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Questo sito e' un contenitore di materiale vario senza nessuna organizzazione logica. L'artigiano di questa fabbrica di parole e' Carlo Gubitosa: scrittore compulsivo, sedicente ingegnere, appassionato di cause perse e tecnofilo cronico.

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La mia terra la difendo

La mia terra la difendo
Un ragazzo, una protesta, una scelta di vita

La mia terra la difendo

La rabbia e la speranza di un ragazzo che amava la sua terra. La storia di Giuseppe, il ventenne di Campobello di Licata che ha affrontato "il pregiudicato Sgarbi" con una telecamera, due amici e un pacco di volantini.
Carlo Gubitosa

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Guerra, razzismo, P2 e marchette: un atto d’accusa ai giornalisti VIP

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12 febbraio 2011 - Carlo Gubitosa

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Nuovo trionfo della "Realpolitik"

Le "armi umanitarie", il tradimento della mia generazione

Stracciata la carta Onu, la politica estera si limita alla fornitura di pallottole
21 agosto 2014 - Carlo Gubitosa

"ART.11 - L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."...   ORA: buttare al cesso un articolo così mi sembra un altro atto di incostituzionalità grave, g

Amici piddini, il governo guidato dal vostro capopartito ha deciso di armare i curdi iracheni, e di fronte alla scelta di un'"ingerenza umanitaria" che si limita alla fornitura di pallottole come se queste esaurissero tutti i bisogni dei popoli oppressi, osservo impotente la distruzione di quegli ultimi, sbiaditi brandelli di sinistra che la vostra classe politica era riuscita a presevare dopo la vergogna delle "bombe umanitarie" sulla Serbia.
 
Sul piano storico e logico, il nonsenso e' evidente: l'atteggiamento "diamo appoggio militare ai presunti 'buoni' e stiamo a vedere che succede" non funziono' in Serbia con l'appoggio della NATO all'UCK, figuriamoci se funzionera' con il semplice armamento europeo di quello che e' l'equivalente dell'UCK in Iraq.
 
Basta mettere in pausa per qualche secondo la retorica umanitaria con le stellette per guardare in faccia la realta', ha vinto ancora una volta la realpolitik che alterna in modo schizofrenico il disinteresse verso gli oppressi, l'ingerenza armata dettata dall'agenda dei governi e non dai diritti dei popoli, e il sostegno ai gruppi militari e paramilitari che al momento sembrano piu' convenienti da sostenere sullo scacchiere geopolitico.
 
Una parte della mia coscienza piange nel vedere anche persone a me vicine complici moralmente e politicamente di questa nuova disfatta della civilta' umana, che affida alle pallottole la soluzione dei conflitti, un'altra parte e' sollevata dal fatto di non aver aggiunto il granello di sabbia del mio voto sulla bilancia che ha portato al potere questi novelli dottor stranamore, che vogliono far circolare armi per il mondo strumentalizzando vigliaccamente le vittime di Srebrenica, come se l'ignavia di ieri potesse essere redenta oggi con le armi da fuoco, come se un tragico errore potesse cancellarne un altro.
 
Quando avrete finito di recitare la parte di quelli "responsabili" che non vogliono stare fermi di fronte alle emergenze umane, e bevono l'amaro calice delle guerre umanitarie (ovviamente per salvare delle vite e portare la pace nel mondo) magari rileggete tutti i segnali d'allarme e le grida d'aiuto lanciati per anni dalla societa' civile, dalle organizzazioni umanitarie e dalle Nazioni Unite su situazioni che oggi scegliete di ignorare e domani vorrete risolvere lucidando nuove pallottole.
 
Le guerre di domani potrebbero essere disinnescate oggi togliendo soldi alla macchina militare per dirottarli sulla cooperazione internazionale e sulla vera ingerenza umanitaria, quella che richiede anni di iniziativa politica e non poche settimane di guerra, e utiizza le "armi" nonviolente della medicina, della scienza, della tecnologia e dell'istruzione per aiutare i popoli oppressi a risollevarsi.
 
Cari politici nazareni, dopo aver studiato la storia, andate a studiare anche la geopolitica e la risoluzione non armata dei conflitti, fate uno stage al SIPRI di Stoccolma, o almeno leggetevi il loro rapporto annuale, e poi tornate in Parlamento a ragionare sulle tragedie del mondo con gli strumenti adeguati.
 
A tutti gli amici che tengono la tessera del PD nella tasca sinistra e la tessera scout nella tasca destra auguro buona fortuna nel difficile tentativo di conciliare nella loro testa e nella loro coscienza le forniture di amramenti e le spese militari del PD con lo spirito di "nonviolenza evangelica" che impregna la scelta politica del "patto associativo" Agesci, uno spirito che mette insieme il "riponi la spada nel fodero" di Gesu' Cristo e le illuminanti parole di nonviolenza di Martin Luther King: 

"It is no longer a choice, my friends, between violence and nonviolence. It is either nonviolence or nonexistence. And the alternative to disarmament, the alternative to a greater suspension of nuclear tests, the alternative to strengthening the United Nations and thereby disarming the whole world, may well be a civilization plunged into the abyss of annihilation, and our earthly habitat would be transformed into an inferno that even the mind of Dante could not imagine".

Ma ormai la parola DISARMO e' fuori dalla nostra agenda politica e quel che e' peggio dal nostro orizzonte culturale. Ci puo' stare, ci mancherebbe, ognuno e' libero di abbracciare l'ignoranza e l'abbrutimento che ritiene piu' opportuni, se volete potete regredire anche alla clava dopo essere retrocessi alle pallottole per fare politica estera.

Ma la prossima volta che vi vedro' sventolare una bandiera arcobaleno vi rinfaccero' che quel simbolo e' stato inventato da uno che ha messo nel logo del suo movimento un FUCILE SPEZZATO, non gentilmente offerto ai "giusti".
 
Paradossalmente, anche senza condividerlo capisco molto di piu' il percorso mentale di quelli che hanno iniziato in politica come giovani democristiani e hanno terminato per fare i portatori sani di armamenti a Palazzo Chigi, ma mi risulta incomprensibile il percorso di chi solo l'altro ieri faceva formazione alla nonviolenza, attivismo nei movimenti pacifisti o volontariato cattolico, e ora per sostenere il suo partito di riferimento si ritrova a sostenere la realpolitik del "si vis pacem, para bellum", dopo aver detto alle giovani generazioni di cercare soluzioni non armate ai conflitti, di ripudiare la guerra e di cercare una giustizia per tutti diversa dalla vendetta degli oppressi sugli oppressori.
 
E' da queste persone, compagne di strada fino a ieri, che mi arriva la sensazione piu' forte di tradimento.
 
Avete tradito le speranze, gli ideali e gli impegni che avete chiesto ad altri di abbracciare e sottoscrivere, per poi essere i primi a ripudiarli una volta entrati a contatto col potere politico.
 
Non sorprendetevi se in futuro il vostro partito si ritrovera' in mano col 40% o anche il 45% di nulla, perche' la maggior parte delle persone per bene non si sentira' piu' rappresentata da un elite dove i cialtroni all'opposizione brillano per tensione etica se confrontati con i guerrafondai di governo.
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