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l'opinione di Cotroneo

sulla disputa Ughi-Allevi
3 gennaio 2009 - Aldo Vincent

 

musica classica, tra polemiche e fratture

di Roberto Cotroneo

 

Fino a pochi giorni fa i giornali riportavano la polemica tra Giovanni Allevi e Uto Ughi. Una polemica che ha avuto mille straschichi. Ughi aveva rilasciato un’intervista dove in sostanza diceva che il successo di Allevi lo offendeva, perché la considerava una musica senza importanza. E lo offendeva anche perché Allevi aveva diretto e suonato in una sala del Senato. Un luogo dove si dovrebbe suonare ed eseguire musica classica e musica colta. Allevi ha replicato amareggiato ma anche polemico. Ma il botta e risposta tra Allevi e Ughi non si fermerà qui, e proseguirà per altre vie e in altri luoghi, perché il tema è apertissimo.

 

L’ultima notizia, di poche ore fa, dice che gli U2, leggendario gruppo irlandese guidato da Bono Vox, si esibirà e suonerà in Italia, ma non in uno stadio, bensì nientemeno che alla Reggia di Venaria a Torino. Un luogo dove non ci si immagina la voce di Bono e la chitarra di The Edge, ma semmai una sublime musica da camera, o il cliclo delle Sonate per pianoforte di Beethoven eseguite magari da Maurizio Pollini.

 

Cosa accade? Avremo qualche altro offeso che darà un’intervista sugli U2 a Venaria? O invece i musicisti classici cominceranno ad abituarsi al fatto che la musica – che sia un bene o che sia un male bisogna ancora capirlo – ha subito una frattura. Il melodramma, semplificando molto, che era la musica pop fino ai primi anni Venti dello scorso secolo, lascia il posto a un’altra musica popolare, che è quella della canzone. I compositori che scrivono opere diventano molto sofisticati e per addetti ai lavori; e la musica classica, come viene comunemente chiamata, prende una via sperimentale e assolutamente élitaria, da cui non tornerà più indietro. Vale per tutte le forme d’arte del Novecento, all’incirca. Ma semplicemente perché il pubblico all’improvviso si è allargato in un modo smisurato, e gli aristocratici della prima metà dell’Ottocento che ascoltavano Federic Chopin al pianoforte mentre eseguiva i suoi Preludi non erano in Europa molti di più di quelli che oggi ascoltano le Sequenze di Luciano Berio.

 

E allora? Allora è inutile che Ughi ci spieghi che il concerto per violino di Beethoven è assai meglio della musica di Allevi. Questo lo sappiamo tutti, e lo sa anche Allevi, ovviamente. Ed è inutile indignarsi per Bono alla reggia di Venaria. Gli U2 produrranno anche un Dvd, la scenografia sarà adeguata a un gigante del pop come Bono, e la musica continuerà a correre per il mondo. Anche se (e questo è uno dei veri problemi) questi formati digitali genere mp3 comprimono i dati in modo che ci stia più musica possibile sugli iPod, ma sacrificano di molto la qualità dell’audio. Nessuno lo dice ovviamente, e noi - senza più neppure rendercene conto - la musica, via via, la sentiamo sempre peggio.

 

 

03 gennaio 2009

http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74778

 

Note:

http://aldoelestorietese.dilucide.com

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