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In esclusiva per i lettori di Mamma! sveliamo le nuove frontiere della chirurgia estetica

La rivoluzione sessuale della gnocca su misura

Ingrandimento del punto G, "design personalizzato" per vulva e vagina, ricostruzione dell'imene per papagirls ninfomani in cerca di una seconda llibatezza: tutto è possibile, basta pagare. Sembra uno scherzo, ma è il business del bisturi.
17 marzo 2009 - Ulisse Acquaviva

topa rifatta

In esclusiva per i lettori di Mamma! sveliamo le nuove frontiere della chirurgia estetica

Quando ti svegli alle cinque di mattina all'estero e con la gastroenterite, in un angolo di centro america dove la sanita' pubblica fa ridere e quella privata fa piangere, sai gia' che devi essere pronto a tutto.

Ma nulla avrebbe potuto prepararmi a quello che ho trovato nella sala d'aspetto della clinica che mi ha curato il pancino: un depliant della nuova tecnologia laser LAASOG (Laser Assisted Aesthetic Surgery Obstetrics and Gynecology) che ha rischiato di stroncarmi sul posto aggiungendo ai dolori di stomaco le convulsioni provocate dalle risate.

Questa "Chirurgia estetica ostetrica e ginecologica assistita dal laser" non e' altro che un sistema molto elaborato per dare ad ogni donna la gnocca che ha sempre sognato e che la natura non ha voluto concederle. Il tutto "riducendo 16 rischi chirurgici tra cui emorragie, infezioni, ematomi, seromi, embolie polmonari, anemie e malattie trasmesse con le trasfusioni come l'HIV e l'epatite B e C". Almeno qui sono onesti e non ti dicono che il sangue e' pulito: ogni trasfusione e' una lotteria.

Ma chi non affronterebbe tutto questo per ritrovare la purezza virginale e farsi rimettere a posto un imene provato dall'usura, o per rettificare una uallera di forma troppo irregolare come si fa con i pistoni della macchina, o magari per ingrandire un clitoride troppo difficile da trovare anche per solutori piu' che abili?

L'elenco delle prestazioni offerte dall'illustre chirurgo (maschio e col doppiomento, giusto per ribadire che il pisello ti autorizza a essere flaccido, la topa no) prosegue con numeri degni di Mandrake, tipo l'ingrandimento del punto G (finalmente l'hanno trovato! Chissa' se ci aggiungono anche della segnaletica luminosa lungo il tragitto) oppure il "design personalizzato di vulva e vagina", che potranno essere modellate sull'esatta misura del birillino del partner.

Il menu' comprende anche un misterioso "ringiovanimento vaginale", che immagino simile allo stucco messo nei buchi del legno ormai troppo spanati per accogliere qualsiasi vite, e perino una "ristrutturazione della clitoride", che vedo gia' affidata un team di architetti neoclassici che affiancano il chirurgo in sala operatoria per suggerire linee e forme in sintonia con l'arte moderna.

Rido e sorrido scoprendo l'ingrandimento chirurgico di vari pezzi di gnocca, cosi' come riderei di chiunque volesse affidare l'allungamento del proprio pisellino al traino di una coppia di buoi. Penso che da oggi le misure contano anche per le donne, e quando ci diranno che ce l'abbiamo piccolo noi potremmo dire "guarda che anche la tua avrebbe bisogno di una bella ristrutturata, che ormai ci passano anche i camion".

Ma tutto questo non fa per me: io sono maschilista e attaccato alle tradizioni. A mia moglie ho gia' detto che se solo prova a farsi toccare da un macellaio le brucio sul sagrato della chiesa tutti i suoi DVD di Ally McBeal, Desperate Housewives e Sex and The City. Mia madre da piccolo mi portava alle riunioni sovversive dell'UDI (Unione Donne Italiane), mi faceva sentire i "dischi del sole" con le canzoni delle mondine, io la guardavo attiva nel sindacato, nella scuola, nella politica e capivo nel mio cuore di bimbo che non c'era ragione di trattare le persone diversamente solo perche' hanno la patatina al posto del birillino. Nemmeno in sala operatoria.

Da allora odio profondamente i tacchi a spillo che provocano artrosi ai piedi e danni alla colonna vertebrale, osservo con orrore le donne che rischiano la propria vita per essere come le vogliono gli uomini, di fronte ad ogni farmacia che promuove il malefico botulino provo l'irrefrenabile istinto di spaccare la vetrina con la testa di una botulata fino a guarirla dalla paresi facciale riattivando la circolazione sanguigna, guardo il virus del patriarcato trasmettersi da donna a donna con riti di iniziazione fatti di pentoline giocattolo, bebe' da fasciare dalla culla alla tomba, rossetti e trucchi da sperimentare assieme alle amiche piu' grandi per dare in pasto un'altra vergine al demone dell'industria cosmetica.

E arrivo al tremendo paradosso che mi si e' rivelato come una illuminazione zen dopo aver visto Natalia Estrada con le gambe ustionate dalla lampada abbronzante: l'unico modo per far trionfare la causa del femminismo e' togliere l'appalto alle donne.

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