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Giovani uomini superflui? Sterminiamoli!

2 marzo 2010 - Aldo Vincent

 

Finalmente ci siamo. bokassa


Devo confessare che lo stavo aspettando da tempo, anzi, mi chiedevo quanto avrebbe tardato a comparire, questo "nuovo" concetto.
Sto parlando della soppressione dei giovani uomini superflui, con cui Martin Kramer, un membro del Weatherhead Center for International Affairs dell'Università di Harvard ha chiesto che "l'occidente" intraprenda delle misure per limitare la nascita di palestinesi.

Leggo dalla relazione: "Durante il discorso, Kramer ha respinto la comune visione che la "radicalizzazione" islamista sia provocata dalle politiche USA quali l'appoggio a Israele e la promozione di dittature dispotiche, e ha affermato che è dovuta alla demografia di società islamiche quali Yemen, Iraq, Afghanistan e la Striscia di Gaza occupata da Israele. Troppi bambini, ha sostenuto, portano a troppi "giovani uomini superflui", che in seguito diventano radicali violenti. " e magari si fanno esplodere per disperazione in mezzo ai "nemici". Quindi diciamo che l'aspirazione sarebbe quella di un genocidio preventivo per evitare che questi inutili giovani "superflui" facciano danni alla comunità pia e consapevole.
Egli ha aggiunto: "le attuali sanzioni israeliane contro Gaza hanno uno scopo politico-minare il regime di Hamas-ma se spezzassero anche la crescita fuori controllo della popolazione di Gaza, e ci sono prove che ciò avvenga, potrebbero iniziare a spezzare la cultura del martirio che richiede una costante fornitura di giovani uomini superflui".

Vediamo di intenderci sul termine nuovo. Questa proposta non è affatto nuova, è preceduta dal Piano Morgenthau nei confronti della Germania del Dopoguerra:

«Io devo essere duro con la Germania e mi riferisco al popolo tedesco, non solo ai nazisti. Noi dobbiamo castrare il popolo tedesco oppure trattarlo in modo che non possa riprodurre gente che voglia continuare a comportarsi come hanno fatto in passato».
(«We have got to be tough with the Germany and I mean the German people not just the Nazis. We either have to castrate the German people or you have got to treat them in such a manner so they can't just go on reproducing people who want to continue the way they have in the past», cfr. John Morton Blum, Roosevelt and Morgenthau: A Revision and Condensation of From the Morgenthau Diaries, 1972, p. 342).

In una lettera indirizzata alla Regina d'Olanda, Roosvelt scriveva:
«Ci sono due scuole di pensiero, quella di coloro che vorrebbero essere altruisti nei confronti dei tedeschi, sperando di farli ridiventare cristiani con le buone maniere - e quella di coloro che vorrebbero assumere un atteggiamento più duro. Io appartengo più decisamente alla seconda poiché, benché io non sia assetato di sangue, voglio che i tedeschi si rendano conto che ora essi hanno perso definitivamente la guerra».

Poi ci sarebbe la modesta proposta di J.Swift, scherzosa ma non tanto:

È cosa ben triste, per quanti passano per questa grande città o viaggiano per il nostro Paese, vedere le strade, sia in città, sia fuori, e le porte delle capanne, affollate di donne che domandano l'elemosina seguite da tre, quattro o sei bambini tutti vestiti di stracci, e che importunano cosí i passanti. Queste madri, invece di avere la possibilità di lavorare e di guadagnarsi onestamente da vivere, sono costrette a passare tutto il loro tempo andando in giro ad elemosinare il pane per i loro infelici bambini...
... é vero, un bambino appena partorito dalla madre può nutrirsi del suo latte per un intero anno solare con l'aggiunta di pochi altri alimenti, per un valore massimo di spesa non eccedente i due scellini, somma sostituibile con l'equivalente in avanzi di cibo, che la madre si può certamente procurare nella sua legittima professione di mendicante; ma è appunto quando hanno l'età di un anno che io propongo di provvedere a loro in modo tale che, anziché essere di peso ai genitori o alla parrocchia, o essere a corto di cibo e di vestiti per il resto della vita, contribuiranno invece alla nutrizione e in parte al vestiario di migliaia di persone.


E poi ci sarebbe il tenero Salah Eddine Ahmed Jean Bedel Bokassa, il bonaccione imperatore d'Africa deposto e lanciatosi col paracadute sul suo Regno ( se vedete le foto vi renderete conto della palla stratosferica che ci propinarono i giornalisti di allora) venne condannato a morte, poi scagionato di alcune accuse, poi condannato a vent'anni, poi a dodici, e infine scagionato. Morì nel suo letto, convinto di aver fatto il bene dei giovanissimi rampolli dei suoi sudditi: lui invece che pianificare scuole e ospedali, i bambini se li mangiava, ma non così, prima li faceva preparare infarcendoli di frutta esotica e spezie, poi li conservava in frigorifero.

Via, coniglietti miei, non scandalizzatevi. Il problema di una società dei consumi che presenta preoccupanti masse inerti di giovani improduttivi esiste da noi, dove vanno a "lavorare" per le mafie a 500 Euro al giorno invece che rompersi la schiena nei campi per 600 Euro al mese, altrove questa massa inerte protesta nelle piazze, nei call center, nelle università, e nei paesi più critici addirittura prende in mano le armi e si ribella.
Mangiamoli finchè son piccoli ! e erigiamo un monumento al Bokassa. In fondo che ci vuole? Siamo riusciti a far diventare eroe Mangano, a rivalutare Craxi cambiandogli la targhetta: da latitante ad esiliato, non saremo capaci di rivalutare Bokassa?
Via, diciamocelo francamente, noi siamo capaci di tutto.

ALDO VINCENT
http://aldoelestorietese.dilucide.com

 

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Allegati

  • Una modesta proposta (29 Kb - Formato odt)
    J. Swift - Fonte: http://aldoelestorietese.dilucide.com
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