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Le differenze di casta tra elettori ed eleggibili alla base di una "democrazia" evoluta

Clamorosa esclusione di Attilio dalle primarie del PD

Una vita dedicata agli ideali del PCI-PDS-DS e poi il PD gli sbatte la porta in faccia. Ma noi di Mamma! ci ribelliamo.
13 luglio 2009 - Ulisse Acquaviva

Vediamo se ho capito bene: a quanto mi dicono la democrazia e' quella roba che si sono inventati secoli fa un gruppo di intellettuali greci bisessuali con l'idea strana di far decidere le cose al popolo e non ai capi.

Siccome e' un casino far decidere tutto a tutti, allora con il voto si sceglie in mezzo al popolo qualcuno che ha la responsabilita' di decidere, e quel qualcuno puo' essere anche uno qualunque, e non necessariamente il membro di una ristretta cerchia di eleggibili.

E dopo migliaia di anni di perfezionamento di questa idea, arriviamo al partito che oggi ha fatto della democrazia il suo cavallo di battaglia, la sua ragione sociale, il suo marchio di fabbrica, la sua unica connotazione ideologica.

Per votare alle primarie non c'e' nemmeno bisogno della tessera, se fai numero nessuno ti viene a chiedere se sei di Forza Nuova o se sei un emissario del PDL inviato per sostenere i candidati piu' mosci e adatti all'inciucio. Basta pagare qualche soldino e puoi esprimere il tuo voto senza troppe formalita'.

Ma se vuoi esprimere la tua disponibilita' a formulare un progetto politico e vuoi candidarti per realizzarlo allora sono cazzi tuoi, e la ricetta e' complicatissima.

1) prendi la tessera e non fare troppo casino come Grillo senno' te la negano.

2) Per presentare la candidatura raccogli almeno 1500 firme in 5 diverse regioni.

3) Se sei riuscito a presentare la candidatura, per fare in modo che la candidatura sia accettata devi raccogliere consenso nelle pre-primarie che si svolgono tra gli iscritti a norma dell'articolo 9 comma 6 dello statuto PD: "risultano ammessi all'elezione del segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il 15% dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome".

4) Se ci hai capito qualcosa e nelle pre-primarie hai raggiunto le percentuali richieste (qualunque esse siano) puoi partecipare alle primarie di ottobre e vedere se ti vota abbastanza gente, pregando che i vertici del partito non mandino tutto a puttane con qualche vizio di forma per fregarti all'ultimo minuto. Tutto chiaro no?

In questa fattoria degli animali i porci hanno cambiato le scritte sui muri e hanno deciso che tutti gli iscritti al PD sono uguali, ma alcuni sono piu' uguali degli altri. Quelli "piu' uguali" sono gli uomini di apparato inchiodati alle poltrone da sempre, che hanno le strutture e il potere necessari per mettere insieme i numeri che soddisfano i requisiti dello statuto e tengono gli altri fuori dalle primarie del partito. A ottobre paga il tuo euro e vota anche senza tessera, ma se vuoi essere votato avrai la vita difficile.

Il mio amico Attilio ha arrostito salamelle per tutta la vita facendo politica locale a Settimo Milanese, senza mai guadagnarci un soldo e con lo sguardo sempre rivolto verso ideali puliti e onesti. Ovviamente non ha fatto carriera. Ormai il PD lo ha schifato, e tutto il suo impegno di una vita e' stato buttato via assieme a tutta la tradizione della sinistra rinnegata da perenni trasformisti come Rutelli e da voltagabbana come l'ex dirigente della FGCI Massimo D'Alema, stragista in Serbia con le bombe della Nato e amico delle Banche con i soldi nostri.

A differenza di questa gentaglia, Attilio e' una persona che voterei ad occhi chiusi se potesse (e volesse) candidarsi alle primarie del PD, e lo preferirei a qualsiasi altro candidato, Grillo compreso.

Ma questo non sara' mai possibile per colpa delle barriere burocratiche erette da quei "democratici" che hanno approvato antidemocraticamente regole antidemocratiche, scritte di nascosto da un gruppo di capetti e teste d'uovo che hanno partorito regole, statuti, cavilli e commi mai sottoposti a dibattito o votazione, e approvati in blocco per alzata di mano da un branco di pecore democratiche che magari non si sono nemmeno presi la briga di leggere i documenti fondativi del loro partito e chiedere di ragionarci sopra.

Il bloggaro Adinolfi che si diverte da sempre a fare numero nelle primarie del PD, si vanta pure di averle scritte quelle regole. Merita di essere letto integralmente: "Ai termini dello statuto, lo dico a ragion veduta essendo uno dei cento che l'ha materialmente scritto, Beppe Grillo non potrebbe candidarsi. Dia prova, però, di serietà e accettazione delle regole, chiedendo una deroga motivata alla direzione nazionale del Pd. Io voterò per concedergliela"

Traduzione: "io sono uno dei cento che ha scritto le regole di questo democraticissimo campetto di calcio. Se il bambino Beppe vuole giocare con noi, deve chiedere permesso ai proprietari del pallone: se dicono di si', a me sta bene". Domandone: che democrazia e' una dove si lascia alle direzioni nazionali dei partiti il potere di decidere chi puo' fare carriera all'interno del partito?

E allora sapete che c'e'? Adinolfi, Marino, Bersani e Franceschini che avevi detto di non candidarti: Fatevi le primarie in casa giocando a scopa con i soliti quattro gatti, cantatevela, suonatevela, trovate un sistema per mettere tutto in ordine dopo il casino che vi sta piantando Grillo, continuate a chiamarvi democratici e a dichiararvi aperti alla partecipazione, mentre in realta' siete solo una forma piu' leggera di massoneria politica chiusa e impermeabile a ogni cambiamento.

In sintesi fate quel che cazzo vi pare, ma fino a quando il mio amico Attilio e altra gente per bene non avra' diritto all'elettorato passivo senza troppe magagne, il mio euro e il mio voto per le primarie non lo avrete. MAI.

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