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Israele accelera i preparativi per bombardare l'Iran.

10 luglio 2009 - Aldo Vincent

 
Al g8 non se ne parla apertamente ma adesso si capisce Frattini (l'ultima ruota del carro) che aveva dichiarato che non avrebbero invitato Ahmadinejad al g8...

Noemi Cabitza
http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1895&Itemid=1#josc4778

Dopo il si al "bombardamento preventivo" da parte di Israele delle centrali atomiche iraniane arrivato un paio di giorni fa dagli USA ora arriva un'altra notizia che definire clamorosa è poco: l'Arabia Saudita avrebbe autorizzato i caccia con la Stella di David a sorvolare il proprio territorio "nell'eventualità di una missione di comune interesse". A riferirlo, citando una anonima fonte diplomatica israeliana, è stato il Sunday Time nella sua edizione di ieri.

Secondo il Sunday Time a raggiungere questo risultato (comunque tutto da verificare) sarebbe stato il capo del Mossad in persona, Meir Degan, il quale avrebbe fatto capire agli sceicchi la pericolosità dell'Iran nel caso si dotasse di armi nucleari, aprendo di fatto una porta aperta essendo l'Arabia Saudita apertamente contraria al programma nucleare iraniano e, più in generale, all'Iran, patria dell'Islam sciita.

A confermare parzialmente questa notizia ci sarebbe la decisione presa dall'Egitto, altro nemico dell'Iran, di autorizzare un sottomarino israeliano a passare per il Canale di Suez per raggiungere il Mar Rosso e dirigersi verso il Golfo Persico.

Secondo queste informazioni quello che più temevamo si sta avverando. Israele sta accelerando vertiginosamente i preparativi per l'attacco all'Iran rischiando non solo di vanificare la rivolta dei giovani iraniani ma legittimando i Mullah sia ad una durissima repressione che ad una chiamata generale alle armi, fatto questo che potrebbe consegnare definitivamente l'Iran nelle mani di Ahmadinejad e delle sue milizie militari (esercito e pasdaran) dando così il colpo di grazia alla protesta e, nel contempo, favorendo il piano di Ahmadinejad di trasformare l'Iran in un "regime islamico".

Ora sta alla diplomazia internazionale fare il possibile perché ciò non avvenga e per farlo l'unico modo è quello di appoggiare apertamente un cambiamento democratico in Iran. Se fino a ieri la realpolitik imponeva all'occidente di trattare con il regime iraniano oggi è proprio quella stessa realpolitik imposta dalle mosse di Israele a imporre un deciso cambio di rotta. L'unico modo di evitare una guerra dalle conseguenze imprevedibili è proprio quello favorire la dissidenza iraniana. Il problema è che purtroppo il tempo per farlo sembra non esserci, l'accelerazione verso il conflitto è vertiginosa.

Da domani gli otto grandi della terra saranno riuniti all'Aquila per quello che sicuramente è uno dei G8 più difficili della storia per i complessi argomenti posti sul tavolo (Iran e crisi globale). Da questa riunione deve uscire prima di tutto una ferma presa di posizione contro il regime e, contestualmente, un preciso ammonimento a Israele affinché non proceda nel suo piano di bombardare l'Iran. Il mondo adesso non ha bisogno di un'altra guerra, ha bisogno però che la politica internazionale per una volta faccia ciò che deve fare, con i fatti però, non con i discorsi di forma.

GLI ARTICOLI DEL TIMES QUI:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article6638568.ece
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article6651910.ece

http://aldoelestorietese.dilucide.com

 

 

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