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Berlusconi tra le macerie del paese...

(è un pezzo che ci passeggia sopra...)
8 aprile 2009 - Aldo Vincent

 

FACCE COME IL Q: Enzo Boschi

 

Qualcuno giura di averne trovato traccia nelle memorie di Plinio il Giovane dopo l’eruzione del Vesuvio, altri sono certi di averlo visto nei cinegiornali dopo il terremoto di Messina, certo è che questo esimio (ir)responsabile dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, lo riesumano dopo ogni disgrazia e torna alla luce col suo consueto e monotono ritornello:

“Non si poteva prevedere”, lo dice in tutte le televisioni nazionali, poi torna nel loculo in attesa del prossimo cataclisma che avverrà sul territorio, mai ai vertici del suo istituto dove magari potrebbero sostituirlo col Mago Otelma, che di previsioni non ne azzecca una e ci fa ridere meno, ma almeno ci prova...

 

 

Marco Travaglio sull’Unità:

 

I Duci degli Abruzzi

L’agenzia Stefani, virilmente, comunica: «Il governo non ha perso tempo perché a casa Letta la scossa è arrivata forte. Le luci dell’appartamento dalla Camilluccia si sono accese, quasi in tempo reale i centralini hanno fatto da ponte tra il braccio destro del premier e il capo della Protezione civile. Quando l’Italia s’è alzata da letto e ha acceso la radio, i due agivano ormai da 4 ore, le colonne di soccorso erano per strada, Berlusconi aveva il decreto dello stato di emergenza già davanti a sé, pronto per la firma... Nessuno meglio di Letta ha avuto il polso della situazione... Le fonti concordano sul ruolo di Letta-Provvidenza: fino al momento in cui il premier ha posato il piede a L’Aquila, è stato lui a garantire tutta la copertura politica per Bertolaso. Ogni bega ministeriale è stata spianata sul nascere. I prefetti sono stati messi alla frusta... Il “deus ex machina del governo”... l’abruzzese Letta nella stanza dei bottoni... aggiunge che provvederà “con il cuore e con l’impegno di tutti gli uomini delle istituzioni”... » (La Stampa, 7 aprile 2009, anno XVI dell’Era Berlusconiana). «Bruno Vespa osserva dall’alto. Cellulare che fischia, rumore forte di pale d’elicottero. È andato personalmente a preparare la puntata speciale di Porta a Porta. È andato lui, il cronista migliore: lui che a L’Aquila è cresciuto... » (Corriere della sera, 7 aprile 2009, anno XVI E.B). « “Oggi, più che mai, mi sento abruzzese”. Nel giorno più duro per la sua terra, Gianni Letta esce dalle file per gridare alto e forte il suo “Presente!”... » (Il Giornale, 7 aprile 2009, anno XVI E.B.). Eja eja alalà!

 

Andate sulla costa, è Pasqua, prendetevi un periodo che paghiamo noi. State tranquilli, noi facciamo l’inventario delle case danneggiate e voi vi spostate sulla costa. Sarete serviti e riveriti. Bambini, dite alla mamma di portarvi al mare. Silvio Berlusconi, tendopoli di San Demetrio (L’Aquila), 7 aprile

 

L'Aquila: 260 morti  

il Papa: «Presto da voi» 

Il Mondo: «Speriamo…»

 

http://aldoelestorietese.dilucide.com

 

 

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