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Seppelliti dalle macerie della burocrazia, con stipendi arretrati e il cambio che non arriva mai

Pompieri dispersi in Abruzzo: il Governo se li e' scordati li'

Sedici ore di turno al giorno per una settimana, e sette euro di straordinario l'ora: molto piu' convenienti di un'ora di volo da Roma a Villa Certosa con la stiva piena di zoccole. Ma anche con prezzi cosi' bassi, la paga non arriva.
7 settembre 2009 - Ulisse Acquaviva

Locandina del film "I Pompieri"

Al Campo Base di Monticchio (AQ) un gruppo di Vigili del Fuoco ribelli sta piantando un casino, e ha proclamato uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni in cui sono costretti a lavorare. E' tutto scritto in un comunicato del 7 settembre: i pompieri spompati lavorano "16 ore al giorno, per turni di una settimana, alla fine della quale dovrebbero ricevere il cambio da personale fresco", ma il cambio non arriva, e i soldi neppure.

"Ad oggi - prosegue il comunicato - gli straordinari che sono stati pagati sono quelli del primo turno, quelli di coloro che sono intervenuti immediatamente dopo il sisma, per il resto, attualmente non vi sono soldi". Non vi sono soldi? Ma noi non eravamo il paese che ha rifiutato gli aiuti offerti dall'estero perche' "siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze" e "siamo un popolo fiero e di benessere"? I soldi, la fierezza e il benessere sono finiti tutti negli aerei di stato, nella fierezza di trombare e nel benessere di Villa Certosa?

Sia come sia, i Vigili del Fuoco non sono invitati a riposarsi nella Villa sarda di Puttanopoli, e rimangono nelle tendopoli abruzzesi. "L' amministrazione, con decisione unilaterale, ha deciso di allungare il periodo di permanenza in Abruzzo di alcuni giorni, non ha fornito spiegazione alcuna", raccontano incazzati.

Spiegano che "il personale è stanco di essere pagato con una pacca sulle spalle data dal potente di turno, e di essere invece trattato come uno zerbino da una amministrazione disattenta ai bisogni dei lavoratori". Sti Vigili del Focolare saranno valorosi, ma non hanno capito come va il mondo. Se una trombata del potente di turno vale una candidatura o una bustina da qualche migliaio di euri, perche' loro non imparano a monetizzare le pacche sulle spalle e altre forme piu' leggere di contatto fisico? Varranno un po' meno, ma qualcosa se ne dovra' pur ricavare. 

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