talk show televisivi. Per evitare contrasti con la Rummo, la Boralevi non lavorerà presso l' Istituto culturale, ma si installerà nella sede dell' Ambasciata.
Attualmente, a distanza di parecchi mesi e migliaia di euro, sia la Boralevi sia la Rummo continuano a promuovere l'Italia a Parigi. Mi chiedo: quanto costa agli italiani ?
Tagliate, tagliatele, tagliatelle
Ehehehe

 

La guerra di Daniele Luttazzi

Qui potrete vedere con Luttazzi ha fatto oscurare il video dove si dimostra che sopia dagli autori americani:
http://www.youtube.com/watch?v=9vfQ-ye7Hjw&feature=player_embedded

Qui invece, se vi interessa, potete scaricarvi il video:
http://www.indexer.ro/torrent/il-meglio-non-e-di-daniele-luttazzi-avi.html

 


Manovra, annuncio di Brunetta:
"A breve riunioni a tutti i livelli"
AL LIVELLO PIU' INFIMO, CI SARA' LUI...
EHEHEHE

Bondi:"Vivo in un paese barbaro ed incivile".
QUESTO E' POCO MA SICURO, ALTRIMENTI NON SARESTI LI'
...e specialmente alla Cultura...


DISASTRO AEREO IN INDIA:
Trovate intatte le scatole nere.
Scusate, ma perchè non fate TUTTO l'aereo col materiale delle scatole nere?
Quelle, da qualunque incidente, vengono sempre fuori intatte...


Doug Lansky
http://www.rolfpotts.com/writers/lansky.html


è un insegnante glob trotter famoso per i suoi libri e per alcune partecipazioni al Littermann Show. Ha fondato nel suo blog il TITANIC AWARD dove ha invitato i viaggiatori del mondo a segnalare i pessimi servizi turistici dove si sono imbattuti. Bene, l'Italia è tra le prime in classifica, per i prezzi, le strade, il traffico, i ristoranti, gli automobilisti, la segnaletica...
DITELO ALLA BRAMBILLA !!

 

http://aldoelestorietese.dilucide.com

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