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E se il suicidio dei Lemmings non fosse leggenda?

8 febbraio 2010 - Aldo Vincent


Qualcuno coi capelli bianchi forse ricorderà la storia di questa leggenda metropolitana che nacque con un documentario della Walt Disney (di quelli che venivano proiettati con i film a cartoni animati) che vinse pure l'Oscar nel 1958 e che faceva vedere questi roditori che si tuffavano in acqua mentre la voce fuori campo diceva che stavano suicidandosi.
La Scienza smentì ma fior di letterati, fra cui il nostro pregiatissimo Primo Levi ci scrissero sopra le loro storie e la diceria risultò dura a morire, forse perchè basata su un avvenimento verosimile: una popolazione grassa, stanca, obsoleta, di fronte ad una crisi di cibo e risorse, in un ultimo anelito di coraggio si suicida in massa. Verosimile, dicevo e non perchè abbiamo riscontri tra gli umani con qualche setta di esaltati, ma proprio dall'osservazione del comportamento degli italiani, popolo antichissimo, forse obsoleto nel suo modo di pensare, certo rimpinguito dalle sue capacità di trarre profitto senza regole, che davanti alla crisi più dolorosa dall'ultima guerra a questa parte, invece di reagire come fa qualche ingenuo opportunista che segue il Pifferaio di Hamelin, decide di estinguersi in massa.

Forse è una consderazione troppo pessimistica, fate voi, ma che dire del comportamento di questo popolo di eroi, santi navigatori e avvocati che passano anni a studiare il diritto poi vanno in parlamento per emanare leggi che sconquassano il sistema giuridico? E che dire di ricercatori, scienziati case farmaceutiche che brevettano vaccini inutili per combattere pandemie inesistenti coinvolgendo tutta la popolazione con rischi per la salute di tutti? E i medici e gli ospedali che succhiano il 40% delle risorse regionali non solo per restituire un pessimo servizio ma per alimentare un sistema di corruttele e malversazione da far invidia ad Al Capone? E la finanza, i banchieri che senza un briciolo di scernimento rischiano il tracollo del sistema e poi pretendono che i governi li rifinanzino per ricominciare daccapo con il loro putrido sistema d'imbrogli e signoraggi? E le automobili che non sappiamo più dove mettere, dove parcheggiare, che si intruppano nelle strade cittadine consumando il nostro tempo, e i governi che incentivano gli acquisti delle auto invece di pensare a sistemi di lavoro senza che la gente si muova da casa?

E il PIL? Che sarebbe l'indice del nostro benessere perchè misura tutto il denaro che passa di mano, come quello per medicare le ferite da incidenti stradali, bronchiti da inquinamento, terapie per uscire dalla droga, spese per gli antifurti, per comprarsi una pistola, per pagare la mensa l'asilo, gli ansiolitici, e chissà cos'altro, il tutto misurato come indice della qualità della nostra vita...

E la scuola che non insegna più, e i preti che non nascondono più le loro perversioni mentre le alte gerarchie se ne fottono della spiritualità e della morale tramando e tessendo carriere all'ombra della Croce? E le forze dell'ordine a cui scappa sempre un colpo dalla pistola per sbaglio, che rapinano sulla Uno bianca o patteggiano con la mafia o ricattano trans politici e celebrità? E la malavita organizzata che ormai ha nomi a seconda della specialità come gli insaccati, drangheta, corona, camorra, mafia, la prima azienda italiana e ora comincia ad esportare il nostro meraviglioso Made in Italy?

E i giornalisti tutti inquadrati in camarille alla greppia di questo e quello ma tutti compatti nel servizio che li accomuna: nascondere la verità scomoda al datore di lavoro?
Ma davvero tutta questa marea non vi fa pensare ad un suicidio collettivo?
Ma sì, estinguiamoci. Se non sappiamo reagire, meglio così.
Forse ci facciamo persino una bella figura. Ci metteranno impagliati nei musei di Scienze Naturali insieme al Mammuth o alla Tigre Bianca della Malesia, popolo di Eroi, Poeti, Navigatori, che si estinsero perchè non seppero reagire...


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ALDO VINCENT
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