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Nella vita c'è sempre chi dà voti alla tua fede, e perchè la scuola dovrebbe fare eccezione?

Scrutinateci anche l'anima, tanto ci siamo abituati

Basta con l'ipocrisia laica: riconosciamo alle religioni il sacro e santo diritto di farsi i cazzi nostri. Anche a scuola.
13 agosto 2009 - Ulisse Acquaviva

In Italia non c'e' piu' spazio per il ragionamento, e le posizioni da prendere te le detta il Kamasutra oppure il gruppo a cui appartieni. E' per questo che la bagarre tra chi ha festeggiato e chi ha fischiato per l'esclusione dei prof di religione dagli scrutini non ha lasciato spazio all'approfondimento: uno scontro tra preti e mangiapreti senza esclusione di colpi, abbasso il Papa e viva Gesu'.

Ma qui su Mamma! si ha la brutta abitudine di ragionare, e allora partiamo dai fatti: tutto 'sto casino comincia con una sentenza del Tar del Lazio, che afferma un principio chiaro ma discutibile: sulla fede non si danno i voti perche' e' una questione privata e lo stato deve farsi i cazzi suoi senza dare punti di merito a chi e' piu' religioso.

Detto in legalese: "un insegnamento di carattere etico e religioso, strettamente attinente alla fede individuale, non può assolutamente essere oggetto di una valutazione sul piano del profitto scolastico". Ed e' proprio l'enorme ipocrisia di questa affermazione che ci spinge a stare dalla parte dei prof di religione che insistono a voler dare i voti.

La fede individuale ti viene valutata a punti nelle scuole private, dove chi non e' sposato in chiesa fatica a trovare lavoro; le scelte di vita sono valutate nelle cerimonie di stato, come sa bene Adele Parrillo sbattuta fuori dai funerali per i morti di Nassiriya solo perche il suo compagno Stefano Rolla era morto senza prima averla sposata; le scelte individuali sono valutate e giudicate anche in ospedale, dove non puoi assumerti la tutela legale di chi ami se quella persona ha un sesso uguale al tuo; i punteggi alla fede li danno anche ministri e capi di governo quando teorizzano la superiorita' di certe civilta' rispetto ad altre a nome di tutto il popolo italiano.

E quindi perche' lasciare che questa foglia di fico del Tar del Lazio copra le vergogne di uno stato confessionale dove la vita e' molto piu' facile se sei etero, cattolico, sposato in chiesa e amico del parroco? Perche' illudere i ragazzi innocenti dei licei dipingendo un mondo dove la fede e' nell'anima e la morale non e' stabilita per legge? Se vanno a scuola per imparare, che imparino subito la lezione piu' importante: se sei abbastanza furbo da dire le cose giuste a chi ti parla di religione, la vita ti dara' dei punteggi alti anche se poi a casa ti fai le pippe dopo aver toccato fugacemente il culo alle escort del papi.

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