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Dal centro sociale Casapound rispondono al nostro editoriale, e noi gli controrispondiamo.

"Prima di giudicare Ciarrapico, dovete sentirlo parlare". Ah si?

Si', ma se a noi non interessa quello che ha da dire come la mettiamo? Possiamo giudicarlo basandoci solo sulla sua fedina penale?
22 aprile 2010 - Ulisse Acquaviva

Vignetta di Marco Scalia su Ciarrapico

Il 21 aprile abbiamo pubblicato un editoriale molto critico sull'apparizione del faccendiere-senatore-editore Ciarrapico in uno dei templi della destra giovanile. La replica non si e' fatta attendere, e lo stesso giorno ci ha scritto nientemeno che il vicepresidente di Casapound. E noi proseguiamo il carteggio.

Qui di seguito trovate la mia controrisposta:

Salve Simone,

ti rispondo per punti.

1) Proprio perche' non sono venuto, pur esercitando il mio diritto di esprimere opinioni anche su eventi a cui non ho partecipato, ho scritto nel mio articolo "ditemi che ha detto di interessante Ciarrapico e mi rimangio tutti i miei pregiudizi espressi fin qui". Purtroppo quello che hai scritto non e' bastato a farmeli rimangiare, anzi.

2) La tua risposta e' stata illuminante: la presenza di Ciarrapico tra voi andava letta con la macchina del tempo. Nel 2010 un uomo che fa parte dal 2008 dell'attuale regime (quello che manda i neri a morire in Tunisia o li spinge al suicidio nei lager di stato) puo' parlare di "editoria non conforme" perche' prima di essere condannato in via definitiva negli anni '90 (per sfruttamento del lavoro minorile, bancarotta, finanziamento illecito ai partiti e altri reati) aveva stampato negli anni '70 dei libri su una guerra degli anni '40, in cui si evidenziavano le ombre e le devianze aberranti della lotta armata che voleva rovesciare i predecessori di Ciarrapico, cioe' il regime di prima (quello che invece di mettere i neri in barca verso la Tunisia metteva gli ebrei sui treni verso Mathausen). Poi a quanto pare qualcuno ha trovato da ridire su quei libri e ha sporto denuncia, sono state fatte delle indagini, ma non essendo stato rilevato nulla di illegale non ci sono state conseguenze. Ho capito bene? E' bastata una indagine che ha fatto cilecca per trasformare Ciarrapico in un eroe dell'"editoria non conforme" perseguitato dal "pregiudizio antifascista" della "magistratura politicizzata"? Mi fermo qui prima che mi salti via il tasto delle virgolette dal computer.

3) Non credo nel finto pluralismo sdoganatore che in nome della "pluralita' di visioni" da te millantata da' dignita' di intellettuale e conferenziere anche a pregiudicati, criminali, delinquenti e imbroglioni. Per me un imbroglione non ha nulla da insegnarmi, magari mi sbaglio e il mio e' un pregiudizio, ma siccome la mia vita non e' infinita preferisco impiegare diversamente il tempo limitato che ho per informarmi, evito di ascoltare le prediche degli imbroglioni, e porgo l'orecchio a persone che ritengo degne di stima, o perlomeno incensurate. Sono anni che ascoltate Ciarrapico e leggete i suoi libri, hai mai provato ad ascoltare Raimon Panikkar e a leggere i suoi libri? Probabilmente non sai nemmeno chi e' Panikkar, perche' Ciarrapico, Mediaset, Mondadori e la Rai lottizzata cercano da sempre di assorbire la nostra attenzione.

4) Per me pluralismo non e' far parlare Dell'Utri e i suoi compari gridando alla censura se qualcuno si e' legittimamente rotto le balle di Dell'Utri e dei suoi compari, ma anche dei libri fiume su Dell'Utri e i suoi compari scritti dagli anti-Dell'Utri e i suoi compari che organizzano manifestazioni contro Dell'Utri e i suoi compari per la liberta' di parlar male di Dell'Utri e i suoi compari sulla televisione controllata dal partito di Dell'Utri e i suoi compari. Per me il pluralismo che potreste esercitare voi dalla vostra posizione dovrebbe aiutare a superare la centralita' di Dell'Utri e dei suoi compari nella vita pubblica, politica, giudiziaria, culturale e antagonista del paese, una centralita' che appiattisce perfino gruppi come il vostro sulle vecchie cariatidi ammuffite del potere dominante. La pluralita' di visioni che potreste vantare dovrebbe far parlare la gente onesta che non si considera di sinistra e si sente estranea alla retorica di finta opposizione. La "non conformita'" che potreste valorizzare e' quella delle persone competenti e per bene che votano il partito di Dell'Utri e i suoi compari tappandosi il naso, ma non sono contente delle politiche di quel partito e vorrebbero che per contrastare le malefatte di mafia simili a quelle per cui sono stati indagati Dell'Utri e i suoi compari si trovino almeno i soldi per comprare la benzina e le risme di carta alle forze di Polizia.

5) Per questa ragione la tua risposta non mi convince, i meriti che attribuisci a Ciarrapico per elevarlo al rango di maestro della non conformita' editoriale mi sembrano deboli e anacronistici, e continuo a esprimere le mie riserve sul pluralismo sdoganatore della vostra iniziativa. Tuttavia non mi ritengo "obnubilato dal feticcio discriminante dell'antifascismo" come tu dici, altrimenti avrei dato retta a chi mi ha consigliato di non scrivere l'articolo sul palcoscenico che avete allestito per Ciarrapico perche' "senno' ti bruciano la macchina, quelli non scherzano". Inoltre ho da tempo rimpiazzato l'antifascismo con la nonviolenza nel mio orizzonte culturale, perche' ritengo piu' coerente lottare con il potere della parola, contro tutte le violenze, anche quelle di oggi, anche quelle compiute da Ciarrapico e dal governo che sostiene.

Detto questo, restano in sospeso alcuni dubbi lasciati irrisolti dalla tua risposta:

1 - Una volta la parola "onore" non faceva parte del vocabolario della destra giovanile? Che fine ha fatto? Il concetto di onorabilita' della destra non comprendeva anche la pulizia della fedina penale al netto dei reati di opinione?

2 - Se venissero ritrovati degli scritti di Toto' Riina con una ricerca storica sulle foibe, questo darebbe anche a lui dignita' di potenziale conferenziere e maitre-a-penser nel vostro centro sociale in nome della "pluralita' di visioni"?

3 - Anche ammesso e non concesso che Ciarrapico abbia scritto cose vere nei suoi libri (cosa di cui e' lecito dubitare fino a prova contraria visto che il personaggio in questione ha manipolato libri perfino quando erano libri contabili) non c'era proprio nessun altro che aveva scritto le stesse cose in passato e che avrebbe potuto raccontare meglio di Ciarrapico la resistenza ricevuta da certi ambienti culturali ad ammettere certi lati oscuri della storia?

4 - Per parlare di "editoria non conforme" l'unico "argomento tabu'" era il revisionismo di Ciarrapico su fatti degli anni '40 che e' stato oggetto di indagini negli anni '70, o sarebbe stato interessante anche parlare di altre forme piu' attuali di "non conformita'" alla cultura dominante? Per scendere sul concreto, caro Simone, un sacco di riviste, tra cui probabilmente anche molte riviste culturalmente vicine a voi, chiuderanno perche' Dell'Utri e i suoi compari hanno abolito le tariffe agevolate per gli abbonamenti postali. Questa decisione approvata in un giorno con un decreto lampo non sarebbe stata un argomento piu' interessante per discutere di editoria "non conforme" alle nuove regole di mercato che nulla daranno alle piccole riviste che ti piacciono, ma assegnano una parte delle tue tasse anche ai giornali comunisti che disapprovi?

5 - In ultima analisi, tra di voi non c'e' proprio nessuno che abbia meno di 75 anni e che abbia alle spalle esperienze di "editoria non conforme" da poter discutere in un evento pubblico lasciando a casa Ciarrapico, i suoi precedenti penali, le sue scorribande editoriali e la sua doppia morale che ieri denunciava i crimini dei partigiani e oggi tace su quelli dei leghisti? Non vi rendete conto che la vostra lista di invitati comprende solo persone dai 50 anni in su? Che fine ha fatto la vostra generazione? Per animare dibattiti come relatori e non solo come portabottiglie d'acqua dovra' aspettare che muoiano tutti i vecchi dinosauri?

Resto in attesa fiduciosa di un riscontro a queste domande, e ti ringrazio per la tua pronta e cortese risposta al nostro articolo. Nel frattempo se vorrete invitare a Casapound qualche altro censurato dalla sinistra al caviale posso metterti a disposizione un lungo elenco di giornalisti e scrittori "non conformi" con una fedina penale e un curriculum molto piu' interessanti e rispettabili di quelli sfoggiati da Nonno Ciarrapico.

Cordiali Saluti

Ulisse Acquaviva

 

 

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