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Che ne sarà di noi?

18 giugno 2009 - Aldo Vincent

WATERLOO

Leggo interventi accorati, tipo: che sarà di noi?
Che ne sarà di noi, quando passerà (se passerà) questo tsunami da cloaca massima e lascerà di questa povera italietta solo macerie e rovine, come a Waterloo?
Io dal profondo dei miei capelli bianchi voglio solo dire ai nostri giovani: non vi preoccupate. Sono cose italiane, dagli otto milioni di baionette a piazzale Loreto, dalla melma Loockeed, alle dimissioni di Giovanni Leone, dalle monetine a Craxi al suicidio di Berlusconi, sono tutte manifestazioni di un Paese che non sa discutere ma solo litigare. Si lascia incantare da venditori di pentole, poi li aspetta sotto casa e li accoltella. Un popolo che ha conosciuto duemila anni di schiavitù e di occupazione ed ha saputo reagire chinandosi in modo apparentemente vile, ma preparando agguati briganteschi.
Lo dico ai più giovani: è una Nazione forte la nostra, con la gente migliore dei suoi politici, soldati più coraggiosi dei generali, operai con più nerbo dei padroni...

Chi non conosce la Storia è condannato a ripeterne gli errori. Ebbene, guardate la Storia. Parliamo di Waterloo: l'esercito francese temuto per la sua velocità dinamica e lo spostamento repentino delle truppe viene affrontato da Wellington che li aspetta, contrariamente alle strategie dell'epoca, a piè fermo. Vanno a sbatterci contro i fantaccini francesi e ne muoiono 48.000. L'Imperatore più fulgido uscito dalla Rivoluzione, il più brillante, il Geniale, l'Unico, l'Incommensurabile, viene battuto da un Popolo che è governato da Giorgio  III, un re cieco e irrimediabilmente demente. Coraggio ragazzi, anche con un Capo come questo possiamo farcela pure noi.

http://aldoelestorietese.dilucide.com

  vernola

 

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