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Gli Eroi

20 settembre 2009 - Aldo Vincent

Figli di Dei che si accoppiavano con Re e Regine, malgrado avessero poteri straordinari soccombevano sempre ad un Destino più grande di loro che regolava la loro vita che di solito finiva tra le costellazioni. In Grecia servivano in teatro (che era una funzione sacra) per spiegare le contraddizioni della vita. I Re acclamavano come eroi anche chi perdeva la vita in battaglia, e questo serviva loro per rafforzare il loro potere sulle masse.

Faccio questa premessa perché oggi e domani sentirete molte bocche riempirsi di termini inappropriati, quali sacrificio dei nostri Eroi, difesa delle frontiere lontane della Patria, missioni di Pace, e paccottiglia del genere.
Spero siate diventati tanto adulti e maturi da aver raggiunto la consapevolezza di non aver bisogno di Eroi, di Gloria, di Patria, di Dio, di Famiglia per vivere in una società civile e tollerante, dove questi pilastri devono essere lasciati nella sfera privata e non diventare un imperativo imprescindibile.

Detto questo, onore ai nostri caduti, volontari "comandati" ad una missione meglio retribuita di qualsiasi altro mestiere avessero svolto nel loro ingrato Paese (ingrato, sì, lo vedrete da voi, appena si spengono i riflettori, come trattiamo le vedove e gli orfani di ques'e guerre) soldati (non infermieri) mandati allo sbaraglio in una non meglio identificata missione di pace e di ricostruzione, armati non di badili e picconi, ma di mitragliette, elicotteri da battaglia, carri armati.
Vittime, non eroi.


Molti mi chiedono perch' non ci siano mie foto nel Web. Dopo tutto questo gridare, ho forse paura d'espormi? La risposta è: in parte sì. E proprio ieri per ben tre volte, rispondendo a queste richieste, ho parlato del dimenticato Antonio Russo.
Free lance indomabile, dopo viaggi avventurosi e reportages dalle varie parti del mondo, si era come dire, "specializzato" in Cecenia, Bosnia, Kosovo.

Era rimasto coinvolto in molte avventure e Radio Radicale trasmetteva i suoi reportages, gli unici dal posto. Salvò vite umane, e documentò porcherie indescrivibili. Rientrò in Italia precipitosamente, dopo una rocambolesca fuga a piedi dopo essere fuggito da un convoglio bloccato dai serbi.

Tornò in Italia e commise un errore imperdonabile: andò al Maurizio Costanzo Sciò e mostrò la sua faccia, raccontando le sue avventure, di come aveva beffato i serbi salvando alcuni kossovari, e disse che sarebbe andato in Cecenia a documentare le torture dei russi sulla popolazione.

Lo ritrovarono in una stradina di Tiblisi. Con il calcio dei fucili gli avevano spaccato tutte le ossa prima di ucciderlo, e tutto il suo materiale video scomparso.
Ecco, vi ho parlato di Antonio Russo.
Un Eroe.

  antonio russo

http://aldoelestorietese.dilucide.com

 

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