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In politica anche la matematica e' un opinione

Tra i grillini "ognuno vale uno"? Seeee... magari!

Per l'assegnazione di una poltrona da consigliere regionale sono stati introdotti improbabili coefficienti correttivi
26 aprile 2010 - Ulisse Acquaviva

 

Viene tristezza a spernacchiare gli stessi per due volte di fila, perche' poi pensano che ce l'hai con loro. Ma certe cazzate gridano vendetta al cielo.

Riassumiamo i fatti. Alle elezioni regionali del 28/29 marzo il candidato cinquestelle Giovanni Favia ha preso una caterva di voti, tali da risultare eletto in due circoscrizioni: a Bologna con 9.273 preferenze e a Modena con 2.148 preferenze. Dopo aver escluso l'ubiquita', la bilocazione o la clonazione del Favia, si e' reso necessario assegnare uno dei due seggi al primo dei non eletti in lista

E qui arrivano problemi con la traduzione del voto dalla "X" all'italiano e con la moltiplicazione per uno del numero dei votanti, che almeno sulla carta dovrebbero essere facilmente risolvibili in un partito dove si urla che "uno vale uno" e che gli eletti devono solo eseguire il mandato degli elettori.

E allora vediamolo questo mandato: Tra gli 11421 cittadini emiliani che hanno votato Favia, ben 9273 hanno detto "ti vogliamo consigliere nella circoscrizione di Bologna", e quindi la cosa piu' logica da fare era farsi eleggere a Bologna e lasciare il posto libero a Modena, dove la prima dei non eletti era la candidata Sandra Poppi con 717 preferenze. Ma a sorpresa Favia si e' preso Modena e ha lasciato il seggio di Bologna ad Andrea Defranceschi, votato da soli 376 elettori. Ma se uno vale uno, il posto da lasciare libero non doveva andare a chi aveva preso piu' voti?

Fin qui la cronaca dei fatti, gia' ricostruita abbondantemente dalla stampa di destra con lo scopo di dare addosso a Grillo e alla pagliuzza dei suoi seguaci fregandosene delle travi politiche negli occhi di chi gli getta gli ossi della paghetta.

Ma oggi siamo qui per superare la cronaca avventurandoci nell'analisi di questi fatti e dei meccanismi decisionali. Partiamo dalla versione fornita dai diretti protagonisti di questa decisione, che hanno realizzato un simpatico video pubblicato sul sito Beppegrillo.it dallo staff del comico genovese, dove si spiega perche' alla fine in Emilia Romagna e' andato su quello che aveva preso meno voti.

In sintesi questo e' quello che si racconta nel video:

1) Minuto 1:20 Non poteva esserci "una forma piu' democratica e piu' largamente condivisa di quella che abbiamo adottato noi (Noi chi?) ai fini di eleggere il secondo consigliere"

(Ma le elezioni non c'erano gia' state con delle chiare indicazioni di preferenza? Chi ha deciso che ci volevano delle ulteriori votazioni, e perche' queste regole sono state decise e introdotte solo dopo il voto?)"

2) Minuto 1:29 Favia era capolista anche a Modena perche' c'erano due correnti, di cui una minoritaria capeggiata dal consigliere comunale eletto l'anno scorso. 

(Minchia, non contate nulla e gia' vi spaccate in correnti? Ma non c'era una carta dei comuni a cinque stelle che doveva essere la linea guida per tutti proprio per escludere la possibilita' di creare correnti individuali in base a quello che passa per la testa di ogni singolo grillino? Parlare di questo scisma vorrebbe giustificare tra le righe perche' la candidata di Modena Sandra Poppi e' stata lasciata a casa pur avendo preso piu' voti di chi e' andato in consiglio regionale assieme a Favia? Era forse parte di una corrente modenese minoritaria e molesta che faceva solo casino?)

3) Minuto 1:55  A Bologna i candidati non hanno fatto campagna elettorale a livello personale come e' accaduto invece a Modena, ma hanno lavorato per la causa senza personalismi, per sostenere il candidato Favia. 

4) Minuto 3:04 Quindi a causa di queste differenze tattiche nella campagna elettorale realizzata nelle due diverse province, col cazzo che uno vale uno: "LE PREFERENZE SULLA PROVINCIA DI MODENA E SULLA PROVINCIA DI BOLOGNA, LO CAPITE DA SOLI, NON SONO MINIMAMENTE PARAGONABILI, QUINDI NON SI POSSONO RAFFRONTARE E PARAGONARE LE 717 PREFERENZE OTTENUTE A MODENA DA SANDRA POPPI CON LE 371 PREFERENZE DI ANDREA DEFRANCESCHI OTTENUTE A BOLOGNA".

E qui basta aver fatto il primo quadrimestre della terza media per cogliere la portata matematica della cazzata. Se neghi a chi ha preso piu' voti il diritto di avere un seggio, sei tu che stai "raffrontando e paragonando le preferenze di Modena con quelle di Bologna, decidendo arbitrariamente che a Modena non e' mica vero che "ognuno vale uno": ognuno di quei voti vale poco piu' di mezzo voto bolognese, se e' vero come e' vero che non ne sono bastati 717 per avere una chiara indicazione di voto a favore della Poppi. (Se poi il problema era togliersi la Poppi dai coglioni per ragioni interne vostre, basta dirlo senza menarla troppo con le "forme democratiche e largamente condivise"). Ma se diamo per assodata la buona fede e la sincerita' dei grillini la logica conseguenza e' il

PRIMO TEOREMA DEI GRILLINI EMILIANO-ROMAGNOLI:

1 voto espresso a Modena <= 0,5174337 voti espressi a Bologna

COROLLARIO: Fini dovrebbe incazzarsi a morte con Berlusconi e chiedere una nuova conta di tutti i seggi nelle regioni amministrate dal PDL rinegoziando i seggi ottenuti con opportuni coefficienti correttivi che tengano conto del peso mediatico del premier nell'influenzare l'elettorato. Ma si sa, gli antidemocratici di destra non ci tengono a usare questi raffinati strumenti di democrazia che danno pesi diversi a voti ottenuti in province diverse.

5) Minuto 3:25 "A questo punto, di comune accordo con tutte le province, Modena compresa, abbiamo deciso di dar vita a delle primarie per scegliere il secondo consigliere, da noi definite secondarie (...) per non fare una scelta autoritaria che pendeva dall'alto, ma per scegliere tramite la base (...) avevano diritto al voto 40 persone (...) i 40 candidati al consiglio regionale". 

(Ma la base elettorale degli aventi diritto al voto non aveva gia' espresso le sue preferenze? Che bisogno c'era di fare una nuova consultazione interna creando una "base d'elite"? E poi i candidati nelle varie province non erano 36? Da dove sono spuntati gli altri 4?)

6) Minuto 5:18 "La votazione finale ha dato un esito di 31 voti per Andrea Defranceschi, 8 voti per Sandra Poppi, piu' un astenuto". Da qui nasce il

SECONDO TEOREMA DEI GRILLINI EMILIANO-ROMAGNOLI

40 candidati consiglieri possono ribaltare una indicazione di preferenza tra due candidati gia' espressa col voto da una base elettorale di 717+376=1093 aventi diritto al voto.

Da cui deriva il seguente

COROLLARIO

1 voto di preferenza espresso da un candidato consigliere con una votazione informale decisa post-voto dai candidati consiglieri

e' >= (maggiore o uguale di)

27,325 voti di preferenza espressi da liberi cittadini con votazioni regolari 

E anche qui col cazzo che uno vale uno: se sei candidato consigliere uno vale quasi trenta.

Unendo il primo teorema con il secondo si ha il seguente

TEOREMA UNIFICATO DEI GRILLINI EMILIANO-ROMAGNOLI

Se sei un modenese del cazzo, il tuo voto vale meta' di un bolognese normale, ma se sei un modenese candidato consigliere il tuo voto vale trenta volte quello di un bolognese normale, e quindi sessanta volte il voto di un modenese del cazzo.

COROLLARIO:

Se proprio devi nascere a Modena, almeno candidati a consigliere regionale, altrimenti tu non vali un cazzo e qualcun altro conta sessanta volte piu' di te.

E chiudiamo con una considerazione di validita' generale: in definitiva tutta questa vicenda squallida, triste e meschina non e' altro che una delle tante dimostrazioni sul campo della prima e fondamentale legge sulla stupidita' di Carlo Maria Cipolla:

Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

 

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