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Continua la lotta di Mamma! per la libera espressione (anche fuori da Rai e Repubblica)

La piazza non basta: noi andiamo anche in tipografia

La situazione dei media e' gravissima, e non e' sufficiente farsi sentire per strada. Contro il degrado dell'informazione italiana, nasce una rivista di giornalismo che fa satira a fumetti. Niente Pubblicita', niente Padroni, niente Partiti: ci siamo solo noi e i lettori. Accorrete numerosi e abbonatevi, anche solo per fare dispetto al nano di Arcore.
12 settembre 2009 - Carlo Gubitosa

Mamma! fa il giro del mondo ed entra nell'olimpo dei marchi universalmente riconosciuti.

E poi non venite a dirci che siamo di quelli che scendono in piazza un paio di ore all'anno e poi tornano a casa a grattarsi le balle. Qui nella redazione di Mamma! siamo sulle barricate da febbraio scorso, e abbiamo regalato al Paese centinaia di ore di lavoro gratuito con una redazione telematica di trenta validissime penne e matite che ha prodotto piu' di 1200 articoli visitati 100 mila volte nell'arco di questi mesi.

Tra poche ore andremo in stampa con il primo numero della nostra rivista, che vanta come curriculum di tutto rispetto le ottime cose fatte finora sul sito.

Oltre ad una immensa e ininterrotta produzione satirica quotidiana di vignette e corsivi graffianti, su Mamma! abbiamo fatto reportage dalle disastrate tendopoli abruzzesi quando la tv diceva che andava tutto bene, abbiamo documentato dati alla mano lo sciacallaggio dei mercati azionari, ci siamo schierati con i pompieri che fanno turni di 16 ore in Abruzzo, abbiamo messo in circolazione un finto manifesto razzista talmente stronzo e ben fatto da essere adottato da leghisti veri, abbiamo lanciato la campagna contro l'abbandono dei migranti per aiutare il governo troppo occupato con l'abbandono dei cani, siamo stati il primo organo di informazione italiano a pubblicare in rete le foto di Villa Certosa sfidando a viso aperto e senza quattrini le minacce di querela del capo d'Italia, abbiamo dato voce ai satiri iraniani che hanno boicottato la biennale di satira di Teheran, abbiamo raccontato con ironia e cattiveria i problemi delle associazioni che sostengono le famiglie con bambini distrofici nel totale disinteresse delle istituzioni, tra una vignetta e l'altra abbiamo partorito lucidissime analisi sulla lotta alla mafia che non ascolterete mai nelle parate di Stato, abbiamo rivelato i piani segreti del vaticano per schedare i cantanti dei centri sociali, abbiamo annunciato pubblicamente la nostra disobbedienza civile a tutte le leggi bavaglio che limitano il nostro diritto di fare informazione, abbiamo svelato le magagne fiscali di grandi stilisti nascoste dalla stampa nostrana, ci siamo ribellati ai provvedimenti punitivi contro i professori colpevoli di "troppa laicita'", siamo scoppiati dal ridere quando abbiamo visto gli errori madornali (e anche un po' razzisti) contenuti nelle istruzioni per il voto trasmesse in TV, con le penne intinte nella rabbia per i risultati europei abbiamo denunciato l'autolesionismo della nostra sinistra radicale, e non contenti abbiamo fatto le pulci pure agli apparati della sinistra al caviale sfidandola in casa, dalla rossa Bologna fino ai livelli istituzionali piu' alti, abbiamo denunciato il razzismo strisciante dei grandi quotidiani, siamo stati tra i pochi a dare il giusto rilievo ai dati Onu sulla condizione femminile nel mondo, abbiamo denunciato le condizioni di vita delle minoranze oppresse, a Gaza come nei Cpt italiani, abbiamo fatto le pulci anche ai giornalisti piu' precisi d'Italia, siamo riusciti a capire quanto costa davvero l'alta velocita', abbiamo provato a salvare dalla distruttiva cooptazione dei partiti giovani promesse della sinistra e vecchie glorie dell'astrofisica, ci siamo espressi sulla costruzione chirurgica della gnocca su misura, abbiamo fatto parlare insegnanti, maghi censurati dalla TV di stato, giornalisti comunisti imbavagliati da direttori stalinisti, satiri braccati da pezzi grossi del PD, vescovi di frontiera ignorati dal vaticano e perfino vip sfuggiti alla droga per denunciare gli imprenditori che "usano l'italia a presa di culo". 

Ma soprattutto ci siamo divertiti un sacco a fare e scrivere tutte queste cose con la passione e l'entusiasmo che ci hanno accompagnato sin dall'inizio di questo progetto.

E il bello e' che tutto questo lo abbiamo fatto gratis, ritagliando tempo alle nostre vite e ai nostri lavori "veri": immagina soltanto per un attimo che cosa potremmo fare con duemila abbonati che ci rendono liberi di fare satira e informazione a tempo pieno, e pensa se ti piacerebbe essere uno di questi duemila.

Se anche tu vuoi scommettere su questo progetto di autodifesa dai virus culturali e su questo gruppo di autori liberi che lotta con penne e matite.contro la stupidita' dilagante, fai una libera donazione per ricevere una copia saggio della nostra rivista. Poi deciderai se abbonarti, ma nel frattempo ricordati: se ci leggi e' giornalismo, se ci quereli e' satira.

(Clicca sul pulsante qui sotto per fare una libera donazione. Riceverai a casa una copia saggio della rivista)

 

 

La squadra della rivista

 

Vignette

Massimo Bucchi Sergio Staino Ellekappa Gianni Allegra Danilo Maramotti Mauro Biani Bertolotti & De Pirro Bicio Fabbri  Pillinini Frago MP PV Stefano Antonucci Lele & Fante Fifo Rasori & Sommacal Francesco Schietroma Lele Corvi Zurum Pier Franco Brandimarte Betty Greco Carlo Crudele Enrico Bertuccioli Umberto Romaniello Darix Bubbamara Giulio Laurenzi

Fumetti 

Flaviano Armentaro Marco Scalia Makkox Kanjano Patrick Chappatte (lo straniero) Maurizio Boscarol

Scritti

Carlo Gubitosa, Marco Vicari Andrea Frau (Tabagista) Riccardo Orioles Sergio Nazzaro Alberto Puliafito Antonella Marrone Flyfra Ulisse Acquaviva Roberto Bonzio Paolo Limonta  Gianpiero Caldarella

Foto 

Andrea Semplici

 

Se vuoi sostenere questo sito, Richiedi uno dei nostri libri e combatti con noi il degrado culturale.

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Mamma! e' una rivista autoprodotta e diffusa solo su abbonamento.

I satiri, i fumettari e i giornalisti di Mamma! condividono un progetto ambiziosorealizzare la prima rivista italiana di giornalismo illustrato e satira d'inchiesta libera da Padroni, Pubblicita', Prestiti bancari e Partiti politici, le "quattro P" che inquinano e avvelenano l'informazione italiana.

Ma per raggiungere questo obiettivo non possiamo restare soli, e abbiamo bisogno del sostegno dei nostri lettori. Non vogliamo fare debiti, ne' chiedere soldi alle banche, ne' cercare finanziatori: faremo solo quello che riusciremo a permetterci, e i contenuti del nostro sito resteranno sempre e comunque gratuiti.

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