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VELTRONI ATTACCA

Sarebbe meglio dire: Veltroni si attacca...
10 giugno 2008 - Aldo Vincent

INTERCETTAZIONI: VELTRONI ATTACCA iran


Questo era il titolo del giornale, ma sarebbe stato piu’ corretto scrivere: Veltroni si attacca, perche’ con i numeri in Parlamento, il Cavagliere Bitumato far´quello che vorra’ e l’opposizione si attacca al tram.

Ma c’è’ di peggio: come i grandi illusionisti passati alla storia, mentre $ua Emittenza agita la mano sinistra, Tremonti’ (con l’accento rigorosamente sulla I ) con la mano destra, sfila il mazzo truccato riportato dai mezzi di comunicazione con inusitato rilievo – il corriere mette foto del ministro sempre piu’ grandi, tra poco non ci sara´piu’ spazio per le parole- IL PIANO TREMONTI: liberalizzazioni delle professioni, dei servizi locali, dell’acqua potabile, rientro del deficit…

Ci risiamo.
E’ dalla dichiarazione dell’Aiax (che non e’ un detersivo) in cui veniva cambiata la definizione dell’acqua potabile che passava da diritto inalienabile dell’uomo a “bisogno dell’uomo” e le multinazionali, che sono state create per soddisfare i nostri bisogni ( ed i loro desideri), si sono fiondate sull’acqua facendola diventare una merce e non una risorsa a cui nessuno puo’ rinunciare.

Noi della contro-informazione ( i giornalisti lautamente stipendiati per rubacchiare notizie sul web spaparanzati sulle loro poltrone in pelle umana ci chiamano cosi’ ) abbiamo istruito files sugli scandalosi intrecci che ci privano dell’acqua dalle mafie del meridione italiano alle multinazionali con sede in Svizzera che pagano i debiti dei comuni facendosi vendere quote degli acquedotti, al fondo mondiale che pianifica aiuti al terzo mondo in cambio di azioni e investimenti per costruire dighe che imbriglino l’acqua che verra’ venduta a pagamento ai campesiños e cosi’ via.
Dovrebbe esserci in giro per il web (provate arcoiris.net e andate nella parte spagnola e digitate AGUA. Se non `stata cancellata saltera’ fuori la mia intervista a un sindacalista boliviano che denunciava la multinazionale che aveva messo sbarramenti all’acqua che prima scendeva libera dalle Ande e che ora i campesiños erano costretti a pagare con gravi conseguenze sulla vita delle popolazioni boliviane).

Ma non dobbiamo andare troppo lontano nel tempo e nello spazio per scoprire che la privatizzazione dell’acqua nella sobria Inghilterra della Signora di Ferro non porto’ nessun miglioramento nella distribuzione e i costi al consumatore salirono del 40 per cento. E pure in Francia.

Parliamo tanto delle guerre del petrolio, e non ci accorgiamo che il prezzo al barile rapportato in litri ci fa scoprire che un litro di greggio costa meno di un litro di acqua minerale nei nostri supermercati, il che fa prevedere che le prossime guerre si scateneranno per l’acqua.

Un solo esempio personale: tornando dall’Iran feci un viaggio in automobile attraversando il nord e la Turchia per arrivare in Grecia dove vivevo.
Notai che i piu’ grandi lavori in corso erano la costruzione di un acquedotto iraniano che dal mar Caspio avrebbe portato l’acqua negli Emirati Arabi. A Bushemino che se ne stava seduto tra il Tigri e L’Eufrate senza poter far nulla, la cosa non piaceva per nulla ed era cominciata una campagna massmediologica per demonizzare l’Iran ( poi venne questo farneticante presidente iraniano e accellero’ la tendenza).
Bene, sarei tentato a credere che un eventuale bombardamento delle centrali nucleari, di riffa o di raffa colpiranno l’acquedotto.
Scommettiamo?

ALDO VINCENT
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