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Sanità pubblica e fondazioni private: inchiesta in 9 capitoli e una caccia al tesoro

Gli accordi Vendola-Verzè: scandalo o normale amministrazione?

In rete divampa la polemica sulla nascita del nuovo ospedale di Taranto e i suoi retroscena. Proviamo a capirci qualcosa.
17 agosto 2010 - Carlo Gubitosa

Capitolo 1: Fatti, nomi e numeri.

(Attenzione: nel capitolo 6 di questa inchiesta la rivista Mamma! ha lanciato una emozionante caccia al tesoro. In palio un abbonamento omaggio)

Nichi Vendola e Luigi Verze'

In questi giorni un articolo di Gianni Lannes, firmato con lo pseudonimo "Gilan" sta facendo il giro della rete, anche grazie a un titolo azzeccatissimo ma fuorviante: "Vendola regala 60 milioni a don Verzé, socio di Berlusconi". 

Questi i fatti finora accertati:

- A Taranto sta per sorgere una struttura sanitaria gestita da una apposita Fondazione mista pubblico-privata (la "Fondazione San Raffaele del Mediterraneo) dove il privato avrà la gestione ed il pubblico il potere di indirizzo.

- Il "Pubblico" in questo caso, è rappresentato dalla Asl di Taranto e dalla Regione Puglia, guidata da una maggioranza in cui la componente Teodem del PD ha un peso non trascurabile. Il costo dell'intera operazione si stima in 210 milioni di euro, di cui 120 milioni saranno sicuramente erogati come contributo dalla Regione Puglia, e secondo quanto riportato dalla stampa 40 milioni saranno stanziati dallo Stato Centrale con i rimanenti 50 milioni di euro forniti dal soggetto privato coinvolto.

- Il "Privato" in questione è la Fondazione "Centro San Raffaele del Monte Tabor", guidata dal discusso Don Luigi Verzè, che ormai da quesi quarant'anni è "Don" solo ad honorem visto che dopo aver fondato l'Ospedale San Raffaele di Milano negli anni '50 è stato interdetto dai ministeri sacerdotali nel 1964 per decisione della Curia milanese, e successivamente sospeso a divinis dalla stessa curia nel 1973 (Wikipedia Docet). 

Dopo lo storico amonimento di Paolo VI ("occupati più dei sacramenti che degli affari") e la successiva "spretatura" per aver deciso l'esatto contrario, Verzè è stato oggetto in più occasioni di indagini archiviate e condanne prescritte, come la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione per tentata corruzione, disposta dal tribunale di Milano nel 1976 e successivamente prescritta, dove uno tra gli oggetti del contendere era la concessione di un contributo di due miliardi di lire al "San Raffaele" da parte della Regione Lombardia.

Tutto ciò premesso, a trentaquattro anni da questa condanna prescritta, Verzè è di nuovo al centro delle polemiche per un nuovo contributo regionale, proprio quei 120 milioni di euro che la regione "rossa" di Nichi Vendola erogherà per il centro sanitario di Taranto.

Capitolo 2: Le scelte del governatore

Le ragioni che hanno spinto il governatore pugliese a sostenere il progetto del San Raffaele sono state spiegate dallo stesso Vendola nel corso di una intervista video, di cui vi offriamo la trascrizione a partire dal minuto 5:40:

Taranto 2005 è una città al punto più alto del suo degrado e della sua rovina, è una città governata dalla destra, sta entrando in una situazione di dissesto finanziario, la sanità tarantina è degradata al massimo livello e la città è ammalata di cancro, scoppia di dolore. Allora io non sono in grado con le risorse e le procedure semplici del pubblico di dare in tempi reali una risposta a questa domanda, mi guardo attorno, giro l'Italia, cerco un modello di organizzazione sanitaria che sia anche organizzazione della ricerca e della didattica efficace, trovo l'esperienza del San Raffaele di Milano, mi aiuta perché molti degli interlocutori necessari per un percorso del genere sono destra, e perché io ho bisogno non in venticinque anni, ma in due o tre anni di costruire un'alternativa forte nella città di Taranto. Se io dessi 200 milioni di euro ad una autorità pubblica a Taranto non avrei nessuna certezza di poter mai inaugurare un cantiere ... quindi questo è il problema: quando devo governare devo innanzitutto pensare a come rispondere alla vita e alle domande di quattro milioni e duecentomila pugliesi. Il mio partito quando faccio il governatore si chiama "pugliesi" ... perché la loro vita è più importante di qualunque altro concetto.

Nonostante le affermazioni di Vendola, l'operazione è discutibile su vari fronti: Perché Vendola ha girato solo l'Italia alla ricerca di esperienze valide di sanità privata quando avrebbe potuto girare l'Europa cercando modelli virtuosi di sanità pubblica o aziende più competitive della Fondazione San Raffaele? Chi ci garantisce che questa struttura con una forte componente clericale nel suo DNA non imporrà un inutile accanimento terapeutico ai malati terminali? Chi ci garantisce che questa struttura offrirà la possibilità di ricorrere all'aborto nei termini consentiti per legge? Come mai la Regione Puglia e' cosi' sicura che un ospedale al 100% pubblico non potrebbe mai funzionare? Perché trasformare Taranto nel primo capoluogo di provincia italiano privato di un ospedale che sia pubblico al 100%? In base a quanto riportato dalle cronache, i due ospedali che verranno chiusi per far posto al nuovo centro di eccellenza (il SS. Annunziata di Taranto e il Giuseppe Moscati di Statte) hanno complessivamente 648 posti letto, che scenderanno a 572 nella nuova struttura. Che cosa succederà quando quei 76 letti saranno soppressi? Che interesse avra' la componente "privata" della nuova fondazione a mantenere una sanita' di eccellenza (e quindi piu' costosa) dal momento che a Taranto non ci saranno altre strutture ospedaliere e il nuovo ospedale sara' l'unico presente sul territorio? In altre parole, che interesse ha un monopolista ad offrire il prodotto di migliore qualità al minor prezzo?

Capitolo 3: La guerra tra blogger

Di fronte alla complessità della vicenda, Lannes si lascia prendere dalla foga, e per inseguire la notizia più ghiotta, cioè l'accordo tra il "Governatore Comunista" e il "Prete Imprenditore", si lascia sfuggire alcune inesattezze nel suo articolo, parlando di un "ospedale privato" quando si tratta di una fondazione mista a controllo pubblico, e presentando la decisione nel suo aspetto più "notiziabile", ovvero come una iniziativa individuale di Vendola in combutta con il maligno Verzè e non come la ovvia conseguenza una politica sanitaria aperta alle privatizzazioni, portata avanti nel suo insieme da una amministrazione regionale dove il PD ha più del doppio dei seggi della formazione politica di Vendola.

Ma in quest'epoca di giornalismo partecipativo, dove tutto è verificato da tutti, ogni imprecisione si paga cara. E' così che puntuale come un orologio arriva la replica del blogger "mazzetta", pronto a segnalare che la struttura sanitaria sarà gestita da una fondazione mista a controllo pubblico, e non sarà un "ospedale privato" come dice Lannes.

Da qui si scivola su un terribile piano inclinato di scontro, con una avvelenata controreplica di Lannes, che non scende nel merito delle precisazioni di Mazzetta ma si affretta a definirlo "un anonimo che getta fango e trova credito su alcuni siti. [...] Un soggetto pronto a tutto, soprattutto prono a tutte le esigenze del padrone", insomma uno che "inonda la rete di mistificazioni e cialtronerie"

La guerra tra poveri prosegue con la controreplica di Mazzetta, che sfida Lannes all'Ok Corral, invitandolo ad un confronto pubblico sulla questione: "ti invito formalmente a un incontro pubblico a Bologna, nel quale potrai liberamente dimostrare di non aver scritto le falsità che ti ho attribuito o evidenziare le falsità che avrei scritto io".

E ad ogni botta e risposta, il nodo della questione si allontana sempre di più, l'attenzione si sposta sullo scontro tra i due giornalisti e c'è bisogno di tornare sul punto e a fare un po' di sintesi. Secondo me ha ragione Lannes a dire che l'operazione è discutibile, e ha ragione Mazzetta a dire che per discutere l'operazione con troppa foga Lannes si è lasciato scappare delle inesattezze, peraltro facilmente rettificabili.

Capitolo 4: Per restare deluso devi esserti illuso

Hanno torto invece quelli che si stanno svegliando adesso e diventano antivendoliani solo perché Vendola è stato coerente con il suo modello di servizi a controllo pubblico e partecipazione privata. Perché ora si lamentano della nascita di una fondazione sanitaria controllata dal pubblico al 51% solo perché ha dei soci privati, quando i servizi idrici sono stati gestiti esattamente allo stesso modo?

Dov'era la gente che ora grida al "tradimento" quando Vendola applicava lo stesso modello pubblico/privato all'acquedotto pugliese, sostenendo la forma societaria di una Spa a controllo pubblico e partecipazione privata?

Dov'erano quelli che oggi denunciano l'invasione degli affaristi nei servizi pubblici quando Vendola insisteva nel mantenere l'acquedotto come Spa al punto da spingere alle dimissioni l'ottimo Riccardo Petrella, il fondatore del comitato internazionale per il "Contratto mondiale dell'acqua", che voleva una società idrica pubblica al 100%?

Dov'erano i nemici di Vendola e Verzè mentre tutti i giornali, anche e soprattutto a sinistra, davano spazio e ragione a Vendola quando si è messo contro Petrella e dalla parte dei proprietari dell'acquedotto?

Ma soprattutto, a chi giova questo attacco ad un governatore e ad una politica di pubblica amministrazione dei servizi, di cui si può dire tutto, ma non che sia nuova o incoerente con il passato?

Piaccia o non piaccia, la linea del compagno Nichi è molto chiara: sì al privato, ma a condizione che i servizi funzionino, e questo sì rimane anche se il privato è clericale, di destra, in odore di malaffare, e promiscuamente vicino alla destra berlusconiana, cosa che si può dire di Verzè, ma forse anche di alcuni proprietari dell'acquedotto pugliese.

L'accordo Vendola/Verzè, o meglio l'accordo tra la Regione Puglia e la Fondazione San Raffaele può aver colto di sorpresa solo i disinformati o chi sognava nell'applicazione del socialismo reale in una regione dove il PD fa la parte del leone. Chi è rimasto deluso da Vendola è solo perché si era illuso a suo tempo, chi lo chiama traditore ha sbagliato a ritenere che fosse "arruolato" nell'esercito dell'anticapitalismo, chi lo vorrebbe anticlericale non ha fatto i conti con la forza dei teodem all'interno della coalizione politica che ha sostenuto Vendola alle elezioni.

Capitolo 5: La delibera fantasma

Ma proviamo a lasciar perdere per un attimo gli scontri tra giornalisti e il "processo a Vendola" che stanno avvelenando il ferragosto dell'informazione online, e iniziamo a parlare di problemi concreti. Il primo riguarda la trasparenza.

Indipendentemente da ogni orientamento politico o ideologico, per valutare gli accordi tra la Regione Puglia e la fondazione San Raffaele, bisogna garantire ai cittadini l'accesso alla delibera della Giunta Regionale n. 1154 dell'11 maggio 2010 che stabilisce le regole del gioco per questa nuova struttura sanitaria, e solo dopo aver letto questo testo potremo stabilire al di là di ogni dubbio se si tratta di un "patto dannato" o di un "accordo virtuoso".

Ma purtroppo sul sito istituzionale della regione, nel'apposita sezione "trasparenza" è disponibile soltanto la copertina di questa "delibera fantasma", come abbiamo documentato in questo video:


Il documento in questione non è presente nemmeno sulle pagine della "Sezione Pubblica per l'accesso alle Pubblicazioni del Segretariato Generale della Giunta Regionale"

Capitolo 6: La caccia al tesoro

Noi però non ci scoraggiamo: vogliamo leggere a tutti i costi la "Delibera Fantasma"! E quindi lanciamo ufficialmente una caccia al tesoro: il primo che ci spedirà all'indirizzo info@mamma.am una copia della delibera vincerà un microabbonamento omaggio alla nostra rivista. Farà fede l'ordine dei messaggi di posta elettronica.

Le regole del gioco sono facili: basta presentarsi a Bari nella sede della Giunta Regionale della Puglia, in via Capruzzi 212, e consegnare una copia debitamente compilata del modulo che trovate a questo indirizzo.

C'è anche una seconda prova da superare: capire quanto costa farsi fare una copia di una delibera del Consiglio Regionale, e passare dalla posta perché ovviamente i soldi non si possono consegnare a mano, e anche per una fotocopia da dieci centesimi devi fare un bollettino postale da un euro.

Capitolo 7: rovistando su Internet

Mentre attendiamo i risultati della nostra caccia al tesoro, scavando in rete come talpe segugio abbiamo trovato un'altra delibera della Giunta Regionale pugliese, la 1880 del 6 agosto 2010, intitolata "Avvio anticipato del Programma. Asse 3 Azione cardine Struttura Ospedaliera nella Città di Taranto 'San Raffaele del Mediterraneo'", dove ci sono scritte molte cose interessanti che svelano in parte i contenuti della "delibera fantasma".

Tralasciando il fatto che di solito le cose peggiori della politica di vedono ad agosto e a Natale, va detto che la prima informazione di rilievo è che il "Programma di interventi per la infrastrutturazione della sanità territoriale nei distretti sociosanitari e per l'edilizia sanitaria" costerà alla Regione 310 milioni di euro, di cui 150 destinati al "Polo Materno- Infantile per il Mezzogiorno", 120 da utilizzare per la "realizzazione
dell'Ospedale San Raffaele del Mediterraneo a Taranto
", e altri 40 milioni dedicati alla "realizzazione
interventi sanitari territoriali per il potenziamento della rete delle Case della Salute e delle dotazioni strumentali delle strutture ospedaliere e interventi di edilizia sanitaria
".

La seconda informazione è che c'è un altro "documento segreto" che riguarda questa vicenda: l'atto notarile che ha sancito il patto tra la Asl di Taranto, la Regione Puglia e la Fondazione di "Don" Verzè. Citiamo testualmente dalla bozza ritrovata in rete:

In data 27 maggio 2010 è stato sottoscritto in Taranto presso il notaio dr. Vincenzo Vinci, tra la Regione Puglia, l'ASL Taranto e la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di Milano, l'Atto costitutivo della Fondazione "San Raffaele del Mediterraneo", tra i cui scopi vi è quello della gestione sperimentale dell'Ospedale "San Raffaele del Mediterraneo" di Taranto, la cui realizzazione sarà effettuata dalla stessa Fondazione con la procedura del leasing in costruendo e presso il quale, a regime, confluiranno le attività attualmente svolte presso le strutture "SS.Annunziata" di Taranto e "S.G. Moscati" di Statte.

E qui entriamo in un mondo misterioso, dove non si capisce bene che cosa sia la gestione sperimentale di un ospedale, nè che cosa preveda la procedura del "leasing in costruendo", nè quanto tempo ci vorrà prima di arrivare "a regime" e far convergere sul nuovo "San Raffaele" le attività degli ospedali di Taranto e Statte. Prima o poi qualcuno ci spiegherà.

La terza informazione è che sessanta milioni di euro stanno già prendendo il volo verso le casse della neonata fondazione "San Raffaele del Mediterraneo", senza che i "normali cittadini" come me abbiano avuto la possibilità di leggere o discutere il testo degli accordi contenuti nella "delibera fantasma" assente dal sito della Regione.

Il bonifico da sessanta milioni è già pronto per partire, basterà attendere "a valle dell'espletamento della procedura Analisi Costi Benefici presso il Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici in Puglia". E speriamo che almeno loro possano avere in mano tutte le carte per valutarlo, questo "benedetto" investimento pubblico.

Capitolo 8: La lettera di Don Verzè e il progetto del San Raffaele

Nel bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 135 del 31-8-2009 è contenuta una interessante lettera di "Don" Verzè, indirizzata al governatore Vendola, in cui si preannuncia la riduzione del 12% dei posti letto rispetto a quelli disponibili nei due ospedali che verranno chiusi, Verzè racconta che il progetto del nuovo ospedale "è stato elaborato con la valida collaborazione delle strutture politiche e tecniche della Sua Amministrazione" (e così sono bravi tutti a farsi approvare i progetti, se te li scrive l'ente che deve valutarli), e si batte cassa spiegando che "sono state prospettate al Governo centrale la necessità di una rapida approvazione del Piano Attuativo Regionale, la pronta disponibilità di cassa dei relativi fondi e lo stanziamento della quota di finanziamento mancante a garantire la realizzazione della struttura".

A seguire, oltre cinquanta pagine con il "Progetto Tecnico-Sanitario per la costruzione del nuovo ospedale di Taranto", in cui si scrive tra le altre cose che la Puglia "è fra le regioni con la minore dotazione di posti letto pari a 4,06 posti letto per mille abitanti rispetto ad una media italiana di 4,5". Ma allora perché a Taranto vuoi diminuire i posti letto del 12 per cento? Misteri della sanità di eccellenza. In ogni caso il documento integrale merita di essere sfogliato perché ricco di informazioni interessanti.

Capitolo 9: La Fintecna di Letta e Tremonti e gli accordi col comune di Taranto

Un altro problema riguarda gli accordi tra il comune di Taranto e Fintecna, la SpA finanziaria controllata al 100% dal ministero dell'Economia, che ha come Presidente e amministratore delegato Maurizio Prato, ex presidente di Alitalia e dell'Agenzia del Demanio, che a sua volta ha come referenti politici: Gianni Letta, sottosegretario di Silvio Berlusconi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e Giulio Tremonti Ministro dell'Economia.

Questi accordi possono essere riassunti come segue: Fintecna riqualifica a zona di "verde attrezzato" una piccola area di sua proprietà nel quartiere "Paolo VI", lo stesso in cui sorgerà la nuova fondazione, e contemporaneamente cede al Comune di Taranto 32 ettari di terreno destinati al nuovo "Centro di Eccellenza", ricevendone in cambio altrettanti per costruire alloggi all'interno di una zona edificabile. E ora il domandone: secondo voi chi ha portato a casa l'affare, il Comune o la Fintecna SpA?

L'accordo è stato messo nero su bianco l'11 gennaio scorso dal Consiglio Comunale di Taranto, con una apposita delibera (che a differenza di quella regionale è disponibile su internet) in cui si prevede espressamente lo "scambio" di terreni con Fintecna e l'amministrazione Comunale dal canto suo

si impegna a mantenere l'attuale destinazione urbanistica dell'area occupata dal Polo ospedaliero "Santissima Annunziata" finalizzata a distretto sanitario già previsto e/o a Residenze Socio Sanitarie per Anziani, nonché a dotare l'area del SS.Annunziata degli standard di quartiere (verde, parcheggi pubblici, ecc).

E qui nasce la domanda: da dove arriveranno i soldi per questa riqualificazione del vecchio Ospedale? La regione ha stanziato qualche finanziamento anche per questa attività oppure si farà tutto a spese del Comune?

Chi deciderà se alla fine in quel'area ci sarà un "distretto sanitario già previsto" oppure delle "residenze socio sanitarie per anziani"? Personalmente preferirei che al SS.Annunziata rimanga almeno un pronto soccorso per evitare agli ammalati gravi di dover fare in urgenza la strada fino al quartiere Paolo VI, magari restando intasati nel traffico cittadino. A chi mi devo rivolgere?

Allegati

  • La delibera del consiglio comunale di Taranto datata 11 gennaio 2010 in cui si stabiliscono gli accordi con la Fintecna SpA
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  • La lettera di Verze' a Vendola (9670 Kb - Formato pdf)
    Il bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 135 del 31-8-2009, dove è contenuta una interessante lettera di "Don" Verzè, indirizzata al governatore Vendola, in cui si preannuncia la riduzione del 12% dei posti letto rispetto a quelli disponibili nei due ospedali che verranno chiusi.
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  • Delibera della Giunta Regionale pugliese n. 1880 del 6 agosto 2010 -"Avvio anticipato del Programma. Asse 3 Azione cardine Struttura Ospedaliera nella Città di Taranto "San Raffaele del Mediterraneo"
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