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UNA FIABA

C'era una volta un omino, piccino piccino...
14 maggio 2008 - Aldo Vincent

 

Una Fiaba moderna Silvioneve

 

C’era una volta un omino piccolo piccolo che era riuscito con l’aiuto di uno stalliere, a costruire una barca, grande, grande e tutti dicevano: “Ma che bella barca!”

E lui: “Ma questo e’ niente. Quasi quasi scendo in campo e vi insegno come si costruiscono le barche,  non solo: io vi firmo un contratto, che se mi date il vostro consenso, vi progetto una barca veloce, ma cosi’ veloce che, vinciamo le Olimpiadi.

 

Il popolo dei formaggini che sognava un mondo migliore, dove le olandesine facevano il bucato e la  Rana dalla bocca larga faceva i tortellini, decise di affidargli tutti i risparmi e si mise ad aspettare.

 

Dopo una legislatura, l’omino piccolo piccolo presento’ il frutto del lavoro dei suoi collaboratori, e mise in acqua una barchetta esile esile, che faceva pure acqua:

“Non e’ colpa mia” disse l’omino piccolo piccolo “ sono stati quei proletari comunisti che hanno lasciato un buco nella barca, ma non vi preoccupate, l’imperativo e’ vincere e vinceremo.

 

Arrivarono le olimpiadi e la barca per venire ammessa doveva vincere almeno una qualificazione.

Si schiero’ alla partenza ma arrivo’ ultima e si temette la eliminazione.

Venne aperta un’inchiesta e il direttivo nazionale del partito fondato dall’omino piccolo piccolo, che si chiamava “N.M.P.G.N.T (Nessuno mi puo’ giudicare nemmeno tu) analizzo’ le cause della sconfitta.

 

Conclusione: il difetto stava nel fatto che non si erano distribuiti bene i lavori sulla barca, infatti se negli armi avversari c’erano un capo e otto rematori, nell’equipaggio italiano avevano dovuto metterci un presidente An, un vicepresidente Legaiolo, e un altro Udc, un paio di imboscati, insomma l’equipaggio italiano era composto da otto capi e un rematore.

 

L’omino piccolo piccolo fece ricorso e dopo aver strillato contro la congiura delle toghe rosse olimpiche, per farlo star buono altrimenti non invitava piu’ nessuno nella sua villa in Sardegna, si decise di accogliere il ricorso e di fare una nuova gara, a cui l’equipaggio italiano partecipo’ arrivando ultimo.

 

Il direttivo questa volta analizzo' la situazione e giunse alla seguente conclusione: gli altri avevano mantenuto la loro usuale struttura, cioe’ un capo e otto rematori mente l’equipaggio italiano dopo i correttivi risultava composto da un direttore generale, un amministratore delegato, tre direttori di area, tre capi struttura e un rematore.


”Bisognera’ aumentare le tasse per dotare la barca di un’adeguata tecnologia, ma i soldi non li preleveremo direttamente dalle tasche degli italiani, li andremo a togliere direttamente dalla busta paga.” Disse l’omino.

 

Detto fatto, si preparo’ un nuovo armo e si presento’ un reclamo cosi’ pretestuoso che il comitato olimpico decise di organizzar un ripescaggio.

Si corse a Castel Gandolfo ma malgrado ogni sforzo la barca del popolo dei formaggini arrivo’ ancora ultima.

 

La gente si era un pochino stancata e per la rabbia andava in giro per le strade a cantare:

“Giro giro tondo, casca il mondo casca la Terra, questo ci sotterra”

 

Non vi preoccupate, disse l’omino piccolo piccolo, vi giuro sulla testa dei miei figli che vinceremo la prossima gara. Infatti gareggiarono ma ahime’ arrivarono ancora una volta ultimi.

 

Il popolo decise e affidò il nuovo progetto della barca ad un altro omino piccolo piccolo e alquanto decotto che mise insieme una grande coalizione che prese in mano la situazione e analizzo’ gli errori.

Mentre gli altri non avevano cambiato proprio nulla, cioe’ rimanevano con un capo e otto rematori, l’equipaggio italiano aveva optato per una soluzione d’avanguardia: un capo divisione, tre capi area, due responsabili della pianificazione e  due consulenti privati che non distoglievano gli occhi di dosso all'unico rematore, al quale erano stati tolti tutti i bonus e gli incentivi a causa dei precedenti fallimentari risultati. La soluzione era il lavoro co.co.co. ma c’era un piccolo problema: per accontentare sindacati, verdi, rossi, arancioni e cattocomunismi, l’equipaggio doveva essere di dodici elementi e questo era contro il regolamento.

 

Dopo questi fatti ci fu un tremendo ribaltone e si costitui’ un nuovo comitato diretto da un molliccio imbroglione che al grido di “Se po ffà” , affronto’ di petto i problemi relativi alla gara.

Poiche’ si era riscontrato un certo rilassamento nel rematore, specialmente verso il finale della gara, poiche’ il rematore si era dimostrato reattivo invece che proattivo, e il team dirigenziale non era parso capace di lavorare in team, si decise di affidare la scelta del rematore ad un’impresa esterna di lavoro interinale per massificare lo sforzo, fidelizzare alla missione, applicare la strategia di marketing d’impresa ecc. Insomma, partirono in pullman per cercare un nuovo progetto.

 

Come avrete ben capito, malgrado ogni possibile sotterfugio, non ci fu nulla da fare, la barchetta dell’omino piccolo piccolo, progettata dalla sua fervida mente ma costruita con le risorse dei mangiatori di formaggini, e modificata dai “sepoffà” arrivo’ ultima, sempre ultima, inesorabilmente ultima con un PIL attorno allo 0,00 per cento.

 

-         Ve l’avevo detto io, che con questa sinistra mistificatrice non avreste mai e poi mai avuto

risultati.- Disse l’omino piccolo piccolo: Rimettetemi al comando ma non vi prometto nulla.

Il popolo dei formaggini, mormorò deluso.

-           Cosa? Io vi avrei promesso la vittoria?

Smentisco categoricamente di aver parlato di Vittoria a meno che non mi riferissi alla mia segretaria che appunto si chiama cosi’. Ma se voi mi date ancora cinque anni di fiducia, io ho in mente un progettino che vi fara’ andare alle olimpiadi senza fallo! –

 

Insomma, andare alle olimpiadi senza fallo non era una gran bella prospettiva, ma bisognava fare qualcosa e allora ancora una volta il popolo dei formaggini affido’ le sue sorti all’omino piccolo piccolo che subito attuo’ il progetto che avrebbe aumentato la velocita’ della barca.

Infatti chiamo’ un falegname del varesotto, che aveva in mente di aumentare la velocita’ della barca con un progetto che lui chiamava “devoluscion” che consisteva innanzi tutto nell’accoppiare un rematore per ogni capo. Poi con un paio di mazzate, divise la barca in nove pezzi, uno per ogni capo e uno per ogni rematore. “Ecco, disse, adesso con il federalismo fiscale, ognuno finanzierà il suo pezzo di barca!”

- Soltanto cosi’ – disse il Legaiolo lombardo – si vince!

- Ma galleggia? – chiese l’omino piccolo piccolo

- Certo, la barca e’ di legno!

- No, intendo ma come fa a galleggiare con tutto l’equipaggio?

-  Non ti preoccupare – disse il legaiolo – anche gli stronzi galleggiano, siamo a posto

- Non mi sento sicuro – disse l’omino piccolo piccolo – quasi quasi vado al comitato olimpico e mi faccio cambiare i parametri. Debbo parlarne con Tremonti -

Il sole intanto rideva, tramontando dietro il Resegone...

 

 

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